SCP-111-IT
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ATTENZIONE: IL SEGUENTE DOCUMENTO TRATTA DI ARGOMENTI DELICATI


Se non avete superato il test psicologico obbligatorio, o se siete sensibili a temi quali sfruttamento di minori o maltrattamento di animali, l'accesso è fortemente sconsigliato.





















Elemento #: SCP-111-IT

Classe dell'Oggetto: Euclid

Procedure Speciali di Contenimento: SCP-111-IT deve essere contenuto in una cella standard per umanoidi del Sito Iride, con servizi igienici collocati accanto alla branda. SCP-111-IT deve essere costantemente sottoposto a ossigenoterapia e rimanere attaccato ad uno stimolatore cardiaco: l'unico momento in cui può separarsene è dalle 13:20 alle 14:30, periodo in cui è autorizzato ad uscire autonomamente dalla cella per dirigersi nella stanza 23-RS del Sito Iride. Due guardie dovranno seguirlo nei suoi spostamenti, senza fermarlo né ostacolarlo nel processo salvo deviazioni dal Protocollo Covata.

I pasti di SCP-111-IT devono essergli somministrati direttamente in cella, alle 08:00, alle 12:30 e alle 20:00. SCP-111-IT deve essere fatto addormentare con ordini specifici ogni sera alle 22:00 e risvegliato ogni mattina alle 07:30. Il membro del personale che se ne occuperà deve essere sempre accompagnato da due agenti locali, in modo da assicurarsi che le sue interazioni con SCP-111-IT non vadano oltre le procedure qui stabilite. Ogni giorno, dalle 9:30 alle 11:30 e dalle 14:00 15:00 alle 17:00, gli devono venire proposte attività educative adatte alla sua età e assicurarsi che vengano portate a termine.

L'assegnazione di comandi non qui segnalati, da chiunque non appartenga e/o non sia autorizzato da un membro di livello 4, sarà causa di sanzione disciplinare da parte degli ispettori locali della Sezione Regolamentazione Etico-Morale.

Descrizione: SCP-111-IT è un maschio nero di corporatura esile e di età incerta, ma preadolescenziale1, caratterizzato da una completa mancanza di libero arbitrio, qui intesa come la possibilità di prendere decisioni in autonomia. Questa sua condizione provoca risvolti psicosomatici, i quali gli causano estreme difficoltà nel reagire agli stimoli in maniera autonoma, con l'eccezione di quelli necessari per mantenere l'omeostasi, i cui parametri risultano però lievemente al di sotto dei valori normali. Nonostante le sue condizioni fisiche, SCP-111-IT risulta essere cosciente e in grado di decifrare gli stimoli attorno a sé.

Indagini condotte dalla Dott.ssa Maureen Callassi hanno rilevato come il suo quadro psicologico sia molto simile a quello degli individui affetti da depressione clinica; è stato anche notato che l'uso di farmaci antidepressivi migliora il suo umore, peggiorando però la sua condizione fisica con un abbassamento significativo della frequenza cardiaca.

Dato che SCP-111-IT non reagisce agli stimoli se non diretti esplicitamente nei suoi confronti, l'unico modo per relazionarcisi in maniera efficace è quello di dargli ordini, provenienti da una sorgente esplicitamente umana, o in alternativa riconosciuta come tale per esperienze pregresse.
Se viene rispettata la prima condizione, la lingua e il mezzo con cui viene fatta la richiesta risultano di secondaria importanza2. A quel punto, SCP-111-IT seguirà i comandi alla lettera e il più velocemente possibile, anche nel caso essi o il modo più efficiente per eseguirli non siano perseguibili secondo la biologia umana3: se correttamente indirizzato, potrà spingere il suo corpo a compiere azioni fisicamente impossibili quali volare senza alcun supporto, apparire istantaneamente in un luogo anche solo vagamente indicato o far diventare il suo corpo trasparente.

Tuttavia, una volta che il comando è stato compiuto, SCP-111-IT ritornerà forzatamente alla sua situazione iniziale, con gravi danni al suo benessere psicofisico4, da cui deriva la sua attuale situazione sanitaria.

Ritrovamento: La Fondazione è venuta a conoscenza di SCP-111-IT grazie a un resoconto inviato dal Sistema Informazione e Sicurezza Materiali Anomali.

La missiva è stata sottoposta a Miriam Ventura, direttrice del Sito Iride, la quale ha verificato assieme agli esperti del contenimento che SCP-111-IT potesse essere ospitato nella struttura senza il sostegno del SISMA. Una lettera di conferma è stata mandata, e SCP-111-IT è stato recuperato nei tempi stabiliti.

Basandosi sulle informazioni presenti nel comunicato, SCP-111-IT è stato sottoposto a una serie di test comportamentali da un team di ricerca, designato in seguito Compractio, e presidiato dalla Dott.ssa Maureen Callassi5. I test sono stati condotti secondo le indicazioni della SRE-M.

In seguito al fallimento riscontrato, il Team Compractio ha svolto numerose riflessioni sul metodo di trattamento e di verifica dei test su SCP-111-IT, e su come usarle per meglio studiare e interagire con l'anomalia senza metterla in pericolo. È stata predisposta una riunione per approfondire l'argomento, nella quale il Team ha riconsiderato il suo focus di ricerca e sviluppato, assieme alla SRE-M, nuove linee guida e obiettivi da assumere con SCP-111-IT, denominate MISSION-111-N2[ACCESSO NEGATO. MEMBRO DEL PERSONALE NON AUTORIZZATO]. Si è decisa di intraprendere una strada di responsabilizzazione del soggetto, dopo il suo parziale recupero dell'arto destro, tramite zooterapia. La scelta degli animali è ricaduta su una covata di pulcini, in quanto sono stati considerati più semplici da mantenere e adatti per una terapia sperimentale.

Eccetto una particolare cura che le sue azioni di routine andassero a buon punto, e un aumento di efficenza in esse del 15%, permettendogli di osservare gli animali più a lungo, SCP-111-IT non ha dimostrato comportamenti diversi dal solito. Si è deciso di attendere sviluppi ulteriori, i quali sono avvenuti il 18/06/2013.

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    ACCESSO CONSENTITO

    RISERVATO

    Rapporto su Incidente Covata/XX

    18/06/2013

    SCP-111-IT, Stanza 23-RS del Sito Iride, ore 13:26

    È stato riportato dagli agenti di guarda Luigi Peruni e Mariangela Diotallevi che, durante il Protocollo Covata, SCP-111-IT ha afferrato uno dei pulcini dall'incubatore, gli ha torto il collo e l'ha buttato per terra, ignorando i comandi delle guardie. Si segnala anche che SCP-111-IT ha ripreso ad osservare gli animali illesi in stato apparentemente calmo. Le guardie affermano di aver facilmente immobilizzato SCP-111-IT e di averlo ricondotto in stanza.

    Peruni e Diotallevi sostengono di non essere riusciti a impedire l'azione per la sua celerità e la buona condotta di SCP-111-IT fino a quel momento, lasciandoli sorpresi e momentaneamente immobilizzati. Sebbene le motivazioni siano comprensibili, essi sono nondimeno venuti a mancare al loro ruolo. Il caposezione li ha tolti dalla rotazione di SCP-111-IT per due mesi, e li ha ridisposti a compiti più semplici nonché a un ripasso delle linee guida della SPeV-Iride.

    Il cadavere è stato aggiunto all'organico, e la stanza pulita dalla Divisione Nettezza e Igiene.


    Il Team Compractio e i responsabili del Sito Iride sono stati informati, decidendo di istituire un interrogatorio a SCP-111-IT condotto dalla direttrice del team.

    false

    Interrogato: SCP-111-IT

    Interrogatore: Dott.ssa Maureen Callassi

    Prefazione: L'interrogatorio è avvenuto il giorno dopo l'incidente, al risveglio di SCP-111-IT. Gli agenti di guardia Castelli e Vimercati rimangono nella stanza secondo le Procedure di Contenimento, armati con l'equipaggiamento standard.

    <Inizio Log, 07:30>

    Dott.ssa Callassi: Sunday, svegliati subito. Ti devo parlare.

    SCP-111-IT: (Apre gli occhi)

    Dott.ssa Callassi: E tu devi rispondere a ogni domanda che ti faccio, con assoluta sincerità, fino a che non uscirò da questa stanza. Te lo devi ricordare per ogni singola domanda che ti faccio. Se hai capito, dì di sì.

    SCP-111-IT: Sì.

    Dott.ssa Callassi: Bene. Sunday, ricordi quello che è successo ieri pomeriggio nella stanza 23-RS?

    SCP-111-IT: Sì.

    Dott.ssa Callassi: Cos'hai fatto di preciso?

    SCP-111-IT: Ho staccato la testa di un pulcino.

    Dott.ssa Callassi: Perché?

    SCP-111-IT: Perché cosa?

    Dott.ssa Callassi: (Respiro profondo) Perché lo hai ucciso?

    SCP-111-IT: Mi avevano ordinato di uccidere il primo.

    Dott.ssa Callassi: Ok, quindi hai seguito un ordine come al tuo solito. Chi ti ha ordinato di farlo?

    SCP-111-IT: (Velocemente) Non lo devo dire.

    Dott.ssa Callassi: … Ascoltami, Sunday. L'ultima volta che ci siamo visti ti ho fatto un discorsetto sul perché desidero conoscere quello che ti chiedo. So che vi sono stati imprevisti l'ultima volta, ma non posso far passare quello che è avvenuto sotto silenzio: non sarebbe d'aiuto a nessuno, nemmeno a te. Ma, se vuoi vivere bene qui alla Fondazione, o superare alcuni blocchi mentali…

    (Flebili rumori di coperte calciate. Esse si bloccano immediatamente.)

    Dott.ssa Callassi: Sunday, come io e il resto dell'équipe ti abbiamo già detto, se noti qualcosa di sbagliato nei nostri discorsi devi farcelo notare assolutamente. Cosa c'era di sbagliato nella mia affermazione?

    SCP-111-IT: Io non ho bisogno di fare niente.

    Dott.ssa Callassi: Non credo di aver capito. Spiegati meglio.

    SCP-111-IT: Io sto bene così come sono, e non ho bisogno di cambiare nulla.

    Dott.ssa Callassi: … La tua condizione può sembrarti non così brutta, ma ti impedisce di fare molte cose in autonomia, senza seguire gli altri. (Silenzio) Non vorresti essere in grado di muoverti da solo, o di respirare senza doverti preoccupare di nulla?

    SCP-111-IT: Sì.

    Dott.ssa Callassi: Allora dovresti capire quali sono le strategie per cavartela da solo.

    SCP-111-IT: Non ce ne sono.

    Dott.ssa Callassi: Hai provato a svilupparle?

    SCP-111-IT: No.

    Dott.ssa Callassi: … E come mai?

    SCP-111-IT: (Rimane in silenzio per ventisette secondi, in breve trance) Odio sbagliare. Voglio essere all'altezza delle aspettative.

    Dott.ssa Callassi: Quindi, correggimi se sbaglio: vuoi sempre fare la cosa giusta, quindi rischiando di commettere azioni rischieresti di sbagliare e preferisci evitare. Ma detesti deludere gli altri, quindi in quelle condizioni, e solo in quelle condizioni, ti senti chiamato ad agire. E lo fai nel modo più veloce possibile, per ridurre il rischio di commettere errori.

    SCP-111-IT: (Rimane in silenzio)

    Dott.ssa Callassi: (Sottovoce) Indovinato. Beh, almeno le origini della sua anomalia sono ben chiare.(A SCP-111-IT) Quindi, tu hai ammazzato quel pulcino come voleva qualcuno…

    SCP-111-IT: No.

    Dott.ssa Callassi: Cioè, nessuno ti ha chiesto di ucciderlo?

    SCP-111-IT: Mi hanno chiesto di ammazzare il primo.

    Dott.ssa Callassi: Quindi hai scelto tu quale dei pulcini dovesse fare quella fine, dato che non ti sono stati presentati in nessun ordine.

    SCP-111-IT: Sì.

    Dott.ssa Callassi: E in base a cosa hai selezionato il primo?

    SCP-111-IT: L'ho solo preso.

    Dott.ssa Callassi: …Va bene. Ma che cosa avevi in testa, quando hai scelto di ucciderlo?

    SCP-111-IT: Il primo responsabile della Branca.

    Dott.ssa Callassi: … Cioè, Primo? Ti hanno chiesto di uccidere… il Primo?

    SCP-111-IT: Sì.

    Dott.ssa Callassi: Ok. Ascoltami, Sunday. È fondamentale che tu mi risponda in completa sincerità, senza tralasciare nessun dettaglio. Chi ti ha dato l'ordine di uccidere Primo?

    SCP-111-IT: (Velocemente) Non posso dirlo.

    Dott.ssa Callassi: … Sai, io e il resto dei miei colleghi abbiamo una teoria su questo. Chiunque ti ha detto di seguire quest'ordine, lo ha fatto con parole particolari, che non ti danno molto spazio d'azione, come invece possono essere i nostri ordini più imprecisi. Chi te l'ha detto?

    SCP-111-IT: (Velocemente) Non posso dirlo.

    Dott.ssa Callassi: Mmm. (Rimane in silenzio per qualche secondo) Hai notato come acceleri sempre il fiato quando dai questa risposta? Dev'essere molto difficile per te decidere come portare a termine l'azione da seguire, anche se è stata incoraggiata da un ordine. Specie se l'ordine non ti piace. È così?

    SCP-111-IT: È così.

    Dott.ssa Callassi: Molto bene. Magari conosco questa persona, e posso andare a parlarle e a dire di toglierti quest'obbligo. Fammene una descrizione fisica.

    SCP-111-IT: (Velocemente) Non posso.

    Dott.ssa Callassi: Pensato anche a quello, uh? (Rimane pensierosa qualche secondo) Almeno, ti ricordi l'ordine che ti hanno dato?

    SCP-111-IT: Sì.

    Dott.ssa Callassi: Parola per parola?

    SCP-111-IT: Sì.

    Dott.ssa Callassi: Va bene. Ripetimelo. Non tralasciare alcun dettaglio.

    (SCP-111-IT entra in un profondo silenzio. Eccetto per il suo respiro e quello della dott.ssa Callassi, la stanza rimane completamente in silenzio per i primi venti minuti. Al ventesimo minuto, la dottoressa sospira. A partire dai venticinque minuti, si sente un piede tamburellare)

    Dott.ssa Callassi: (Dopo circa ventisette minuti) Se non riesci, puoi sempre…

    SCP-111-IT: Allora… Sunday, sì, eri Sunday. (La sua voce risulta molto gutturale, troppo profonda per un ragazzo della sua età) Così dovrai farti chiamare, da questo giorno in poi. Dimentica il tuo vecchio nome: sei rinato in una nuova pelle, e tale dovrai rimanere fino a che avrai respiro, fino a che sarai in grado di seguire gli altri, fino a che il tuo cuore non smetterà di battere. (Un colpo di tosse catarroso.) Ora, in presenza dei miei compari e capi, ti raccontiamo la tua missione, la tua nuova ragione di vita, di cui non ti dovrai scordare in nessuna circostanza: ti perderai per le strade di questa città, e finirai in uno dei covi della Fondazione, quello umbro. Lì, dovrai attendere la tua occasione: prima o poi arriverà quello di cui già sai, che fu come il valoroso condottiero dalle massime funzioni e poteri, capo dei nostri nemici. Dovrai ucciderlo entro otto mesi.
    Nessuno dovrà sapere i dettagli del delitto, né di chi ti ha dato l'ordine, né quando, né come: sono informazioni che non dovrai rivelare mai a nessuno. Se disobbedirai, avrai infranto il patto d'onore che ti lega a questa Associazione: di te, avendo già perduto la pelle in precedenza, non rimarrà più nulla, nemmeno la volontà di seguire i tuoi superiori. Ora va, e segui il destino che ti hanno letto sulla pelle. (mormorando fra sé e sé) 'Ste cazzate non le potevano fare i nigeriani prima di darcelo? (Breve silenzio, poi ritorna con la sua voce normale) Questo è quello che mi hanno detto.

    Dott.ssa Callassi: Quando è avvenuta questa faccenda?

    SCP-111-IT: (Velocemente) Non posso dirlo.

    Dott.ssa Callassi: Ovviamente, ovviamente. Un'ultima domanda, Sunday: come hai chiamato i pulcini rimanenti?

    SCP-111-IT: Non hanno ancora un nome.

    Dott.ssa Callassi: Glielo puoi sempre cambiare dopo, se serve. Pensaci su, mi raccomando. (Alle guardie) Possiamo andare: so tutto quello che c'è da sapere.

    <Fine Log, 09:30>

    Dichiarazione di chiusura: A quanto pare, la situazione ha preso una piega inaspettata. Suppongo che adesso nessuno dubiterà più che l'ALDA9 sia ancora in circolazione. Si dovranno aggiungere rinforzi ai dipartimenti di intelligence, ma per fortuna coi nuovi arrivi non dovrebbero esserci problemi: Firenzi, Agrippa e Dalla Mala sono giovani, ma con molte idee brillanti.
    Tuttavia, il piano architettato dall'Associazione non tiene conto che SCP-111-IT è ancora un soggetto in formazione, e che possa sviluppare metodi alternativi di comunicazione. Infatti, anche con un ordine così preciso e stringente ha trovato una scorciatoia, probabilmente più vicina alle sue intenzioni. Questo significa che SCP-111-IT, se costretto, è in grado di superare le sue stesse limitazioni. L'unico dubbio è se una richiesta possa essere sufficiente.
    Ma quando si ha una tale ipotesi, l'unico modo per dimostrarla è testarla. Teoricamente, dagli accordi stabiliti SCP-111-IT non dovrebbe essere sottoposto a test, ma il vicedirettore si è interessato alla vicenda e sta venendo qui. Se lui è d'accordo, non avrò problemi.
    - Dott.ssa Callassi

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      Test Eccezionale - Autorizzato dal Dott. A. Vasco in data 18/06/2013

      Scopo: Superare gli appena scoperti limiti auto-imposti da SCP-111-IT.

      Materiali: 1 kg di fogli di carta da macero, nastro adesivo scotch, pinzatrice, colla calda, registratore.

      Richiesta: Costruire una torre di carta che arrivasse fino al soffitto della cella esclusivamente con i materiali forniti, in 30 minuti e senza chiedere aiuto. Essendo l'ordine estremamente difficile da completare in tempo così ridotto, si voleva poi discutere con SCP-111-IT sui suoi atteggiamenti.

      Risultati: SCP-111-IT non riesce a completare l'ordine nel tempo specifico. Allo scadere dei 30 minuti previsti, il soggetto distrugge quanto costruito fino a quel momento, e ricomincia la sua operazione da capo, per poi riprendere il ciclo ogni volta che fallisce. Dopo una breve consultazione fra di loro, i ricercatori gli fanno sapere durante il terzo ciclo che questa è l'ultima possibilità che gli rimane prima che il test venga interrotto. SCP-111-IT chiede che gli venga fornito più tempo, ma risponde affermativamente alla questione del se possa concluderlo nel ciclo con successo. Allo scadere del tempo, SCP-111-IT si irrigidisce nella sua posizione, e non consegna i materiali rimastigli in mano anche dopo l'ordine. Il soggetto si mette a piangere silenziosamente.
      I materiali vengono riportati all'interno della stanza in seguito alla richiesta della Dott.ssa Callassi, con visibile rilassamento di SCP-111-IT. Mentre termina l'ordine, senza che gli venga posto un limite di tempo per rilassarlo, gli viene chiesto di riflettere su quanto avvenuto. Al momento non riesce a effettuare una riflessione completa su quello che è avvenuto, e viene deciso di lasciare i momenti educativi dei successivi pomeriggi liberi per farlo riflettere e stilare una lista.

      Aggiornamento collegamenti logici: È al momento impossibile annullare un comando dato in precedenza, fino a che SCP-111-IT non ritorna in uno stato neutrale.

      Analisi: Portare i suoi ragionamenti al limite ha messo in luce le certezze e difese del soggetto, evidenziate dal suo crollo emotivo. Non è ancora certo se sia stata una mossa incosciente, di cui mi prendo la piena responsabilità, o se nei giorni successivi SCP-111-IT rifletterà sulla sua esperienza e sui suoi metodi d'interazione. Nel caso volesse approfondire una nuova strada, si potrebbe allenarlo facendolo riflettere sugli ordini eseguiti nella sua routine. Il Protocollo Covata è un buon punto di partenza, data la semplicità dei gesti e i momenti liberi di riflessione, ma è ancora troppo presto per avere una certezza. Visto quanto accaduto, dubito che gli effetti dei comandi dell'ALDA potranno sparire per sempre, ma ciò non significa che non possano venire ridotti se riceverà gli stimoli giusti. —Dott.ssa Callassi

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        Odio sbagliare, e voglio sempre dare una mano.


        Se sbaglio, non è colpa mia, è perché gli ordini non sono chiari.



        Ho idee, ma non so come scriverle.




        Posso chiedere chiarimenti se non mi è chiaro, posso chiedere chiarimenti se non mi è chiaro, posso.

        …………Qualcosa da ripetere a me.



        Io, me, me stesso, me mediesimo. Me medesimo.


        Posso dare consigli e suggerimenti, se aiutano gli altri.


        Non posso sbagliare. Detesto sbagliare.
        Io, me, me stesso, me medesimo.


        A volte gli adulti sono ciechi e non sanno quello che vogliono, ma non vogliono cambiare idea consigli.



        Perché non si accorgono se sbagliano quando io lo vedo?
        Non lo so.
        Meglio non chiedere.


        A volte gli adulti sbagliano.
        Non fanno la loro parte, non mantengono la loro promessa.




        Se in quel momento sbagliano, e so che stanno sbagliando,
        ma solo quando l'ho capito, non prima e non dopo,
        posso sbagliare anche io.
        Me, me stesso, me medesimo.

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