Bollettino Zetetico: Il Mito dell'Iride di Wu Xing

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Pamphlet

Atto a Sfatare il Mito

de “L'Iride di Wu Xing”

di Gabriel ZIRCONE Taglio-Marquise


PREFAZIONE



Da tempi immemori, il mondo accademico è rimasto affascinato dalla mitologia dell'Estremo Oriente. Essendo state finora quelle regioni chiuse al popolino a causa di conflitti interni ai governi, vi sono state ben poche occasioni per ottenere i manufatti delle religioni locali per poter spiegare le loro presunte proprietà "magiche".

Ebbene, oggi avrò il piacere di presentarvi una rara curiosità, generosamente concessami da una squadra di RUBINI nella regione di Guizhou.


VALUTAZIONE VISIVA



Tanto semplice quanto meraviglioso per fattura, l'Iride di Wu Xing1 è un grande anello realizzato in giada a cui sono state apposte delle iscrizioni in pinyin. Esse riportano "Il Nostro Luminoso Padre nei Cieli" su di un lato, dall'altro "egli ci inonda con i suoi favori". L'anello è connesso a sua volta ad un manico in legno di pesco, al quale è stata legata una sottile corda realizzata a mano a partire dal vello di yak.

Codesto elegantissimo ninnolo dovrebbe essere esposto in un museo, e non rimanere nelle mani d'un sozzo cultista adorante.


STORIA



Stando alle analisi d'un valido storico, l'oggetto è rimasto in custodia di monaci adoratori del Sole2 sin dall'inizio del VIII secolo fino alla sua metà, durante il regno della dinastia Tang.[1] Gli aderenti a tale culto affermano che il Sole sia un essere senziente — noto anche come " Il Padre Luminoso" — che ha conferito loro abilità, che si confanno certamente a quelle d'una palla di gas e fiamme.

La prima istanza mai registrata degli usi dell'Iride di Wu Xing è stata rintracciata alla fine della seconda metà del tredicesimo secolo, quando un gruppo di monaci girovaghi usò le sue "sacre proprietà" per accendere una fiamma, e che poi usarono per difendere un villaggio vicino dalle orde mongole.[2] Ulteriori informazioni sull'Iride risultano ad oggi sparse; in tutta la storia della regione tuttavia l'Iride è spesso e volentieri citata per aver compiuto imprese eccezionali nei momenti di maggior bisogno.


IL MITO



L'estratto che segue è stato recuperato da un testo del XIX secolo, il quale si ritiene contenga fonti primarie a partire da quelle del monaco che sarebbe responsabile della creazione dell'iride.[3]

Il Padre Luminoso inviò una luce così forte,
Tale da illuminare un ramo del sacro pesco.
Ei comandò ch'io lo cogliessi;
Obbedii al padre mio senza esitare.
Ei comandò che ne assaporassi il frutto;
Obbedii al padre mio senza esitare.
Ei però mi comandò di non addentarlo prima che fossero passate otto lune;
Obbedii al padre mio senza esitare.
Ei comandò che sedessi sotto il sacro pesco
Ed ascoltare la sua saggezza;
Obbedii al padre mio senza esitare.
All'alba dell'ottavo giorno, dal ramo del sacro pesco
Crebbe un anello di giada polita:
Un esempio squisito della Saggezza del Padre Luminoso.
Ei mi comandò di diffondere i suoi detti;
Obbedii al padre mio senza esitare.
Così io ho parlato.


CONFUTAZIONE



Come nel caso di tutti i documenti religiosi antichi3 credo fermamente che questo passaggio sia derivato da un'esagerazione degli eventi, a cui solo un pazzo può aver assistito.

Il possessore originale dell'Iride di Wu Xing era un monaco il cui nome è andato perduto per sempre. Più di un centinaio d'anni fa, essere monaco nelle remote montagne di questa provincia significava sacrificare quei pochi lussi che qualcuno avrebbe potuto avere. Ciò mi fa credere che la ragione per la quale quest'uomo abbia incontrato il suo "dio" sia da ricercarsi nel fatto ch'egli fosse affamato, esausto e dunque prono alle allucinazioni.

Il Padre Luminoso inviò una luce così forte,
Tale da illuminare un ramo del sacro pesco.

Le pesche sono simbolo di purezza, longevità e santità in Cina, e lo sono da ben prima che questo mito esistesse.[4] Vorrei argomentare sostenendo che questo monaco si sia avvantaggiato del simbolismo qui esposto per consolidare la sua falsa ideologia. Cosa potrebbe aver incontrato? Non lo so con certezza, ma credo possa essere stata qualche vegetale altamente allucinogeno. É assolutamente probabile pure che le allucinazioni del monaco siano iniziate subito dopo aver consumato un frutto marcio, e che nel delirio dovuto alla reazione detossificante del proprio corpo abbia sofferto di questi deliri.

Ei comandò che ne assaporassi il frutto;

Studi farmacologici indicano che gli allucinogeni abbiano effetto sulla percezione del tempo e inducano allucinazioni in relazione agli stimoli; ovviamente. Un individuo può sopravvivere per otto giorni senza nutrimento o acqua, e la possibilità che un anello di giada sia spuntato da un ramo di un albero è semplicemente ridicola. La mia convinzione è che il monaco abbia preso il manufatto di giada, già in suo possesso, e lo abbia attaccato ad un bastone a lui vicino, mentre subiva ancora l'effetto degli allucinogeni consumati.

Dopo attenti esami ed esperimenti, non è stato trovato all'interno dell'anello alcun dispositivo che possa emettere fiamme: si tratta niente meno che d'un feticcio ornamentale. A causa della forma ad anello dell'Iride, si ipotizza che il foro centrale, ora vuoto, possa essere servito per reggere una lente in vetro. Con ogni probabilità questa veniva usata come fosse una lente d'ingrandimento sotto il sole, e concentrando i raggi di calore, avrebbe poi dato fuoco nel giusto momento all'oggetto verso cui era puntata.

Basandosi su queste analisi, è piacere del qui presente ZIRCONE dichiarare che l'Iride di Wu Xing è stata smascherata come niente di più che d'una lente d'ingrandimento, realizzata da un folle, forse talentuoso, vagabondo. Al momento attuale l'anello si trova nelle fidate mani dei nostri RUBINI nella Cina Occidentale, i quali lo stanno usando per mostrare la verità alla buona gente di quella terra — qualora, ovviamente, desiderino togliere le mani degli indottrinati dalle loro orecchie per ascoltare.


Bibliography
1. Roger Stanpike (1996). Riassunto sulla Dinastia Tang: Quinta Edizione, The Stationery Office S.r.l.
2. Ren Luoyang (1963). L'Assedio delle Diciotto Provincie, Casa editrice Bā
3. Blackwood (1869). Lord Blackwood nella Terra di Canton, Knowing Publishing
4. Xu Guo (2003). Sacre Pesche: Il Frutto degli Dei, Casa editrice Bā

Quando in dubbio, dubita.

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