SCP-066-IT
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Elemento #: SCP-066-IT

Classe dell'Oggetto: Keter

Procedure Speciali di Contenimento: SCP-066-IT è contenuto in stato di parziale inattività nel Settimo Livello Sotterraneo (Contenimento Avanzato) del Sito Vittoria, in una struttura di 7 × 7 × 7 m sigillata da un portellone in acciaio temperato e realizzata in cemento armato rinforzato che alloggia al suo interno una Cella della Realtà di Tipo Gamma, mentre sul soffitto è inciso un sigillo taumaturgico Sariel1.

SCP-066-IT è stato parzialmente sepolto nel cemento durante la costruzione della struttura, allo scopo di limitarne al minimo l'attività e le capacità motorie. Nonostante ciò, a causa dei rischi posti da SCP-066-IT, l'installazione di videocamere di sorveglianza è stata ritenuta un rischio non trascurabile, pertanto la sorveglianza è affidata a non meno di quattro agenti, i quali devono riportare immediatamente alla Direzione rumori inusuali o danni strutturali anche minimi.

In caso di breccia nel contenimento, le SSM-III (Para Bellum) e -IV (Pugnus Ferri) devono ingaggiare SCP-066-IT con armamenti ad alto calibro o esplosivi, supportandosi con Sistemi Cella della Realtà portatili; in caso di catastrofica breccia nel contenimento, le SSM-I ("Sagitta Iovis") e -IX ("Machinamenta") devono ingaggiare SCP-066-IT anche con l'ausilio di armamenti anomali.

Descrizione: SCP-066-IT è la designazione data ai resti di un'entità meccano-taumaturgica di tipo Tartareo2 parzialmente distrutta durante le operazioni di contenimento. La prima forma incontrata dalla Fondazione si presentava come una massa disordinata lunga circa 2,5 m, composta da un ammasso disorganizzato di arti prostetici, cavi elettrici e componenti elettroniche; a causa di tale stato, SCP-066-IT era lento e relativamente goffo.

Dopo circa due mesi di accrescimento, SCP-066-IT assunse un aspetto più regolare e uniforme, con il corpo rivestito da placche metalliche da cui emergevano quattro paia di arti segmentati e innumerevoli cavi forniti di ganci e strutture manipolatrici; compare inoltre una struttura cefalica munita di mascelle dentate atte ad afferrare saldamente oggetti. Tale forma raggiungeva i 5 m di lunghezza, ma era più agile e veloce della precedente in quanto maggiormente ottimizzata.

All'apice del suo sviluppo, SCP-066-IT misurava circa 48 m di lunghezza e possedeva un busto umanoide munito di un tre paia di arti superiori, innestato su un addome di forma ovoidale trainato da un gran numero di arti segmentati e cavi muniti di ganci o primitivi artigli; questi ultimi potevano essere utilizzati anche come armi o per afferrare oggetti, con un raggio d'azione massimo di circa 60 m. La testa di SCP-066-IT misurava 1,6 m di lunghezza e presentava mascelle ben sviluppate in grado di esercitare pressioni di oltre 1500 kg/cm2, un sistema di sensori con campo visivo di 360° e sensibili oltre lo spettro del visibile (sia nell'infrarosso che nell'ultravioletto) e sei corna arcuate poste nella regione posteriore del cranio. In seguito alle operazioni di contenimento, SCP-066-IT è stato quasi completamente distrutto, con solo il busto, due arti superiori destri e la testa rimasti relativamente integri. Attualmente, tali resti misurano 5,6 m di lunghezza e pesano circa 2700 kg.

In tutte le sue forme, SCP-066-IT è estremamente ostile e inimicale nei confronti degli esseri umani ma ha mostrato un comportamento e un grado di intelligenza differente nelle varie fasi del suo sviluppo. Inizialmente, esso preferiva tendere agguati alle sue prede e sapeva nascondersi in maniera efficiente per rimanere celato fino al momento decisivo, ma al contempo evitava il confronto con individui consci della sua presenza e fuggì quando venne individuato dagli agenti della Fondazione. Nella seconda forma, SCP-066-IT divenne meno timoroso ma anche più astuto, imparando a simulare suoni per isolare la preda o preparare trappole per ferirla, disarmarla e/o allontanarla dal suo gruppo. Nella forma matura, infine, SCP-066-IT divenne intenzionalmente malevolo e distruttivo e, al contempo, dimostrò notevoli capacità cognitive: durante lo scontro finale contro le forze della Fondazione, esso si adattò alle varie tattiche usate dalle SSM e ideò contromisure per difendersi dai loro assalti.

SCP-066-IT è in grado di generare un campo di deformazione (solitamente di 8 milliNortia3/s) che utilizza sia per integrare oggetti metallici alla sua struttura corporea e modellarli per uniformarli ad essa, sia per manipolare i propri cavi e usarli come arti, armi o strumenti di manipolazione. Inoltre, nella sua forma matura ha dimostrato la capacità di surriscaldare, senza alcuna conseguenza deleteria, regioni del proprio corpo per generare getti di plasma rovente o masse di metallo fuso in grado di movimento autonomo.

Ritrovamento: Le prime notizie riguardanti SCP-066-IT risalgono al febbraio 2015, durante il quale avvenne una serie di efferati omicidi a Ferrara, in Emilia-Romagna, le cui vittime venivano ritrovate brutalmente dilaniate e con parti del corpo irreperibili, spesso nascoste in armadi, stanzini o angoli delle loro abitazioni. In tutti i casi, le autorità riportarono la scomparsa dei computer, dei cellulari e di gran parte degli elettrodomestici delle vittime. L'aumentare dei casi attirò l'attenzione della Fondazione, che inviò una squadra della SIR-I a indagare sotto copertura.

Gli agenti analizzarono i profili delle vittime e scoprirono che tutte avevano avuto contatti tra loro o con conoscenti comuni nell'arco degli ultimi sei mesi, per cui ritennero che il perpetratore degli omicidi stesse agendo con bersagli ben precisi; nonostante ciò, non furono in grado di individuarlo prima del mese di aprile e, in quel lasso di tempo, vi furono almeno altri 34 casi imputabili ad SCP-066-IT.

Alle ore 22:32 del 24 aprile, quattro agenti messi a scorta di una famiglia a rischio individuarono SCP-066-IT mentre si arrampicava sulla parete della palazzina in cui risiedeva il bersaglio. La squadra tentò di catturare l'anomalia, ma essa riuscì ad allontanarsi e a far perdere le sue tracce.

Di seguito è riportato un estratto dell'intervista al caposquadra della SIR-I Osvaldo Bottone, presente sul luogo del primo contatto.

In seguito all'evento, SCP-066-IT divenne completamente irreperibile e gli omicidi cessarono completamente. Il responsabile delle operazioni, il Tenente Nadia Parlato, ritenne opportuno perquisire la casa dei soggetti bersagliati da SCP-066-IT, i quali opposero iniziale resistenza ma vennero facilmente immobilizzati dagli agenti; il sopralluogo rivelò l'aderenza dei soggetti alla Chiesa del Dio Frantumato, pertanto essi vennero condotti al campo base per essere interrogati.

Durante gli interrogatori, uno dei soggetti si dichiarò un Priore della Chiesa e pretese un colloquio con il Dictator, ritenendo erroneamente che gli agenti fossero membri del CFO; tale informazione allarmò la Sovrintendenza, la quale inviò un proprio rappresentante diplomatico allo scopo di ottenere ulteriori informazioni su un'eventuale coinvolgimento del Consiglio.

Su richiesta della Sovrintendenza, il Priore ha anche fornito il messaggio che aveva menzionato durante l'interrogatorio, riportato di seguito:

Alla luce di tali nuove informazioni, la Sovrintendenza avviò trattative diplomatiche con i Priori italiani della Chiesa del Dio Frantumato che portarono alla redazione di un concordato di alleanza tra le due parti.

Addendum: Nell'ottobre 2015, il Priore della città di Bologna segnalò alla Fondazione l'omicidio di uno dei suoi adepti, avvenuto con lo stesso modus operandi di quelli avvenuti a Ferrara a causa di SCP-066-IT. La direzione del Sito Vittoria ordinò il dispiego immediato di quattro squadre della SIR-I, guidate dal Tenente Parlato, e della SSM-IV, sotto il comando del Capitano Draghi, le quali stabilirono un'ampia rete di sorveglianza e avviarono le indagini. In data 3 novembre, la squadra 4 della SIR-I individuò e ingaggio SCP-066-IT in un quartiere periferico della città, allertando nel frattempo gli agenti della SSM-IV. Questi ultimi arrivarono sul posto dopo circa dieci minuti, ma SCP-066-IT aveva già eliminato l'intera squadra 4 e aveva lasciato la zona.

Nelle settimane seguenti, SCP-066-IT venne avvistato quattro volte e si spostò progressivamente verso il centro cittadino, rendendo difficoltose le operazioni di sorveglianza e contenimento. Inoltre, nonostante la fitta rete di sorveglianza, la Fondazione non fu in grado di prevenire due ulteriori attacchi con esiti letali; tuttavia, in data 21/11/15, SCP-066-IT venne avvistato durante le ore notturne mentre pedinava alcuni membri della Chiesa del Dio Frantumato. Gli agenti informarono il comando dell'operazione, il quale diede loro ordine di utilizzare i soggetti come esca per attirare l'entità in un'area isolata dove fosse possibile tenderle un agguato; il piano ebbe successo e SCP-066-IT venne gravemente danneggiato tramite l'uso di armi esplosive e ad alto calibro ma, inaspettatamente, emise getti di aria rovente e fiamme dal proprio corpo che costrinsero gli agenti ad allontanarsi e permisero all'entità di fuggire.

Successivamente all'evento, i dati captati dai sensori del Sistema di Affiancamento Robotico Tattico e Strategico MINERVA della SSM-IV rivelarono una lieve deformazione della realtà (circa 4 milliNortia/s) in presenza di SCP-066-IT, con un netto incremento (circa 0,1 Nortia/s) individuato al termine dello scontro. Tali letture vennero confermate dagli esperti del Sito Deus, i quali furono in grado di rintracciare SCP-066-IT al di sotto di una fonderia locale; le esplorazioni via drone mostrarono che SCP-066-IT aveva eliminato tutti gli occupanti e che stava integrando nel proprio corpo i macchinari e i materiali presenti nella struttura.

Dato l'estremo rischio di un intervento in tali condizioni, la Sovrintendenza ordinò che nessun azione diretta dovesse essere intrapresa contro SCP-066-IT e indisse una riunione con il Comando Militare del Sito Vittoria, esperti del Sito Deus e rappresentanti del CCSG e della Chiesa del Dio Frantumato, nella quale venne stabilito un piano d'azione congiunto.

Contenimento: La fase preliminare delle operazioni di contenimento iniziò il 23/11/15 con l'evacuazione di un'area di circa 7 km2 attorno all'edificio in cui SCP-066-IT si era annidato e al dispiegamento delle SSM-I, -III, -IV e -VII. Secondo le stime dei ricercatori del Sito Vulcano, SCP-066-IT aveva assorbito abbastanza materiali da superare i 25 m di lunghezza, per cui venne stabilito che gli agenti delle SSM-I e -IV e dello squadrone Alfa della SSM-III avrebbero ingaggiato SCP-066-IT direttamente per impedirgli di muoversi, mentre lo Squadrone Beta della SSM-III avrebbe periodicamente aperto il fuoco con artiglieria esplosiva ad alto potenziale; infine, sei elicotteri della SSM-VII ("Turmæ Angelorum") avrebbero offerto supporto aereo durante gli scontri.

Il 26/11/15, numerose cariche esplosive vennero fatte detonare attorno alla struttura, provocandone il crollo e causando l'emersione di SCP-066-IT nella sua forma matura, il quale aveva raggiunto dimensioni molto superiori a quelle ipotizzate. Lo scontro durò circa 70 minuti, nei quali SCP-066-IT mostrò grande adattabilità e sviluppò efficaci contromisure contro le tattiche adottate dalle truppe della Fondazione, richiedendo l'utilizzo dell'artefatto anomalo [DATI CANCELLATI] per distruggere parte del corpo e lasciarlo esposto ai colpi d'artiglieria.

I resti di SCP-066-IT vennero resi inerti mediante l'uso di Sistemi Cella della Realtà portatili di Quinta Generazione e trasportati al Sito Vittoria per il contenimento, le cui procedure sono state sviluppate grazie alla collaborazione col CCSG. In totale, 37 agenti sono deceduti e 112 sono rimasti feriti, 41 dei quali in maniera grave, e le operazioni sono costate alla Fondazione oltre ███ milioni di euro.


ATTENZIONE

I seguenti dati sono riservati al personale con autorizzazione di Livello 4/066-IT e sono protetti mediante agente memetico letale di Classe XXI.

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