SCP-206-FR
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Elemento #: SCP-206-FR

Livello di Minaccia: Blu

Classe dell'Oggetto: Euclid 

Procedure Speciali di Contenimento: Per impedire gli spostamenti di SCP-206-FR, l'oggetto deve essere continuamente occupato da diversi membri del personale di Classe-D (tra 1 e 5), sorvegliati costantemente da guardie appostate in un riparo per cacciatori situato vicino alla localizzazione attuale di SCP-206-FR. Il personale incaricato della sorveglianza e del contenimento di SCP-206-FR deve essere fornito di vestiario e cibo.
A causa dei frequenti spostamenti di SCP-206-FR quando non è occupato, un GPS è stato appeso sotto uno dei letti, in modo da tenere l'anomalia sotto costante localizzazione e monitoraggio. Ai civili che hanno visto l'oggetto spostarsi verranno somministrati amnestici; in alternativa, sarà loro fornita una spiegazione ideata dalla sezione regionale del DCD1 sul fatto che questi spostamenti sono l'elemento di una leggenda locale, conosciuta da numerosi abitanti dell'ovest dei dipartimenti dell'Allier e della Loira2. In fase di test, SCP-206-FR deve essere occupato da almeno una persona, almeno trenta minuti prima dell'inizio dei test, ed il perimetro deve essere messo in sicurezza da agenti sotto copertura che si fanno passare per guardiacaccia o vigili del fuoco.

Descrizione: SCP-206-FR è una capanna di legno costruita su una grande quercia (d'ora in avanti denominata SCP-206-FR-1), localizzata nella foresta di ██████████, nel dipartimento della Loira. Apparentemente, le dimensioni di SCP-206-FR sono 3 x 4 x 2 m. SCP-206-FR-1, invece, è alto 14 m e si sposta regolarmente durante il crepuscolo, teletrasportandosi per raggiungere i soggetti che si smarriscono nella foresta.
Secondo una leggenda locale, SCP-206-FR sarebbe stato costruito durante il periodo medievale da un eremita, deceduto, con lo scopo di aiutare i viaggiatori in difficoltà. Sempre secondo questa leggenda, la capanna sarebbe stata costruita sulla quercia per evitare attacchi da parte della popolazione di lupi presente nella regione. Attualmente, è ancora possibile sfruttare le proprietà di SCP-206-FR. 

Qualunque sia il numero di persone che entrano all'interno di SCP-206-FR, l'oggetto prende sistematicamente le misure sufficienti affinché tutti possano entrare e stare in comodità, senza influenzare il suo aspetto e le sue dimensioni esteriori. L'arredamento si compone di letti, tavoli e sedie.  
Quando non c'è nessuno all'interno di SCP-206-FR, l'oggetto si sposta, alla ricerca di persone che si sono smarrite. L'oggetto riproduce suoni come voci e musica. Si ipotizza che SCP-206-FR registri in qualche modo questi suoni e che li riproduca quando non è occupato. Si ritiene che questo sia un mezzo per attrarre i soggetti smarriti nella foresta.

Addendum 1: Intervista concernente le origini di SCP-206-FR:

Intervistatore: Dott.ssa Constantine
Intervistato: G. █████, abitante di Saint-Germain ██████████, un villaggio situato vicino al perimetro di contenimento di SCP-206-FR

Premessa: Quest'intervista è stata realizzata in seguito a numerose segnalazioni di testimoni che affermavano di aver visto una quercia che si spostava nella foresta di ██████████. Sebbene fosse cresciuta in un villaggio della zona, la dott.ssa Constantine non era mai venuta prima d'ora a conoscenza di SCP-206-FR né della leggenda annessa.

<Inizio trascrizione dell'intervista>

Dott.ssa Constantine: Mi racconti la leggenda delle capanna mobile, per piacere.

G. █████: Era l'anno 856. A quell'epoca, questo territorio faceva parte del regno di Borgogna, alla frontiera tra il regno di Carlo, figlio di Carlo Magno, e il regno di suo fratello Lotario. Si racconta che fu un eremita a costruire questa capanna. La costruì su un albero per evitare l'attacco di animali selvatici. Questa foresta era un luogo di passaggio molto frequentato e apprezzato per la selvaggina che vi era presente. Guai a coloro che si allontanavano dai sentieri fatti da secoli e secoli di passaggi. Guai a coloro che incontravano lupi o cinghiali. Si racconta, inoltre, che questo eremita praticasse la magia e che abbia invocato entità benefiche affinché la sua capanna e l'albero sulla quale essa fu costruita venissero in soccorso dei viaggiatori che si trovassero in pericolo durante la notte.

Dott.ssa Constantine: Quante persone poteva accogliere la capanna?

G. █████: Tante quanto voleva l'eremita. Due, cinque, dieci o venti, non aveva alcuna importanza. La capanna diventava sempre più grande per accoglierli. C'erano un caminetto, una tavola con sedie, e letti.

Dott.ssa Constantine: E nessuno notava la differenza?

G. █████: No, non si riusciva a notarla. Apparentemente, la capanna non sembrava diventare più grande.

Dott.ssa Constantine: E come faceva tutto ciò? Come aveva stregato la capanna?

G. █████: Nessuno lo sa. L'eremita morì senza mai rivelare il suo segreto. Aveva costruito questa capanna in alto per evitare i lupi quando calava la notte, ma per ironia della sorte morì proprio divorato dai lupi, durante il giorno.

Dott.ssa Constantine: Povero. E che si faceva all'interno della capanna?

G. █████: I viaggiatori potevano riscaldarsi, dormire e mangiare ciò che l'eremita cucinava per loro. Si mangiavano spesso uccelli, erano più facili da cacciare, o selvaggina di medie dimensioni, per esempio il capriolo, o pesci. I cinghiali erano più rari, così come il cervo. All'eremita piaceva raccontare ai viaggiatori varie storie e leggende locali. Si poteva anche cantare.

Dott.ssa Constantine: Questa capanna è abbastanza conosciuta nella regione? Sono nata a ██████3 e non ho mai sentito parlare di questa leggenda, anche se pare caratteristica del luogo.

G. █████: All'epoca, ██████ era lontana. Solo un piccolo numero di persone conosceva questa città. Il signore locale viveva a ████████. La conosce?

Dott.ssa Constantine: Certamente. La conosco.

G. █████: All'epoca si raccontava che la capanna si spostasse nella foresta. Era una storia molto conosciuta, ma gli archivi sono stati distrutti, e col tempo questa storia è diventata una leggenda sempre meno conosciuta.

Dott.ssa Constantine: E… quando è morto l'eremita?

G. █████: Nell'879. Ha passato tredici anni della sua vita ad aiutare i viaggiatori perduti.

Dott.ssa Constantine: E… bene… E la capanna? Ha continuato a spostarsi dopo la morte dell'eremita?

G. █████: Certo. È ancora in piedi. Il tempo non ha rovinato né la capanna né l'albero.

Dott.ssa Constantine: Sta dicendo che l'albero continua a spostarsi nella foresta?

G. █████: Probabile. Non l'ho mai visto spostarsi, ma perché non potrebbe farlo? Perché lo spirito dell'eremita non potrebbe essere ancora nella capanna? Perché non potrebbe aver stregato eternamente l'albero e la sua capanna. Accoglieva i viaggiatori, allora perché la capanna non potrebbe continuare a farlo? Perché non potrebbe continuare ad aiutare i viaggiatori perduti? E se fosse che non le piace stare da sola? E se si annoiasse e fosse per questo motivo che riproduce i suoni che fanno i viaggiatori che la visitano?

Dott.ssa Constantine: (destabilizzata) Euh… Bene… Perché no…

G. █████: Adesso fa parte del patrimonio locale. Nonostante tutto, sono sorpreso che nessuno ne ha parlato a lei, se è della regione. Ma (sospira) ormai i giovani sono troppo razionali e non credono più in nulla.

(La Dott.ssa Constantine non risponde subito, limitandosi a prendere appunti sul suo quaderno.)

Dott.ssa Constantine: Tuttavia, è molto interessante. Mi piacciono molto le leggende locali. Pensa che potrei trovare qualche informazione supplementare a proposito della capanna?

G. █████: Oh, non credo. Ma se vuole, posso raccontarle altre leggende. Come dicevo, è raro al giorno d'oggi trovare giovani che si interessano alla regione, alla sua storia e alle sue leggende.

Dott.ssa Constantine: Sarebbe un vero piacere, ma prima devo registrare questa leggenda. La ringrazio per la sua cooperazione.

<Fine trascrizione dell'intervista>

Nota personale della Dott.ssa Constantine: L'eremita potrebbe essere stato un'entità anomala in grado di manipolare la realtà, collegatasi con SCP-206-FR prima del suo decesso e le cui capacità sono perdurate nei secoli. È una bella leggenda, un bel modo di spiegare alcuni fenomeni.

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