Per Questo Lo Chiamavano Darke

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“Antenato?” chiamò Iris Dark mentre emergeva dalla Via che collegava il suo Ufficio di Londra al santuario privato di Percival Darke. Aveva udito Marshall e Carter chiamarlo 'Il Museo' - forse perché vedevano Darke come una reliquia. Era in ogni caso appropriato, dato che oltre ad essere la casa e il laboratorio di Darke, conteneva anche la collezione privata delle curiosità che aveva accumulato nel corso dei secoli; comprati, rubati, scoperti o creati dalle sue abili mani, questi erano i rari oggetti che per Darke valevano più del loro valore sul mercato.

Era di sicuro uno strano posto, e Iris non era sicura su dove si trovasse; non c'erano finestre e non si udiva alcun rumore all'esterno, quindi logica voleva che fosse sotto terra, ma non c'era alcun sistema di ventilazione. Era decorato in modo opulento, eppure rusticamente antiquato, perfino senza elettricità. Tutti i rapporti elettronici e ogni messaggio doveva essere stampato e trasportato presso di lui tramite ondacorvo.

La sala d'ingresso aveva su entrambi i lati dei bracieri che brillavano di fiamme spettrali, prive di fumo, e il loro bagliore color seppia danzava sulle mura e sui pilastri di marmo. Mentre cercava il suo progenitore, il solo rumore era l'eco dei suoi passi.

Erano passati tre anni da quando era diventata il proxy di Percival Darke, al termine di una complessa catena di eventi messa in moto da una clausola in un testamento e da un tentativo di assassinio (provvisoriamente) riuscito. Darke era di gran lunga il partner più riservato di Marshall, Carter & Dark, e preferiva essere rappresentato dalla sua proxy ogni volta che era possibile.

Iris sapeva di non essere la prima dei discendenti di Darke a ricoprire la posizione. Era stata preceduta da un tale Benjamin Phineas Dark, e da una Abigail Agnes Dark prima di lui, e da un Johann Dark prima di lei. La posizione presentava indubbiamente dei vantaggi: le azioni che aveva ereditato l'avevano resa all'istante milionaria, e il piano assicurativo della compagnia includeva varie forme di resurrezione e di prolungamenti dell'esistenza; inoltre Darke, sapendo che un essere antico come lui finiva inevitabilmente per perdere il contatto con la realtà, le concedeva quasi sempre la libertà di agire come desiderava. Al momento stava investendo le inesauribili risorse di MC&D per finanziare diversi progetti a tecnologia anomala, e non le mancavano certo le idee su come impiegare i suoi miliardi e la sua lunga vita.

Conseguenza interessante (e non necessariamente uno svantaggio) della sua nuova posizione era il fatto che spesso le persone pensavano fosse Darke in persona, come capitava anche ai suoi predecessori. Personale e clienti la consideravano una maga dal potere inimmaginabile; alcuni sussurravano che Darke fosse un Signore del Tempo, che ogni tanto ringiovaniva e cambiava forma; altri che non era mai stato realmente umano, e che i suoi discendenti non erano altro che coloro che gli avevano consacrato la loro esistenza in cambio dellìassicurazione di una vita tollerabile dopo la morte. Iris aveva anche sentito voci che la definivano una prostituta che Darke avrebbe posseduto dopo averle strappato l'anima. Non riusciva a biasimarli, comunque, dato che nessuno sapeva chi fosse davvero Darke.

Nemmeno lei.

Aveva una teoria però, una che aveva elaborato in tre anni di interazione con lui e grazie alla sua miglior comprensione del mondo anomalo: riteneva che Darke, alchimista e taumaturgo di impareggiabile abilità con una conoscenza profonda delle Vie, si fosse sfasato al di fuori della realtà e nell'Oscurità Fra Le Dimensioni. Il modo in cui si muoveva faceva pensare che non fosse pienamente corporeo, ed era sempre circondato da un'aura oscura. L'assenza di entropia del vuoto gli impediva di invecchiare, e il basso livello di Hume in esso gli conferiva potenti capacità di alterazione del reale. Non si dissipava grazie alle creature viventi che consumava (non che divorava; che consumava): in questo modo la loro materia e le loro particelle EVE rimpiazzavano le sue, e il loro campo Hume riforniva il suo; era immerso nell'Oscurità, si nutriva di Oscurità, traeva il suo potere dall'Oscurità.

Per questo lo chiamavano Darke.

Era solo un'ipotesi, comunque, ed era abbastanza intelligente da non chiedere conferma.

Fece capolino nella sua sala lavoro, ma era vuota. L'antico laboratorio alchemico, la forgia spettrale e il tavolo elettrotaumico non erano in funzione: controllò lo studio, dove trovò il circolo divinatorio spento e le pergamene al loro posto.

Stava raccogliendo il coraggio di provare in camera da letto (dove alla meglio avrebbe disturbato il suo riposo, alla peggio lo avrebbe interrotto mentre sfogava qualunque bisogno carnale possedesse un essere simile) quando la porta dello studio si aprì. Iris esalò un sospiro di sollievo mentre l'alta, incappucciata sagoma di Percival Darke scivolava all'interno con diversi libri fra le braccia.

“Antenato, siete qui. Appena tornato dalla libreria, suppongo?” domandò Iris.

“Sono riuscito a localizzare dei testi erikeshani da una realtà in cui si comportavano in modo un po' più empirico rispetto alla nostra," replicò lui chiudendo la porta e posando i libri dal suo lato del tavolo. "Ritengo che sarò in grado di sintetizzare la sostanza da loro usata per forgiare le Catene di Jaspetar. Uno non può mai sapere quando avrà bisogno di imprigionare un gigantesco Dio Ancestrale. Ma questo può aspettare; di cosa avevi bisogno?”

“Chan afferma di aver trovato un venditore che offre Acqua di Astrakhan al Bazaar del Tutto, e ha portato un campione per i test. C'è una considerevole fetta di mercato che potrebbe permettersi di usare il 'succhia anime', ma rifiuta a causa di obiezioni morali. Potremmo guadagnare parecchio da qualcosa in grado di prolungare la vita, ma che sia "cruelty free."

Iris estrasse la fiala dalla tasca e la consegnò a Darke, che la afferrò con dita ossute, cineree e lievemente trasparenti, e meditò su di essa per un momento.

“Emana una forte quantità di radiazioni Akiva, il che suggerisce un'origine divina." Mise una singola goccia sulla lingua. "Impura. L'hanno diluita; non gliene faccio una colpa, la maggior parte dei loro clienti non riuscirebbe a percepire la differenza. Se acconsentono a venderci il prodotto originale, allora si può fare un accordo."

Darke restituì la fiala alla sua erede, poi si fece pensieroso.

“Chan è assegnato al Circo Destabilizzante, giusto?” domandò.

“Sì, abbiamo stipulato di recente un accordo con loro che ci garantisce un uso limitato del loro Generatore di Vie" rispose Iris.

“Il Caleidoscopio, già. Un'invenzione stupefacente." disse Darke sedendosi sulla sua poltrona da lettura, facendo cenno ad Iris di sedersi al suo fianco.

Suonò una campanella d'argento e una specie di folletto apparve da dietro un angolo, vestito come un servitore rinascimentale e con la faccia nascosta da una maschera d'ottone. Portava un vasoio d'argento con una cioccolata calda per Iris e un calice di miasma freddo condensato per Darke, e così pesante da essere quasi liquido. Il servo, o schiavo, o qualunque cosa fosse si ritirò immediatamente, per non disturbare il suo padrone più a lungo di quanto fosse assolutamente necessario.

“Herman ha creato quell'aggeggio un centinaio d'anni prima che la Fondazione inventasse il suo primo Vettore di Transito Multi-Universale. Era un genio con le Vie" rammentò Darke mentre inalava e sorseggiava la sua bevanda.

“Conoscevate Fuller?” chiese Iris, soffiando sulla sua cioccolata calda.

“Ci siamo incontrati nella Libreria, quando l'ho scoperta alla fine del secolo scorso… no, scusa, era il secolo precedente. La maggior parte degli altri frequentatori si tiene a distanza da me, ma Herman non poteva resistere all'opportunità di farmi qualche domanda. Era affamato di conoscenza, e doveva aver letto migliaia di libri sul soprannaturale, parlato con centinaia di saggi in altri mondi, esplorato infinite altre realtà. A dir la verità, era così intelligente e colto che ho sospettato fosse uno dei molti discendenti di cui ho perso le tracce."

Darke sorrise, vedendo Iris che tentava di nascondere la sua repulsione al pensiero di essere imparentata con qualche fenomeno da baraccone.

“Come uomo ricco e affascinato dall'occulto, era ovviamente un buon cliente. Come imprenditore scaltro e privo di scrupoli, era un buon partner d'affari. Se mi sentissi generoso, potrei quasi spingermi a definirlo un buon amico.”

“Finché non ha provato a derubarvi."

“Finché non ci ha provato, già." annuì Darke, ridacchiando al ricordo. "Ad essere precisi, finché non ha creato una Via per la camera del succhia-anime, aggirando le mie protezioni, solo per rendersi conto che era troppo grande per passare attraverso la porta! Lo abbiamo sorpreso mentre stava cercando di disassembrarla; ha detto che era lì per una chiamata d'assistenza, e per assicurarsi che stesse operando alla massima efficienza. Amos era furioso."

“Comprensibile, dato quanto è dipendente da quel congegno."

“Vero, ma forse siamo stati troppo crudeli con il Circo negli anni che sono seguiti. Me ne dispiaccio, e sono lieto che siano cose del passato. Il Circo di Herman Fuller è un luogo meraviglioso Iris, e il loro Caleidoscopio è una risorsa inestimabile."

“Sì, immaginavo che vi sarebbe venuta qualche idea su come sfruttarlo" sorrise Iris, con un lampo avido negli occhi. "Di certo conoscete qualche luogo degno di una visita e difficile da raggiungere. Dove dovremmo spedire Victor?”

“Mr. Chan, anche con un Clown al suo fianco, potrebbe non essere pienamente adeguato per ciò che ho in mente." replicò Darke. "Credo sarebbe meglio che la mia proxy lo accompagnasse. Sarebbe anche un'occasione per te, credo, di sperimentare l'anomalo 'allo stato brado', senza la sicurezza dell nostre gabbie. Ormai padroneggi i tuoi studi occulti abbastanza per cavartela da sola sul campo, e presagisco che tornerai senza un graffio."

“Non mi preoccupa questo, Antenato, ma il nostro accordo con il Circo è chiaro: Victor è l'unico a cui concedono l'uso del Caleidoscopio."

Darke ridacchiò all'obiezione.

“L'Uomo con la Faccia Capovolta potrà forse intimidire un cinesino di bassa statura o un vecchio rimbambito incontinente, ma persino lui trema all'udire il nome 'Darke'. Chiamalo e digli che l'Erede di Percival Darke accompagnerà Mr. Chan nelle sue uscite, e vedi se il vecchio Manny fa qualche obiezione. Vieni ora, vediamo di trovare qualche posto per il tuo debutto."

Si alzò dalla poltrona e le fece cenno di seguirlo. Entrarono nella sala delle mappe, tappezzata di mappe decorative sulle pareti; globi di vari mondi ruotavano in moto perpetuo sopra i piedistalli, e i lunghi scaffali ospitavano numerosi atlanti e pergamene; era una stanza da cui un uomo nato prima dell'Età della Ragione poteva navigare il Multiverso.

"Se solo mi permetteste di digitalizzare queste informazioni, potrei programmare una app che ci consentirebbe di creare le Vie con uno smartphone" suggerì Iris, la cioccolata ancora fra le mani.

"Le verità scritte nella Lingua del Caos non possono essere rappresentate da alcun altro linguaggio, nemmeno quello binario dei computer" replicò Darke. "E in ogni caso, le informazioni contenute in questa stanza sono troppo preziose per rischiare di disperderle in quella tua odiosa ragnatela noosferica."

Iniziò a tirare giù diverse antiche mappe, fino a trovare quella che voleva; era una mappa del multiverso 'Yesod', uno dei molti, disegnato in forma di albero. Aveva ventuno rami, che rappresentavano i fulcri conosciuti, ciascuno fornito di dozzine, se non centinaia, di fronde; gli universi 'fluttuanti' erano raffigurati come foglie sparse. Le radici dell'Albero Cosmico si protendevano nell'Oscurità Al Di Sotto (che, come Iris ben sapeva, non era l'Oscurità Fra Le Dimensioni… quanto desiderava che avessero nomi più distinti) dove venivano attaccate dal Re Scarlatto prigioniero; ma l'albero era attaccato anche da Yaldabaoth dai Cieli, sebbene Egli fosse trattenuto dalla ragnatela d'argento di Mekhane.

Iris sapeva che una simile mappa non era accurata, né andava presa alla lettera, ma era comunque un'affascinante reliquia esoterica.

“Vediamo. Il Reame degli Impuri contiene le Sue Sacre Lacrime e della tecnologia avanzata… ma contiene anche gli Impuri. Forse ci faremo strada anche lì, un giorno. C'è quella specie di Impero Antartico… ma la Fondazione lì è presente in forze. No, per fare un buon uso del Caleidoscopio dovremmo viaggiare in un Mondo dove non si può arrivare altrimenti. Ah! Kul-Manas!”

“Kul-Manas?”

“Sì, un'affascinante piccola città stato di un delizioso universo fluttuante; perlopiù popolata da mistici popoli uccello. Ne ho incontrato uno mentre soggiornavo nella Corte di Alagadda. Sembrava un tipo con una certa influenza fra la sua gente. Gli scriverò una lettera, per vedere se il suo Mondo potrebbe essere interessato a stabilire relazioni commerciali."

"Cos'hanno da offrire?"

"Il Popolo Piumato colleziona conoscenze e tecnologie da molti mondi, e le riunisce in un modo molto peculiare. La loro magia e tecnologia non è solo avanzata, ma esotica; e non c'è nulla come qualcosa di nuovo per generare profitti a breve termine. Puoi tornare a Londra ora, se lo desideri: mi occuperò io di questo, ma ricorda di controllare la tua posta. Non voglio un altro incidente come quello con il Collettivo Eidolonici.”

“Sono ancora imbarazzata quanto te per quella faccenda, Antenato" disse Iris, lottando per non roteare gli occhi. "C'è altro che dovrei fare in preparazione alla missione?”

Darke batté due volte le mani, e il minuscolo servitore riapparve, porgendo ad Iris un libro mentre prendeva la sua tazza. Il titolo del libro era Leggi Oltremondane e Costanti Universali.

“Questo dovrebbe essere un'introduzione sufficiente per ora. Se mi venisse in mente altro, te lo invierò.”

Iris annuì, iniziando a leggere il libro mentre si dirigeva verso l'uscita.

Darke fluttuò nuovamente nel suo studio, dove prese piuma e pergamena. Prima di iniziare a scrivere, un piccolo objet d’art che da anni non attirava la sua attenzione catturò il suo sguardo all'improvviso.

Era una marionetta, un souvenir di quando aveva assistito alla grandiosa prima della Matinee1 delle Meravigliose Macabre Marionette Meccaniche di Herman Fuller. Fuller aveva sempre messo in scena degli spettacoli meravigliosi.

Darke sapeva che fine aveva fatto Fuller… cosa il suo stesso Circo gli aveva fatto; lo aveva previsto molto tempo prima. Eppure, il fatto che fosse accaduto solo di recente in qualche modo lo metteva a disagio. Per un momento, Darke si chiese se doveva fare qualcosa. Si chiese se avrebbe potuto liberare Herman dal suo inferno, aiutarlo a riprendere il controllo del suo circo, e a vendicarsi di coloro che lo avevano tradito.

Poi considerò il costo di una simile impresa.

Spinse la marionetta fuori dal suo campo visivo, e iniziò a lavorare alla lettera per Kul-Manas.

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