Attimo Dopo Attimo
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Tic

Due persone sono in piedi in una stanza, uno di fronte all'altro. Uno indossa un camice da laboratorio, e l'altro una lucente giacca nera che fruscia quando lui sposta il suo peso. Il crepuscolo filtra attraverso le alte finestre a barre. per un attimo, tutto è fermo.

Tic

L'uomo con il camice apre bocca per parlare, ma le parole non escono. L'uomo con la giacca posa una mano sulla sua spalla e gli dice, non senza delicatezza, che la decisione è irrevocabile. Il progetto è stato interrotto. Lo scienziato abbassa la testa e annuisce, facendo cenno a un assistente di aiutarlo a spegnere la sua macchina. L'uomo in nero si gira per poi andarsene.

Tic

Insieme, un gruppo di laureati e stagisti non pagati passeggiano lungo una strada di campagna, lamentandosi della mancanza di fondi che sta strangolando la loro facoltà. Caricano il loro equipaggiamento su un furgone e se ne vanno.

Non appena sono fuori dalla visuale, l'uomo in nero scuote la testa, e piazza l'ultimo pacco contro il raggio. Dopo un'ultima pulizia della stanza, se ne va, srotolando un lungo cavo dietro di sé. Togliendosi la polvere dalle mani, esce fuori, nella consapevolezza che il mondo è salvo ancora una
volta.

Tic

Il mondo è pieno di fuoco, e polvere, e fumo, e delle grida torturate di fragile lamiera piegata oltre il punto di rottura.

Tic

Un migliaio di miglia più in là, una donna apre un documento a labbra strette, lo analizza, e lo chiude di nuovo. Una piccola modifica a un altro file, molto più lungo, e tre anni di lavoro sono Neutralizzati. La donna aggrotta le sopracciglia. Dovrebbe iniziare davvero i resoconti post-missione, ma d'altronde… Ci sarà abbastanza tempo domani. Riuscirà sicuramente a finirli in tempo. C'è sempre tempo.

Tic

Un uomo si siede per gustarsi un pasto con la sua famiglia. I quattro parlano, scherzano, e sorridono. Senza preavviso, la piccola scatola nera sul polso dell'uomo comincia a suonare e vibrare, richiamandolo all'azione. Si scrolla le briciole dalla lucente giacca nera, bacia al moglie sulla guancia, ed esce fuori dalla porta. Il cibo, ancora caldo nel piatto, viene avvolto in carta stagnola e messo da parte. Per dopo.

Tic

Tra le macerie del magazzino, un timer piazzato qualche settimana prima raggiunge lo zero, e una miccia abbandonata si accende come una girandola, bruciando tra una rete di cavi celati nel cemento.
Per la seconda volta in altrettante settimane, il mondo è pieno di fuoco.
Svanisce dopo un po', e il pavimento crolla, lento e inesorabile, versandosi come acqua nell'abisso sottostante. Al centro dell'abisso, una tozza scatola di metallo trafigge l'Universo.

Tic

Un colpo di pistola. Una giacca nera è squarciata, e macchiata di rosso. Passano dodici minuti e arriva la squadra di riserva. Un altro edificio è demolito, e un piccolo bambino rimane ucciso tra le macerie.

Tic

Un meccanismo si attiva, scagliando una sagoma centinaia di metri nell'aria. La scatola, cupa e grigia, si accende con un ronzio, passando attraverso le realtà. Il tempo rallenta fino al suo limite.

Sulla sua sedia, l'uomo con il camice sorride, con un largo ghigno a mostrare i denti, che non ha nulla a che fare con l'umorismo. Sente, nella sua testa, il ronzio di ingranaggi troppo distorti per appartenere a qualsiasi normale schema. Riecheggiano avanti e indietro attraverso gli eoni, facendo crollare le mura tra i mondi.

Tic

La sagoma, la sua faccia ora visibile, riaffiora nella realtà. È legata, ora, al mondo attorno a sé. Tuona giù a tempo di lumaca, piegando l'aria vicina in un cono di una brillante luce viola. Un secondo più tardi ed è tutto finito, abbattendo i muri dell'universo con la precisione di un trabucco.

Tic

Un lampo di luce. Un altro tonfo mentre l'entropia temporale raggiunge il punto di non ritorno. L'orologio, superando lentamente la velocità della luce, ticchettando dentro e fuori dalla realtà, cade a terra. Il pendolo impossibile sfonda la sua cornice, e la custodia di vetro si frantuma, portandosi la realtà con sé. Miglia più in là, ciò che era un uomo con un camice si alza in piedi, godendosi questa distruzione. La patina di legno implode, lasciando solo eco nello spazio di fase. La casualità si arresta, e gli ingranaggi si fermano ancora una volta.

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