SCP-051-IT
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Elemento #: SCP-051-IT

Classe dell'Oggetto: Euclid

Procedure Speciali di Contenimento: SCP-051-IT è contenuto al centro di una stanza cubica ben illuminata e insonorizzata di 10m x 10m x 3,6m all'interno del Sito Vesta, ed è affiancato a sinistra da SCP-051-IT-1, a destra da SCP-051-IT-2. La porta è costituita da più ante ad alto isolamento acustico, con il telaio in acciaio, un'imbottitura in lana di roccia e due rostri antiscasso su ambo i versanti. Ai quattro angoli della stanza sono piazzate altrettante videocamere senza riproduzione audio, che devono essere attivate ogni qualvolta SCP-051-IT viene testato. Sulla parete nel versante nord è appeso un timer da muro.
Antistante la stanza di contenimento è stato disposto uno spogliatoio dotato di dieci (10) armadietti, in ognuno dei quali si trovano una cassetta di sicurezza, una divisa in cotone senza bottoni con il simbolo della Fondazione sul petto e un paio di zoccoli in poliuretano.

In ogni momento è necessario che due (2) guardie rimangano nello spogliatoio, equipaggiati con un (1) paio di cuffie antirumore, un (1) metal detector, un (1) dissuasore elettrico a 800.000 Volt e una (1) mitraglietta Beretta Pm12.
Le guardie hanno il mandato di neutralizzare qualsiasi soggetto non autorizzato che tenti di entrare nella stanza di contenimento. Questa può essere aperta solamente in occasione dei test pianificati su SCP-051-IT, e comunque al solo scopo di consentire l'accesso e l'uscita dei ricercatori e del personale di Classe D il più velocemente possibile. In questo lasso di tempo le guardie devono indossare le cuffie antirumore finché la porta non viene nuovamente chiusa.

L'accesso è accordato solo previa perquisizione da parte delle guardie, al fine di assicurarsi che chiunque voglia entrare abbia lasciato nelle cassette di sicurezza eventuali ornamenti in metallo come piercing, orecchini, collane, anelli o bracciali e aver indossato la divisa e gli zoccoli presenti negli armadietti. Non è permesso l'uso delle calze. Una volta all'interno, la porta viene chiusa e non è possibile riaprirla fino al termine dell'esperimento.

I diritti su SCP-051-IT devono considerarsi interamente appartenenti alla Fondazione SCP benché sia stato firmato un contratto di collaborazione con la Medicea Accademia dell'Arte Occulta ("MADAO") per via delle circostanze che hanno portato al suo recupero; tali circostanze prenderanno d'ora in poi il nome di "Incidente 051-A". Il resoconto inerente l'Incidente 051-A ed il contratto che regolamenta i termini di collaborazione tra la Fondazione e la MADAO sono visionabili dal personale con autorizzazione di sicurezza di Livello 3. Queste stesse procedure di contenimento sono state elaborate anche grazie alle informazioni fornite dai ricercatori della MADAO.

Descrizione: SCP-051-IT è una scultura in calcare dell'artista sardo Pinuccio Sciola, chiamata "La Città Arroccata di Castello". L'opera è parte di un trittico consegnato nel 2014 al Giardino sotto le mura di Cagliari e rientra nella numerosa serie delle città sonore. SCP-051-IT rappresenterebbe una versione futuristica del quartiere di cui porta il nome. Grattacieli grandi come menhir risuonano se si passano le mani o un sasso sopra le loro pareti, e questa musicalità è possibile grazie alla presenza di incisioni squadrate e parallele presenti sui muri di ogni singolo edificio.

La scultura poggia su un basamento quadrato in marmo di 1,5m2 spesso 15cm. Prima del recupero, era circondata da una piccola piscina piena d'acqua piovana che ora è stata fedelmente riprodotta nel Sito Vesta. La piscina è provvista di vari rubinetti e di un sistema di scolo che consente di far defluire l'acqua quando SCP-051-IT non viene testato.

Sciola riferisce che il blocco di calcare da cui è stata ricavata la scultura proviene dalla cava ████████, a ██ km dal capoluogo sardo. I minerali più duri secondo la scala di Mohs non scalfiscono minimamente il calcare, mentre quelli meno duri non vengono danneggiati in alcun modo dal contatto. Ogni tentativo di ricavare un frammento di SCP-051-IT è risultato in un fallimento, pertanto gli esami petrografici condotti risultano incompleti. I risultati parziali non mostrano differenze chimiche con il carbonato di calcio né volumi vuoti all'interno dei blocchi che compongono gli edifici.

Le note prodotte da SCP-051-IT causano effetti anomali in chi le ascolta di natura diversa in base al metallo o al minerale usati per produrle. Questi effetti hanno luogo soltanto se il suonatore ha i piedi immersi nella stessa piscina che bagna SCP-051-IT; liquidi diversi dall'acqua, per quanto simili nella struttura chimica come il perossido d'idrogeno, non attivano l'anomalia. Allo stesso modo, esperimenti con materiali organici sfregati sul calcare hanno prodotto melodie senza alcuna efficacia anomala.

Sembrano essere del tutto ininfluenti la parete e l'edificio scelti dai soggetti per la generazione del suono. L'effetto durerà l'esatto periodo di tempo passato a suonare SCP-051-IT, ma mai oltre i 51 secondi. Non è stato registrato alcun periodo refrattario successivo al termine dell'effetto, durante il quale SCP-051-IT non reagisce allo sfregamento di un materiale. Tutti gli effetti causati da SCP-051-IT sono in qualche modo collegati alla realtà denominata "051-ϑ", un universo alternativo in cui si dà per certa l'esistenza del pianeta Terra e della Sardegna. Ascoltare la musica registrata su pellicola o dispositivi elettronici determina le stesse conseguenze che si avrebbero ascoltandola dal vivo. Di seguito la registrazione ottenuta passando una pietra basaltica sulla parete di uno degli edifici di SCP-051-IT senza immergere i piedi nella piscina circostante.

Le altre due parti del trittico non possiedono incisioni che rendano possibile la tipica musicalità delle pietre sonore, né sono state osservate anomalie indipendenti da SCP-051-IT. SCP-051-IT-1 è una scultura chiamata "La Città Sommersa di Santa Igia"1, una serie di blocchi cubici di calcare sommersi dall'acqua, realizzata in onore dell'ex capitale medievale del Giudicato di Cagliari.
SCP-051-IT-2 è anch'essa un'installazione in calcare, chiamata "La Città del Sale": dieci piramidi bianche di altezze diverse che fuoriescono dall'acqua per richiamare i cumuli delle saline del vicino stagno di Santa Gilla.
SCP-051-IT-1 e SCP-051-IT-2 possiedono le medesime proprietà chimiche e fisiche di SCP-051-IT.

Attualmente è conosciuto un modesto numero di materiali in grado di interagire con SCP-051-IT e altri studi sono tuttora in corso.
Si rende disponibile la lista completa dei relativi effetti e degli esperimenti che hanno portato alla loro scoperta.

ATTENZIONE: PER PROCEDERE È RICHIESTA UN'AUTORIZZAZIONE DI SICUREZZA DI LIVELLO 3


OGNI TENTATIVO DI ACCEDERE AI SEGUENTI FILE SENZA UN'AUTORIZZAZIONE DI LIVELLO 3 PORTERÀ A GRAVI AZIONI DISCIPLINARI



L'incidente 051-IT-A si configura come l'occasione in cui la Fondazione è venuta a conoscenza dell'esistenza di SCP-051-IT. Tale incidente ha visto coinvolta una ricercatrice allora impiegata alla Sezione Ispettorato e Ricerca del Sito Minerva, la dott.ssa Veronica Puxeddu2.

Termini di collaborazione con la MADAO: Immediatamente dopo l'incidente 051-IT-A, il Curatore della Medicea Accademia ha recapitato un'immagine del quadro di Giotto "Miracolo della sorgente" alla Fondazione SCP che è stata prontamente decifrata dal DRIA. Per poter decrittare il documento, oltre all'autorizzazione di sicurezza di Livello 3, occorre inserire una password che si ottiene cercando a fondo nella sorgente.


• Esperimenti condotti su SCP-051-IT dalla Fondazione SCP


ESPERIMENTO #1
Supervisore Dottoressa Puxeddu; Vicedirettrice Fiorentino.
Soggetti Coinvolti Quattro membri del personale di Classe D.
Obiettivo Ottenere una documentazione video della città di calcare situata in 051-ϑ.
Protocollo Quando i due soggetti entreranno nella stanza di contenimento troveranno a terra, in prossimità di SCP-051-IT, una pietra di basalto e quattro action cam da accendere e indossare sulla fronte che non possono registrare e riprodurre suoni. Uno di loro dovrà entrare con i piedi nella piscina che circonda la scultura e sfregare la pietra su uno a caso degli edifici in modo da produrre un suono. Questa azione non dovrà durare meno di un minuto.
Risultati I due soggetti si sarebbero materializzati in quella che descrivono come la stessa strada in cui è avvenuto l'Incidente 051-IT, ossia una via in pendenza lastricata di pietre bianche con dei palazzi su ambo i lati ugualmente bianchi, senza finestre, con profonde scanalature sulle loro pareti e dei grossi massi cubici a bloccare le entrate. Tutte le action cam si sono disattivate non appena sono arrivate all'interno di 051-ϑ.
ESPERIMENTO #2
Supervisore Dottoressa Puxeddu; Vicedirettrice Fiorentino.
Soggetti Coinvolti Due membri del personale di Classe D particolarmente prestanti nella corsa veloce, da adesso designati come Soggetto A e Soggetto B.
Obiettivo Verificare se il luogo designato per il teletrasporto è sempre la stessa strada;
raggiungere la cima e il fondo della salita;
confermare la non funzionalità degli strumenti elettronici.
Protocollo Identico a quanto visto per l'Esperimento #1. Una volta arrivati nella realtà 051-ϑ, il Soggetto A dovrà scendere in fretta lungo la strada mentre il Soggetto B dovrà salire.
Risultati Viene confermato che il punto in cui ci si materializza è puntualmente la medesima salita.
Viene confermato che la videocamera digitale non funziona.
Il Soggetto A non è riuscito a percorrere in tempo l'intera discesa; il Soggetto B ha raggiunto un enorme piazzale che ospita quello che descrive come un tempio imponente dall'architettura regolare, senza portoni né finestre. Sul tetto, una statua verderame di una figura umanoide con quattro braccia ed quattro occhi molto grossi che tiene in alto uno scudo; probabilmente doveva essere l'eroe o la divinità a cui la struttura era dedicata. Rispetto al sogno raccontato da Pinuccio Sciola, il Soggetto B non riferisce geroglifici in argento sulle parete esterne del tempio, né decorazioni in oro, oricalco o gemme preziose sulla statua. Assenti anche le corna in avorio. Sul mare risultano visibili spuntoni piramidali bianchi e una città sommersa.
ESPERIMENTO #3
Supervisore Dottoressa Puxeddu; Vicedirettrice Fiorentino.
Soggetti Coinvolti Dieci membri di sesso maschile del personale di Classe D vigorosi e dal fisico muscoloso.
Obiettivo Spostare i massi cubici che bloccano la porta degli edifici in 051-ϑ.
Protocollo Quando i soggetti entreranno nella stanza di contenimento troveranno a terra, in prossimità di SCP-051-IT, una pietra di basalto. Uno di loro dovrà entrare con i piedi nella piscina che circonda la scultura e sfregare la pietra su uno a caso degli edifici in modo da produrre un suono. Questa azione non dovrà durare meno di un minuto. Una volta materializzati in 051-ϑ, i dieci dovranno collaborare per spostare il masso cubico che blocca l'ingresso di uno qualsiasi dei palazzi.
L'esperimento dovrà essere ripetuto finché tutti i palazzi della via non saranno liberati.
Risultati Obiettivo raggiunto. Gli edifici la cui porta è stata liberata prenderanno ora il nome di "Edificio 051-A, B, C, D, ed E. Nonostante gli sforzi, non sono stati liberati tutti gli edifici della via per il poco tempo a disposizione per raggiungerli e per il fatto che alcuni blocchi si sono rivelati troppo pesanti per essere spostati.
ESPERIMENTO #4
Supervisore Dottoressa Puxeddu; Vicedirettrice Fiorentino.
Soggetti Coinvolti Dieci ricercatori del Sito Vesta.
Obiettivo Ottenere una descrizione dettagliata dell'interno degli Edifici 051-A, B, C, D ed E.
Protocollo La medesima procedura di generazione del suono degli esperimenti precedenti. L'esperimento si ripeterà fino a che non si riuscirà ad avere un quadro completo di tutti gli edifici. I ricercatori dovranno entrare a gruppi di due su ogni piano di ogni edificio e cercare di memorizzare quanti più dettagli possibili. Sarà fornita loro una torcia elettrica. Saranno forniti loro una candela e un accendino. Dopo ogni periodo di 51 secondi passato in 051-ϑ, avranno il compito di annotare qualsiasi cosa ricordino in un taccuino che verrà loro fornito.
Risultati

Le torce elettriche in dotazione dei ricercatori non hanno funzionato e sono state sostituite da una candela e un accendino. Si dà ora per certo che gli strumenti elettronici smettono di funzionare all'interno di 051-ϑ.

L'Edificio 051-A consta di tre piani collegati da una scala a chiocciola, ognuno dei quali alto oltre 7 metri. Il piano terra somiglia a una sala da pranzo, con un piccolo forno a due camere scavato nella pietra, un tavolo di legno con degli sgabelli, un piano di lavoro in marmo e delle mensole con alcune stoviglie come pentole, mestoli, ciotole e cucchiai in bronzo.
Al secondo piano, una camera da letto patronale con il talamo in posizione centrale su cui sono stati rinvenuti due scheletri: uno appartenente a una donna alta circa un metro e sessanta ed uno appartenente a un uomo alto più di tre metri e mezzo. Nella stanza si trovano anche un armadio con degli abiti femminili estremamente usurati e dei comò con un ampio corredo di gioielli preziosi.
Il terzo piano ospita sette strani letti scavati nella roccia simili a loculi, due dei quali con altrettanti scheletri all'interno, lunghi circa un metro e settanta; il loro cranio mostra la particolarità di non essersi chiuso in prossimità della fontanella.

L'Edificio 051-B consta di quattro piani, anch'essi collegati da una scala a chiocciola. Il piano terra sembrerebbe la bottega di un artigiano o di un fabbro, con un tavolo di lavoro molto ampio e delle vetrine in cui son messi in mostra bronzetti simili a quelli nuragici sardi, vasi in terracotta, spadoni triangolari in bronzo, piatti, coltelli e gioielli.
I tre piani superiori sono simili a quelli dell'Edificio 051-A. Sul letto della camera patronale sono stati rinvenuti tre cadaveri: uno di uomo e uno di una donna di dimensioni normali, più uno di un uomo alto circa tre metri e mezzo. L'armadio nella stanza raccoglie gli abiti per il genere maschile e per il genere femminile di dimensioni normali. All'ultimo piano non sono stati trovati scheletri.

L'Edificio 051-C è il più basso e il più largo dei cinque stabili. Al suo interno non è stato trovato niente che faccia pensare che fosse un'abitazione: niente mobili, niente stoviglie, niente tracce di vita vissuta. Soltanto alcuni grossi ammassi di sabbia sulla parte più a nord della struttura.

L'Edificio 051-D e l'Edificio 051-E sono pressoché identici. Il piano terra è spoglio, con un bancone in pietra che divide la stanza in due parti. Gli altri otto piani sono collegati da delle comuni scale e da un sistema di carrucole che buca al centro ogni stanza.
Sui lati est ed ovest dei piani superiori, costruiti come dei grandi corridoi, trenta ripiani sollevati in pietra con degli scheletri posati sopra, tutti con il cranio aperto in corrispondenza della fontanella.

Ogni tentativo di riportare indietro qualcosa da 051-ϑ è risultato in un fallimento.



Medicea Accademia Dell'Arte Occulta

Esperimenti condotti su La Città Arroccata di Castello


ESPERIMENTO #1
Supervisori Tutore A. L.; Dottoressa Puxeddu; Vicedirettrice Fiorentino.
Soggetti Coinvolti Quattro membri del personale di classe D.
Obiettivo Conoscere gli effetti de La Città Arroccata di Castello quando suonata con un cristallo di ametista.
Protocollo La medesima procedura di generazione del suono degli esperimenti precedenti.
Risultati

I quattro Soggetti hanno chiuso gli occhi e sono caduti come pesi morti; le loro palpebre hanno iniziato a contrarsi e rilassarsi, in maniera del tutto identica a quanto avviene comunemente durante la fase REM. Dopo 51 secondi, i Soggetti si sono risvegliati frastornati. Tutti hanno riferito di aver fatto lo stesso sogno ambientato in una camera poco illuminata: un uomo non meglio descritto con addosso una divisa col simbolo della Fondazione SCP, seduto su una branda, si tiene la testa con entrambe le mani e piange. A un certo punto i singhiozzi si fanno più forti, l'uomo agita la testa e urla con tutta la forza che ha. Infine afferra dal letto uno strumento che nessuno dei Soggetti è stato in grado di riconoscere, lo infila con forza a lato del collo e lo straccia via, recidendosi la carotide. Tra gli zampilli di sangue, si accascia e muore.

Quando l'esperimento è stato ripetuto con altri Soggetti, hanno riferito lo stesso identico sogno.
Non è ancora chiaro quale sia il legame con 051-ϑ.





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ACCESSO ACCORDATO





Da: director@sitodeus.scp.it
A: s5-01@sovrintendenza.scp.it
Oggetto: Richiesta di trasferimento SCP-051-IT al Sito Deus
Data: 18/07/15

Alla c. a. del Primo Sovrintendente della S5,
Vi scrivo per informarVi della mia volontà di inviare richiesta formale di trasferimento di SCP-051-IT dal Sito Vesta al Sito Deus. In seguito agli avvenimenti di avantieri 16 luglio 2015, ritengo di vitale importanza che un Oggetto che funge da potenziale chiave per una realtà parallela venga contenuto in un Sito che sia all'altezza dei test che verranno condotti.

Dai primi esperimenti portati avanti dal Tutore A. L. e dalla Dottoressa Puxeddu sembra ormai palese che la civiltà che abitava 051-ϑ altri non sia che la popolazione Šrdn7. La moda in voga nella città di 051-ϑ non è diversa da quella rappresentata nei bronzetti nuragici, e persino la lingua è in qualche modo sovrapponibile a quella dei proto-sardi: radici pre-indoeuropee, egizie, fenicie. Un linguaggio sconosciuto molto simile a quelli che ci è possibile studiare nel nostro mondo.

Non è così surreale pensare che laggiù gli Šrdn "ce l'hanno fatta". Un singolo evento andato diversamente può aver cambiato il loro destino impedendo la loro scomparsa. E così si sono evoluti e si sono stabiliti in quelle fredde prigioni di calcare.

Studiando SCP-051-IT possiamo scoprire cosa li ha sterminati, capire se la stessa sorte toccherà anche a noi, imparare a sfruttare la loro tecnologia, riuscire a trasferirci in pianta stabile in quella realtà. Ma tutto questo può avvenire solo se saremo così lungimiranti da investire più energie nella ricerca, energie che verrebbero meglio spese qui da noi al Sito Deus piuttosto che al Vesta, dove la cosa più eccitante che hanno è il pupazzo di un canguro un po' troppo amichevole8.

Tuttavia mi risparmierò la pazienza di scrivere tutte quelle scartoffie se mi risponderete alla presente assicurandomi che non ho speranza alcuna di vedere approvata la mia richiesta.
Certa che le mie preoccupazioni riceveranno il giusto interesse da parte Vostra,
Vi faccio i miei più distinti saluti.


Direttrice Marchetti,
Sito Deus.
Sicurezza, Contenimento, Protezione


Da: S5-01@sovrintendenza.scp.it
A: director@sitodeus.scp.it
Oggetto: Re:Richiesta di trasferimento SCP-051-IT al Sito Deus
Data: 18/07/15

È sempre un piacere sentirLa, Direttrice Marchetti.
Sfortunatamente devo confessarLe che la Sovrintendenza S5 difficilmente riterrà opportuno mobilitare forze spropositate per contenere SCP-051-IT. Il Sito Vesta è perfettamente attrezzato per svolgere qualsivoglia test Lei abbia in mente.

Garantiremo la presenza di un piccolo contingente della SSM-I ("Sagitta Iovis") per ogni primo esperimento con un metallo, un minerale o una lega di cui ancora non si conoscono gli effetti. La ratio dietro questo provvedimento risiede nel fatto che consideriamo "plausibile" l'arrivo di una minaccia proveniente da 051-ϑ.

Comprendiamo perfettamente la Sua preoccupazione nei confronti della MADAO, ma se trasferissimo La Città Arroccata di Castello al Sito Deus non potremmo consentire al Tutore A. L. l'accesso alla struttura: è molto più sicuro che gli incontri tra la Fondazione e la Medicea Accademia abbiano luogo al Sito Vesta, dove non conteniamo Oggetti particolarmente pericolosi o preziosi.

Temo che stavolta non potrò aiutarla, Direttrice, ma La ringrazio per il prezioso lavoro che svolge al Deus.
Cordialità.


S5-01
Sicurezza, Contenimento, Protezione






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