SCP-349-FR
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agelena_artifex

Prima fotografia scattata di un'istanza di SCP-349-FR nel 1921, estratta dalla pubblicazione originale di O. Dufresne per conto del UAAO dopo le prime scoperte. Per permettere al personale aracnofobico di leggere questo documento, l’immagine è stata offuscata. Cliccate sull’immagine per farla comparire.

Oggetto# : SCP-349-FR

Livello di Minaccia : Verde

Classe dell’oggetto: Euclid

Procedure Speciali di Contenimento: SCP-349-FR è contenuto al Sito Yod sin dal suo trasferimento dal Sito Waw nel 1995. Tre terrari tropicali sono necessari per la conservazione, per avere sempre almeno tre colonie distinte. Due di questi terrari, di 9m2, sono dedicati alla conservazione della specie; il terzo, di 80m2, è dedicato agli studi e alle osservazioni del suo atteggiamento gregario. In ogni caso, la temperatura dei terrari deve essere mantenuta sui 24 gradi Celsius e SCP-349-FR deve essere nutrito ogni giorno con insetti vivi e volanti, come le drosofila. La quantità di cibo deve essere adattata a seconda delle dimensioni della colonia, poiché un'istanza può mangiare fino a due volte la sua massa corporea in un mese.

Una volta all’anno, durante il periodo riproduttivo (generalmente verso ottobre/novembre, in base al cambio di atteggiamento delle istanze), una capra deve essere fornita ad ogni colonia per garantirne il ciclo riproduttivo. La specie deve essere regolarmente sorvegliata, almeno 4-5 controlli visivi a settimana, al di fuori dei periodi di test. Per evitare tentativi di adattamento, la pulizia dei terrari deve essere effettuata indossando tute integrali, con il viso coperto. In caso di breccia di contenimento, viene richiesto di garantire in primo luogo la sopravvivenza della specie, poiché il clima scozzese è considerato troppo inadatto per la sopravvivenza di essa al di fuori del sito.

Descrizione: SCP-349-FR designa la specie anomala “Agelena Artifex”, aracnide dell’ordine delle Agelenidae, scoperta nel 1921 dall’entomologo Olivier Dufresne per conto dell’UAAO1. Ad oggi estinta nella natura, la sua zona di ripartizione si estendeva tra la selva del Gabon e l’attuale territorio della Repubblica Democratica del Congo. Le istanze di SCP-349-FR sono ragni sociali che si organizzano in colonie tra i 500 e i 700 esemplari. Ogni stanza sembra agire di propria volontà e può procreare, cosa comune tra i ragni sociali. Vivendo nella selva tropicale, la colonia crea una gigantesca rete di tela misurante diversi metri quadrati, che serve a catturare le prede. Ogni mese circa, a seconda della quantità di cibo rimasta, la colonia si sposta per trovare un nuovo posto per la tela collettiva. Tutte le istanze della colonia si occupano della pulizia di essa. La ripartizione maschio/femmina è approssimativamente di 34 maschi per 100 femmine.

L’effetto anomalo di SCP-349-FR è stato evidenziato poco dopo la sua scoperta, in seguito all’osservazione di un ratio di cattura di prede molto più alto rispetto ad altre specie. Diverse osservazioni hanno mostrato la presenza di atteggiamenti strani nelle prede, che sembrano "gettarsi" sulla tela, attitudine verificata dopo una serie di esperimenti volti ad evidenziare il fenomeno. Tale comportamento è stato evidenziato solo negli insetti, il che suggerisce che l’effetto possa essere memetico, e ciò spiegherebbe l’impatto particolare su alcune specie. Gli esseri umani, come la quasi totalità degli altri animali, non sono interessati dal fenomeno. Quest’informazione è ancora contestata, poiché implica che la maggior parte degli insetti sarebbero in grado di comprendere o vedere in queste tele qualcosa che l’essere umano non riesce a percepire.

Diversi esperimenti hanno evidenziato l’origine di quest’effetto, con influenza minima:

I modelli della tela:

L’architettura delle tele osservate sembra fortemente atipica rispetto a quelle di specie similari. Sembrano a prima vista piene di “buchi”, cosa che in teoria comprometterebbe la loro efficacia, ma sembra che questa struttura sia in realtà la base dell’effetto anomalo osservato. Queste tele subiscono grandi variazioni di modelli in base alla preda presa di mira, e la rete generale si adatta rapidamente a seconda del microcosmo. Esse possono presentare configurazioni molto complesse, da semplici forme geometriche fino a enormi strutture in forma di frattali. Si suppone che questi modelli siano vettori di un'informazione specifica, non comprensibile dagli umani e che interessa solo gli insetti.

La struttura della seta:

La specie possiede una ghiandola serigena in più, in grado di generare un tipo di seta unica nel regno animale, le cui fibre non sono composte solo di alanina, ma di un mix di essa e di micro-cristalli d’aragonite, conosciuta tra l’altro come principale componente della madreperla. Questo dà alla tela un lieve effetto riflettente, spesso confuso con la rugiada. Per le tele da caccia, dal dieci al quindici percento di alanina sembra essere stata sostituita dall'aragonite.


Gli effetti anomali delle tele rimangono abbastanza deboli per l’attività di caccia, ma assumono una dimensione totalmente differente nel periodo riproduttivo. La colonia abbandona totalmente la costruzione di tele da caccia per costruire una nuova rete, raggiungendo un secondo obiettivo. Le prede sono più grosse, il tasso di aragonite raddoppia fino ad avvicinare la quota del 30%, tranne per i fili che supportano la tela. Le forme cambiano drasticamente, assumendo linee più sottili, meno regolari delle tele da caccia, e i cui motivi ricordano vagamente le macchie del test di Rorschach. Anche in questo caso, un forte effetto attraente è osservato nelle prede prese di mira: generalmente scimmie o piccoli mammiferi, più raramente uccelli, con successo spesso modesto. Pure in questo caso la natura memetica di quest’anomalia è messa in discussione.

La preda presa di mira, dopo aver visto la tela per la prima volta, si avvicinerà a meno di un metro da essa prima di entrare in uno stato di intenso fascino, di trance. Incapace di muoversi né di difendersi, le femmine della colonia si avvicineranno alla preda e faranno alcune incisioni sulla schiena e sul collo. Una volta che la piaga sarà abbastanza larga e profonda, la femmina vi depone le uova, prima di chiudere la ferita con fili di seta. Fino a quando il legame visuale con la tela è conservato, l'animale rimane passivo e immobile. A poco a poco, l'arrivo di tutte le femmine nella colonia per compiere questo rituale va progressivamente a danneggiare e poi distruggere la tela, liberando la preda prima che la totalità delle femmine abbia potuto deporre le uova.

Un animale infetto trasporta circa un migliaio di uova, che si schiuderanno entro un mese dall'infezione, uccidendo l'animale e fornendo abbastanza cibo per iniziare una nuova colonia. Durante questa fase riproduttiva, si possono contare circa tre-quattro infezioni positive per colonia. Non cacciando durante questo periodo, la colonia è destinata a morire. Nonostante il vantaggio generale che dà la creazione di queste tele, la specie era già a rischio estinzione quando fu scoperta. Su dieci animali infettati, solo la metà permetterà la fondazione di una nuova colonia, statistica spiegata essenzialmente dalla predazione, essendo facilitata dalla debolezza dell’ospite. Su queste cinque colonie, solo due in media riusciranno in un nuovo ciclo completo di riproduzione. La mancanza di riserve nella colonia quando arriva il periodo riproduttivo, può completamente uccidere essa durante la creazione della tela riproduttiva, o anche durante la deposizione delle uova. A volte le colonie scompaiono persino durante l’anno, in seguito a un errore durante la creazione delle tele da caccia; una nota nella campagna di censimento del 1930 descriveva i “ragni fissi di fronte alle loro proprie creazioni”.



Addendum 1: Cronologia della presenza della specie allo stato naturale:

Febbraio 1920: Scoperta della specie da parte di Olivier Dufresne, che inizia la sua carriera da entomologo dell'anormale e il suo trasferimento dall’accademia di Rouen al comitato scientifico del UAAO.

Ottobre 1921: Prime notizie dell’esistenza della specie negli ambienti occulti, scoperta della specie da parte della Fondazione.

Gennaio 1922: Primo studio condotto per stimare la popolazione della specie, finanziato al 40% dal UAAO, 40% dallo stato francese e 20% dalla Fondazione. La popolazione è stimata a circa 550 colonie, distribuite tra il sud dell’AEF (Africa Equatoriale Francese) e le frontiere del Congo Belga (Gabon e Congo attuali).

Maggio 1923: La proposta della Fondazione di gestire la specie è respinta. Due altre proposte seguiranno nel 1925 e 1927 e anch'esse saranno respinte. Data la difficoltà del contenimento di un'intera specie e con lo scopo di migliorare le relazioni tra la Fondazione e l’UAAO, è deciso che questi ultimi gestiranno la questione.

Anno 1930: Secondo esteso censimento della specie. Il numero di colonie è stimato a meno di 350 unità. L’attività umana e il commercio del legno vengono indicati come principali cause della riduzione.

Anno 1936: Diverse colonie vengono notate da boscaioli. La specie si addentra in zone occupate da civili. La proposta della Fondazione d’aiutare l’UAAO a gestire il problema viene di nuovo respinta.

Dicembre 1950: Nuovo studio condotto dall’UAAO, questa volta grazie al suo unico finanziamento. La popolazione è stimata a circa trecento colonie. I modelli delle tele riproduttive sembrano essersi evoluti. Alcuni testimoni evocano “modelli floreali”. La teoria dell’adattazione a una nuova preda viene presa in considerazione e sembra essere studiata dall’UAAO. La proposta di aiuto della Fondazione è di nuovo respinta, l’UAAO sembra volere rimanere indipendente ad ogni costo. Possibile pressione da parte del GOC.

Novembre 1952: Quest’anno, i motivi floreali sono chiaramente riconoscibili sulla maggior parte delle tele. Questo cambiamento in un modello comprensibile dall’uomo è considerato estremamente pericoloso per le popolazioni civili. Un agente infiltrato della Fondazione conferma che il GOC richiede allo stato francese l'eradicazione totale della specie. L’UAAO sembra temporeggiare, nell'attesa di nuove informazioni. Per timore di un'azione irreversibile da parte loro, l’operazione clandestina “Ritorno di Troia” è condotta con urgenza e con successo: tre scimmie infette sono portate al sito Daleth.

Febbraio 1953: L’UAAO, spinto dal GOC e in virtù delle protezione degli interessi francesi, decide l’eradicazione della specie sul territorio, per la sicurezza delle popolazioni locali e per proteggere gli interessi dello Stato sul commercio di legno. Protesta attiva della Fondazione e di una parte degli ambienti scientifici occulti.

Marzo 1953: Accordi di Libreville, la Fondazione si impegna a non intervenire nell’eradicazione della specie, in cambio di [DATI CANCELLATI]. Inizio della campagna di eradicazione. Il governo belga supporta l’iniziativa e autorizza le truppe dell’UAAO ad attraversare le frontiere per portare a termine la missione.

Dicembre 1955: Scomparsa dell’ultima colonia naturale di Agelena artifex.




Addendum 2: nuovi elementi

Il ██/11/18, la Fondazione intercetta un pacchetto sospettato di appartenere al Gruppo d’Interesse londinese Marshall, Carter and Dark e inviato alla signora █████████ ███████.

Il pacchetto conteneva un abito da sera bianco, leggermente perlato, con un largo modello floreale. Descritto come “assolutamente meraviglioso” da tutti i testimoni, il suo effetto anomalo è ormai ben consolidato. Dopo alcune analisi, la composizione della gonna è risultata corrispondere alla seta sintetizzata da SCP-349-FR nella sua fase di riproduzione. Alla luce dell'improbabilità che la seta sia stata raccolta anteriormente all'eradicazione, l’ipotesi la più plausibile è che la Fondazione non sia l’unica ad aver segretamente conservato esemplari di questa specie. Sono in corso indagini per determinare se Marshall, Carter and Dark è il produttore o il fornitore, sebbene nessuna ipotesi sia da ignorare.

Sono nuovamente previste le riprese di ulteriori esperimenti sulla specie, con lo scopo di riprodurre quest’effetto ed anticipare le possibili derive, potenzialmente già in mani sbagliate.

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