SCP-41-D3N73-J
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Elemento #: SCP-41-D3N73-J

Classe dell’Oggetto: la peggiore

Procedure Speciali di Contenimento: Io… io non lo so. Seriamente, solo… insomma. Sono in una stanza, non fanno male a nessuno. Immagino che se uno di loro si facesse insolente ti basti bollirlo e hai finito. Davvero. Gli ho fatto installare nella stanza un fornello e un lavandino solo per quello, perché non c’è sorveglianza in questo dipartimento. Inoltre, non è che tu debba mangiarli, ma se vuoi vivere sulla cresta dell’onda non sarò io a fermarti.

Descrizione: SCP-41-D3N73-J è uno scaffale di confezioni di pasta senzienti, sfortunatamente tutte capaci di parlare. Ci sono linguine, capellini, mostaccioli, penne… probabilmente anche spaghetti e capelli d'angelo, non lo so. Mi sono scocciato di starli ad ascoltare e ho smesso di controllare tutte le scatole. Tutti loro parlano un Inglese in un accento italiano francamente offensivo ed esagerato. È piuttosto irrispettoso, specialmente se consideri che i miei genitori erano migranti italiani. Sì, grazie per avermi assegnato questo compito, sapendo che mia mamma è morta 4 mesi fa. Molto figo.

Le istanze di SCP-41-D3N73-J non sono capaci di muoversi, e passano il tempo principalmente discutendo tra loro in quel loro dialetto da Looney Toons, che generalmente non ha la minima traccia di senso, continuità o semplice logica. Ho fatto delle ricerche e il risultato è che SCP-41-D3N73-J è la più stupida fottuta cosa che abbiamo mai contenuto. Guardate l’intervista qui sotto. Ho provato a rendere il linguaggio il più accurato possibile, così che il non-sense possa essere compreso a pieno1.

Intervista 41-D3-quel-che-è

Io: Ciao, sono il Dr. Fattore. Posso farti un paio di domande?

SCP-41-D3N73-J (una singola scatola di rigatoni): Oh meoddio! Ovvio ca’ puo’

Io: Gesù. Sì, va bene… qual è la prima cosa che ricordi?

SCP-41-D3N73-J: Lascia ca’ ci piens’ su! Piens’ ca’ssi quann a mamma mia m’ha fatt ‘na grand’ polpiett’ piccant’.

Io:

SCP-41-D3N73-J: Mo’ fors’ì quann’ a papà mio m’ha portàt ‘pe a prima volta ‘n chiesa. Ero assaie picciriello e avevo appen’ fatt’ tre annì e magniato mi’ primo cannòl.

Io: Okay. Okay. Allora, credo che riformulerò la domanda.

SCP-41-D3N73-J: Và biene.

Io: Basta. Solo. Basta. Smettila.

SCP-41-D3N73-J: Nun sto’ a ffa’ nient’

Io: Perché ti piace fare così?

SCP-41-D3N73-J: Ca’ ntiendi?

Io: Tu hai una volontà tua?

SCP-41-D3N73-J: Io.. Io… um.. Io nun… Io nu’ o’ so.

Io: Il tuo accento sta calando.

SCP-41-D3N73-J: Io… nun… io nu’ o’ so, a’ cche staj’ parlando?

Io: Ti ha fatto effetto quando ho bollito la tua vicina? Non ti manca affatto la signora Rotini?

SCP-41-D3N73-J: Mamma mea me faceva je’ rotini a volte…

Io: No. No, la scatola di rotini che era accanto a te. Quella con cui eri solito parlare costantemente di Venezia. Quella che non rispondeva ad alcuna mia domanda e continuava a blaterare di Mussolini e di cui, quindi, ho svuotato il contenuto in una pentola di acqua bollente, e ora non sembra vuler parlarr ‘ncora.

SCP-41-D3N73-J: …Io sto avenn’ ‘na crisi esitanzial’!

Io: A volte mi trovo in difficoltà nel pensare che ufficialmente vengo pagato $78 dollari l’ora per conversare con cose come te.

SCP-41-D3N73-J: So ccosa ‘ntiendi! È comm’ quann’ a pasta nun vien’ ao’ dent’!

Io: …Oh Dio, ecco perché… È per questo che ti hanno designato come 41-D (mormorii arrabbiati in stile Joe Pesci)… incredibile. Probabilmente un idiota ha pensato che fosse divertente. Questo posto e diretto da (mormorii ancora più pesciosi).

SCP-41-D3N73-J: Mamma mia!

suono di una confezione di pasta che colpisce un muro di cemento

è fortemente udibile il più pescioso dei mormorii

Addendum-1: Quindi, um, so che probabilmente non dovrei scrivere o toccare nulla qui, ma una delle scatole di pasta è caduta sul pavimento e stava urlando in un Italiano maccheronico, e il Dr. Fattore non era nel suo ufficio, c’era solo un manichino raffazzonato che ha messo su per far sì che sembrasse addormentato al computer. Quindi ho rimesso la confezione di pasta sullo scaffale e ora sta frignando riguardo ai treni che arrivavano in orario. Ti prego, non licenziarmi. -Ardy dal Supporto Controlli Professionali

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