Crediti
Autore originale : DrHeiteira
Data di pubblicazione originale: 26 Marzo 2013
Titolo : Immotus illusio est
Traduttore : Picok-Alt
Oggi, cena nella mia cella, il solo momento della giornata in cui non sono zittita con voilavieenrose o con altri scherzi del genere; non so mai cosa mangio, mi bendano gli occhi, ed è meglio così.
Prima di questa procedura, potevo vedere persone orribilmente bruciate che continuavano a muoversi e a parlare, persone con colli contorti in posizioni strane che continuavano a ridere, e persone a cui mancava la maggior parte del corpo bere un caffè.
Il cibo, quando lo vedevo, era merda, in senso letterale; l'avete mai visto? Merda con un sapore di lampone?
Mentre mangiavo, sentivo che mi parlavano da dietro di me:
"Numero uno otto sette?"
"Non smetto di ripetervi che questo non è il mio nome."
"Il protocollo lo impone. Il mio nome è Gears, e ti dobbiamo chiedere di seguirci. Non spaventarti: non è altro che un test per permetterci di progredire nella comprensione di un oggetto."
"Come volete, a che ora?"
"Adesso."
Allora ho sentito numerose braccia prendermi, e sollevarmi dalla mia sedia. Dopo circa 3 minuti di cammino, mi tolgono la benda.
Davanti a me si trovava una porta immensa; alla sua destra una targa, un cartello giallo con un occhio su un cervello e dei pugni chiusi; sopra alla targa, il numero 173, sotto la parola "Euclid"; anche se non sapevo cosa volesse dire Euclid, sapevo che cos'era 173 per la sua reputazione, e non riuscii a trattenere un brivido.
La porta si aprì, rivelando una stanza munita di due porte, la prima al fondo, era visibilmente più spessa, e si sentivano graffi dall'interno; la seconda era situata in cima a una scala. Poco prima che potessi salire, il dottor Gears mi chiese:
"Prima di entrare in questa stanza, ti vorrei dire alcune cose; la creatura dentro questa stanza è una statua-"
"Sì, lo so, sento spesso parlare di persone che hanno la sfortuna di entrare nel suo antro."
"Lasciami finire, questo oggetto è capace di muoversi, ma solamente quando non è guardato. In effetti, se nessun paio d'occhi è fissato su di lui, si sposterà fino alla persona più vicina per spezzargli il collo, o in casi eccezionali, per strangolarlo."
"Non mi darà comunque a quella cosa?"
"No, in realtà vorremmo sapere altre cose."
Gears chiede alle guardie presenti nella sala di uscire per 5 minuti. Una volta che la stanza si è svuotata, mi dice:
"Sappiamo tutti che 173 non si può spostare fino a quando è guardato, ma quello che non sappiamo, è l'aspetto che prende quando non è guardato, è impossibile che una statua così rigida si possa spostare, deve obbligatoriamente prendere un'altra forma per spostarsi così in fretta, non sappiamo se si "de-irrigidisce", o se la sua forma reale cambia."
"Perché non posizionare delle telecamere nella sua cella?"
Il ricercatore abbassa la testa, la scuote, poi riprende:
"Inutile, anche se rallentiamo le immagini più di mille volte, tutto quello che riusciamo a ottenere è un'immagine sfocata; quindi abbiamo pensato a te, potresi osservarlo nei due stati, osservato e non osservato."
In quel momento, le guardie ritornarono nella stanza.
"Ora, sali su queste scale, e una guardia ti aprirà la porta."
Lo fatto. Mi hanno aperto la porta e poi l'hanno chiusa. Ero sola.
Mi ritrovai in una stanza rialzata con vista sulla sala di quella statua, con del vetro spesso come protezione. All'inizio era completamente immobile, ma la vidi muoversi lentamente: si girava.
Poi si volatilizzò, la vidi appena sotto la mia stanza, ma si muoveva, potevo vederla muoversi. Girò la testa verso di me, fece una specie di sorriso, e scomparve di nuovo.
Questa volta era proprio davanti a me, davanti al muro di vetro che la separava da me; non so come, ma era riuscito a "camminare" sul muro per raggiungermi. Colpì due volte sul vetro, e questa volta potei vedere distintamente il sorriso.
Sono andata nel panico, ho urlato diverse volte, e ho cercato di aprire la porta, ma i miei guanti mi hanno impedito di farlo; poi ho fatto il giro della stanza per cercare di trovare una via d'uscita, ma ho visto guardando nervosamente la stanza che la statua non c'era più.
Mi girai lentamente quando sentii che mi toccava la schiena. La sua testa era proprio davanti alla mia, ma questa volta non sorrideva. Aveva un'espressione atroce.
Urlai, svenni mentre entravano le guardie. E fu tutto.



