Qual è l'Accordo?
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Precedentemente…

Il cattivo noto come Tim Allen ha trasceso i limiti della mortalità.

Ogni giorno è affaticato dagli aspetti mondani della sua esistenza. Con ogni minuto che passa, diventa meno paziente, meno contento di aspettare il ritorno che crede di meritare. Il suo crollo mentale è inevitabile e si avvicina sempre più velocemente.

La nobile Fondazione SCP ha un piano per affrontarlo, ma è pieno di rischi e decisioni pericolose. La loro ricerca di proteggere il mondo li ha portati in grembo all'unico uomo che potrebbe essere in grado di sconfiggere il loro nemico… ma la Fondazione ha fatto definitivamente il passo più lungo della gamba?

Scopriamolo assieme…


QUAL È L'ACCORDO?



L'uomo era seduto a gambe incrociate su un cuscino di velluto. I veli di seta che lo circondavano aromatizzavano la luce che entrava dalle finestre, trasformandola in un arcobaleno screziato.

I suoi occhi erano chiusi. La sua mente era chiara. Il suo cercapersone stava suonando.

La cosa era nuova. Aprì un occhio avvizzito e si guardò intorno. Stava vibrando in uno schema di tre impulsi — il segnale di emergenza. Dietro di lui, la porta del suo studio cigolò aprendosi.

"Signore?" Una voce familiare preoccupata chiamò. Era la sua assistente. "Ci sono degli uomini fuori che la stanno cercando".

Annuì. "Hanno detto chi li ha mandati?".

"Hanno detto che è stata la Fondazione, signore".

L'uomo fece un respiro profondo, poi finalmente aprì gli occhi. "E quindi", disse, "il giorno è finalmente arrivato".

"Vogliono che andiamo con loro. Hanno un minivan che ci attende di fuori, ma non vogliono dirmi il perché-"

La sua postura si irrigidì. "Un minivan?"

"Sì."

Si girò sul cuscino per guardarla. "Non capisco i minivan. Se metti 'mini' davanti a una parola, si suppone che sia piccolo. Mini ciambelle. Mini frigo. Mini golf. Ma un minivan è ancora fondamentalmente solo un furgone. Per non parlare di Minneapo-"

"Signor Seinfeld", intervenne lei. "Hanno detto che si tratta di una questione di massima urgenza".

Jerry Seinfeld tossì sul gomito. "Hai ragione. Lo terrò per il viaggio in macchina".


Come la maggior parte dei commedianti, Jerry Seinfeld era piuttosto appassionato alla magia nera.

I bravi commedianti attraversano costantemente le barriere, aggirano le aspettative, dicono ad alta voce quello che altri sussurrerebbero. Stanno infrangendo le regole della società, quindi già che ci sono, perché non infrangere anche le regole della natura?

Dopo aver raggiunto quel punto, la maggior parte di loro si ferma abbastanza rapidamente. Forse il loro mentore magico si è rivelato un artista della truffa, o i loro libri di incantesimi sono stati falsificati. Forse hanno concluso che semplicemente non avevano l'attitudine per la magia o, Dio non voglia, che la magia non esisteva affatto.

Ma, come vi dirà chiunque, la commedia richiede impegno. Se hai quello che serve per essere uno dei migliori commedianti al mondo, probabilmente hai anche quello che serve per diventare un maestro mistico del settimo cerchio. I set di abilità sono sorprendentemente simili.

Jerry Seinfeld non era proprio al livello di Merlino, ma le sue capacità erano ampie. La maggior parte delle folle non ha bisogno di più di un po' di sedazione magica e di una lieve telepatia per farle andare avanti, ed era in queste arti sottili che Seinfeld primeggiava.

Era anche specializzato nella levitazione avanzata, ma questo era raramente rilevante per i suoi spettacoli di cabaret.


Seinfeld appoggiò i gomiti sul tavolo da conferenza e congiunse le dita. "Fatemi capire bene."

Il tavolo era circondato da burocrati della Fondazione. Due dozzine di paia di occhietti erano puntati su Jerry Seinfeld. A capo del tavolo la Direttrice Blake, una donna in camice, gli fece un cenno. "Prego, vada pure."

Seinfeld si schiarì la gola. "Volete che uccida Tim Allen."

Lei annuì. "Riduttivo, ma vero."

"E non potete farlo voi da soli."

"Beh", sospirò lei, "siamo stati impegnati a spegnere alcuni incendi eccezionalmente grandi. Suppongo che non ha visto il telegiornale?"

"Stavo meditando nel mio studio prima che arrivassero i vostri scagnozzi."

"Ecco", disse Blake mentre lei passava una grossa pila di foto sul tavolo. Lui le sfogliò. Erano fotogrammi di quelli che dovevano essere centinaia di film diversi. Il suo sguardo si fermò su una foto: un fermo immagine preso da Pulp Fiction che mostrava i gangster gentiluomini Vincent e Jules in posa mentre puntavano le pistole verso la telecamera.

Seinfeld strizzò gli occhi. Quella non era la faccia di Samuel L. Jackson che guardava da sotto la sua iconica pettinatura afro. Era Tim Allen.

Sussultò. "Buon Dio. Ha finalmente scoperto Photoshop."

Nessuno rise. "Questi non sono solo fotogrammi", elaborò Blake. "I film sono cambiati fino in fondo per tener conto della presenza di Tim Allen. Si è fatto strada a forza in centinaia di film classici. E le modifiche sono apparse in ogni singola copia sulla Terra."

"Quindi, non è Photoshop."

Venne ignorato. "Lo stiamo facendo passare per del cyberterrorismo assurdo, ma questa scusa ha più buchi di un formaggio svizzero. Ciò che è importante ora è impedire a Tim Allen di causare ulteriori danni. E lei è la migliore possibilità che abbiamo."

"Perché ve l'ha detto l'antica roccia?"

Lei scrollò le spalle. "È una pista. Per quanto ne sappiamo, non ha punti deboli. Non ci sono piani migliori di questo. Dobbiamo metterla in forma."

Seinfeld si accigliò. "Che genere di forma?"

"Con tutto il rispetto, Signor Seinfeld, anche con i suoi poteri magici, non c'è modo che lei possa battere Tim Allen in un combattimento. Riverseremo tutta la scienza che abbiamo per renderla più forte. Allora potrebbe avere una possibilità."

"Potrei? Mi getterete davanti a un semidio perché un'antica roccia vi ha detto che avrei fatto a pugni con Babbo Natale?"

Lei sorrise. "Riduttivo, ma vero."


Test Uno: Linea di Base

Seinfeld si trovò in un hangar vuoto, di fronte a un sacco di sabbia da pugilato appeso a un supporto di metallo.

Lo colpì il più rapidamente possibile. Spinse la magia a tempo con i suoi pugni, onde d'urto taumaturgiche fecero oscillare il sacco più di quanto i suoi pugni da vecchio potessero mai fare.

Un solido colpo mandò il cavalletto indietro di parecchi metri. Alzò i pugni in aria e delle mani giganti e spettrali afferrarono il sacco di sabbia. Lo fece levitare da terra e lo lanciò. Atterrò sul fianco con un tonfo, a tre metri di distanza.

I ricercatori dietro di lui mormorarono. Si sarebbero potuti fare dei miglioramenti.


Le fibbie sibilarono stringendo i polsi di Seinfeld. Lui trasalì.

"Questo non è sportivo," si imbronciò. "Non mi potete immobilizzare prima di dirmi cosa mi farete."

Il banco chirurgico si reclinò automaticamente. La Direttrice Blake lo guardò a malapena mentre i medici mascherati entravano in fila indiana nella sala operatoria. "Non stiamo cercando di essere sportivi. Stiamo facendo i furbi. Se non sa cosa stiamo facendo, ci sono meno possibilità che riesca a scappare prima che possiamo trattenerla."

Gli occhi di Seinfeld si spalancarono. "È terrificante! Perché dice questo?"

Lei si mise a ridere. "Perché era divertente. Si rilassi. Si tratta di una procedura sperimentale, ma i principi sono ben fondati."

"Bene, ora che mi hai infuso una fiducia così radiosa, come potrei avere paura?"

"Abbastanza facilmente, sembra. Sappi che questa è la procedura che le darà le migliori possibilità per poter battere Tim Allen."

I medici portarono un carrello con un marchingegno cilindrico, della grandezza e della forma del pugno di Seinfeld. Era liscio, azzurro e leggermente incandescente.

Seinfeld si agitò nelle sue legature. "Che cosa avete intenzione di fare con quello?"

Blake lo ignorò. "L'unico vero difetto di Tim Allen è che è troppo potente. Non può fare nulla senza spargere energia grezza che manipola la realtà nello spazio intorno a lui. Questo dispositivo la aiuterà a catturarne un po' e a reindirizzarla verso di lui. Qualsiasi cosa lui faccia a te, tu sarai in grado di farla a lui, con un'efficienza del quaranta per cento circa."

"Il quaranta per cento? Come faccio a recuperare il restante sessanta?"

"Improvvisa."

"Nessun buon piano include mai 'improvvisare' come passaggio!"

Lei scrollò le spalle. "Non ho mai detto che il nostro piano è buono, solo che è l'unico che abbiamo."

Seinfeld piagnucolò. "È troppo tardi per tirarsi indietro?"

Lo era.


Test Due: Combattimento di Base

Seinfeld si avvicinò ancora una volta al sacco di sabbia. Questa volta aveva ricevuto l'ordine di mantenere le distanze.

Fece girare le mani in un ciclo ritmico. Delle figure spettrali e intangibili si coalizzarono intorno al sacco di sabbia. Mentre lo colpivano da ogni angolo, i loro tratti diventavano sempre più definiti: non erano più spiriti senza nome, ma una dozzina di George Costanza, pronti a combattere.

Seinfeld tirò indietro le mani. Gli spiriti si fusero in un unico George con una mazza da baseball. La fece oscillare e la rilasciò. Colpì il sacco di sabbia con un colossale thwack.

Quando la polvere si posò, il sacco di sabbia era dall'altra parte dell'hangar. Aveva lasciato un'ammaccatura nel muro.

I ricercatori disucssero tra di loro. George diede il cinque a Jerry, poi svanì.


Seinfeld si contorse sul tavolo operatorio. "Cosa c'è adesso? Pensavo che avessimo finito."

La Direttrice Blake scosse la testa. "No. Quella era solo la prima procedura. Ora miglioreremo la sua percezione. Tim Allen può diventare supersonico in un batter d'occhio; se vuole essere in grado di seguirlo, dovremo almeno raddoppiare la sua acutezza visiva."

"Oh. Se posso vedere il doppio, significa che posso produrre il doppio della comicità."

"Giusto. Hai ragione Jerry." Gli diede una pacca sulla spalla.


Test Tre: Assalto Urbano

Seinfeld era seduto al buio. Davanti a sé c'era un recinto sicuro, una simulazione di un assassinio pronto per essere messo in atto.

Concentrò la propria attenzione sulla porta massiccia e rinforzata. Anche da qui, poteva vederne ogni imperfezione, ogni debolezza. Concentrò la sua energia al centro e lasciò che la magia si sovrapponesse a se stessa fino a formare una potente singolarità.

Un Kramer spettrale irruppe attraverso la porta del bunker. In un istante, metà del complesso venne ridotto in polvere.

Questa volta gli spettatori lo acclamarono.


Si svegliò di soprassalto. "Uh. Un'altra procedura?"

"Oh no," disse Blake. Era seduta accanto al suo letto. "Stiamo lavorando alla sua tuta protettiva. Ha per caso qualche idea sul design?"

"Se potessi scegliere, farei ovviamente la tuta di Superman."

Blake storse la bocca. "Meglio di no magari. Ci sono di mezzo dei marchi seri e ne abbiamo già più che a sufficienza."

"Beh, perché non copiare semplicemente il costume, e poi dire che è un costume diverso perché invece della S che sta per Superman, sta per Seinfeld."

"Non è così che funzionano i marchi, e anche se lo fosse, non lo faremmo."

Seinfeld sospirò. "Compromessi, compromessi."


Test Quattro: Neutralizzazione di Minacce Massicce

Questa volta avevano riservato un parcheggio abbandonato solo per lui. Era stato allestito un finto esercito, centinaia di soldati artificiali in piedi in fila con le loro armi puntate su Seinfeld. Lui sorrise e basta.

Dalla sua mente evocò il suo essere ideale: un leone grande come una casa, con gli artigli di un falco, le squame di un serpente, le ali di un drago e la testa del comico americano e caro amico Larry David.

Larry David scatenò il suo respiro acido, e in pochi istanti l'intero esercito fu ridotto a una pozzanghera corrosa.

Jerry non aveva bisogno di sentire la loro reazione. Sapeva di essere pronto.


Si scucì le maniche della sua tuta attillata. La sua figura era poco lusinghiera e non assomigliava affatto a quella di Superman. Si sentiva nauseato nel guardare il proprio corpo. Non aveva idea di come i medici avessero risistemato le sue interiora, ma di certo non pareva essere piacevole.

Era circondato da uomini e donne in camice, a loro volta circondati da guardie pesantemente armate.

Seinfeld si rivolse a Blake. "Siamo sicuri che si farà vedere?"

Lei annuì. "Abbiamo lasciato un ultimatum sul sito ufficiale di Capitan Zoom del 2006. Nessuno a parte Tim Allen avrebbe visto quel messaggio."

Lui annuì. "Ok, ok. Mi sento bene." Saltò sul posto. L'edificio tremò leggermente, mentre l'ascensore sotto di lui iniziava a spingerlo verso l'alto. "È ora di realizzare la profezia e prendere a calci in culo Tim Allen."

"Beh, tecnicamente," ribatté Blake, "Sei solo profetizzato per combatterlo. Non è stata menzionata la vittoria."

"Aspetta, che cosa?" Si accovacciò di lato, ma l'ascensore aveva già raggiunto il tetto e Blake era già lontana.

Si guardò intorno. Il tetto era deserto. L'edificio era solo in mezzo a una pianura, scelto appositamente per minimizzare i danni collaterali. C'era solo una cosa che riusciva a distinguere, una sagoma contro il cielo arancione. Lo spettro di Tim Allen.

Jerry salutò con la mano. "Ciao Tim."

Fluttuò giù, solo a pochi metri sopra la superficie del tetto. " Salve Jerry," disse con un boato. "Ho atteso a lungo questo scontro."

Jerry si concentrò sul proprio peso. Levitò verso l'alto fino a quando non si trovò finalmente in bilico con il dio pazzo. "Sì, è un grande giorno e quel che è. Quindi, combatteremo, giusto?"

"Esattamente," disse Tim Allen. "Proprio come aveva detto la profezia."

Tim Allen diventò una macchia. Placcò Seinfeld e volò verso l'alto, portandoli entrambi tra le nuvole. L'unica prova della loro partenza era la sottile linea di fumo nero che segnava il loro percorso di volo.

All'interno dell'edificio, Blake e gli altri ricercatori fissavano fuori dalla finestra in silenzio.

Un ricercatore più giovane al suo fianco finalmente parlò. "Direttrice Blake, ha mai la sensazione che Dio esista davvero, e che ci odi?"

Lei sospirò. "Oh, ogni pochi minuti o giù di lì. Ci farai l'abitudine." Gli mise una mano sulla spalla. "Fidati di me."


IN CONCLUSIONE


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