SCP-021-IT
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Elemento #: SCP-021-IT

Classe dell'Oggetto: Safe

Procedure Speciali di Contenimento: SCP-021-IT-1 e SCP-021-IT- 2 non possono essere separati, poiché questo causerebbe gravissimi danni alla salute di SCP-021-IT-1.

SCP-021-IT-1 e 2 sono stati ritrovati in una grotta naturale nelle vicinanze della sorgente del fiume [REDATTO], e devono essere collocati in un bioma artificiale 10X10X10 che riproduca il luogo con la massima accuratezza e verosimiglianza con la realtà. Anche le condizioni ambientali devono essere ricostruite con la stessa precisione: la temperatura del bioma non deve superare i 15-18 gradi Celsius e l'umidità non deve mai superare il 40%. È stato osservato un rapido degrado della salute di SCP-021-IT in tutti i casi in cui tali condizioni non sono state rispettate.

Inoltre, nel bioma devono essere provocati pioggia e vento artificiali ogni sette (7) giorni esatti alle ore 16:00 ora locale al fine di mantenere il terreno e la vegetazione correttamente idratati e di favorire l'impollinazione spontanea.

Descrizione: SCP-021-IT-1 è un esemplare di Canis Lupus Italicus, meglio noto come lupo degli Appennini, alto 70 cm al garrese e del peso di 33 kg, con il pelo stranamente lungo e colorato di un pigmento nero-rossiccio mai osservato prima in esemplari di questa specie.

L'esemplare sembra estremamente vecchio, ed opportune analisi veterinarie hanno stabilito che esso ha raggiunto l'incredibile età di [REDATTO] anni. Ulteriori osservazioni mediche hanno portato alla stesura di un rapporto completo sulle condizioni dell'animale che viene riportato di seguito:

Rapporto 021-A: analisi mediche su SCP-021-IT-1, estratto:

Soggetto: SCP-021-IT-1
Classe: Mammalia
Famiglia: Canidae
Genere: Canis
Specie: C. Lupus
Sottospecie: C. L. Italicus
Sesso: Femminile
Età: [REDATTO]
Nota del Dr. Freeman:
È straordinario. Semplicemente straordinario. Qualsiasi altra creatura vivente di quel periodo non è nient'altro che un fossile a quest'ora, eppure lei è viva. E non solo: è anche in perfetta salute. Non riesco proprio a capacitarmi di come sia possibile…
<Fine nota>
L'esemplare si è mostrato estremamente aggressivo nei confronti di chiunque tentasse di separarlo da SCP-021-IT-2, rendendo obbligatorio effettuare tutte le analisi di seguito riportate all'interno del bioma, con mezzi di fortuna.
Condizioni fisiche: ottime. Nonostante la forzata e prolungata immobilità causata dalla presenza di SCP-021-IT-2, i muscoli dell'esemplare non presentano traccia di atrofia; similmente, articolazioni e giunture sono in perfette condizioni, assolutamente prive di qualsiasi forma di patologia ossea. […] I denti sono estremamente consumati, quasi fino alla radice. Ciononostante, SCP-021-IT-1 non è mai stato colto nell'atto di nutrirsi né sembra averne bisogno finché rimane in contatto con SCP-021-IT-2.
[…] Le ghiandole mammarie di SCP-021-IT-1 sembrano essere perennemente piene di latte, necessario al nutrimento di SCP-021-IT-2. A causa della costante suzione che subiscono, le ghiandole sono estremamente infiammate, e il contatto con esse causa un grande dolore all'animale e una reazione aggressiva nei confronti di qualsiasi soggetto che non sia SCP-021-IT-2. […]

SCP-021-IT-2 è una coppia di umanoidi grigi, completamente glabri e alti 28 cm. Il loro volto presenta lineamenti deformi, con un singolo occhio circolare color ambra posto al centro della fronte, privo di palpebra e pupilla; il naso è molto piccolo e rivolto all'insù, mentre la bocca, simile ad una fessura, è priva di dentatura e gengive. Gli arti superiori ed inferiori degli umanoidi sono molto sottili ed apparentemente atrofici. Le mani possiedono sei dita ma nessun pollice opponibile, mentre non vi è traccia dei piedi: le gambe terminano semplicemente in una punta smussata. Le creature sembrano avere un bisogno costante di nutrirsi con il latte di SCP-021-IT-1, il quale (come descritto nel Rapporto 021-A) parrebbe essere prodotto infinitamente dalle ghiandole mammarie della lupa. I motivi per cui la lupa consentisse ad SCP-021-IT-2 di nutrirsi del suo latte, così come gli effetti che avrebbe causato la separazione delle entità, erano totalmente ignoti fino all'autorizzazione del Direttore della Fondazione Italiana ad effettuare dei test su SCP-021-IT.

Dopo accurate analisi e osservazioni effettuate in loco, è stato osservato che la separazione di SCP-021-IT-1 da SCP-021-IT-2 provoca i seguenti fenomeni:

1) Grida di dolore ( o di rabbia, o entrambi) da parte di SCP-021-IT-1, che manifesta dopo [REDATTO] secondi sintomi piuttosto simili a quelli di una crisi epilettica, con convulsioni violente e bava alla bocca. Segni di un invecchiamento precoce e rapidissimo diventano visibili al cessare della crisi: la lupa perde diversi ciuffi di pelo, e quelli che le rimangono attaccati iniziano ad ingrigire notevolmente. Dopo circa [REDATTO] minuti, il processo si arresta, e la lupa cade in una sorta di catalessi, durante la quale non mostra alcun segno di vita e la sua temperatura corporea precipita fino a raggiungere un valore di [DATI CANCELLATI]. Le ghiandole mammarie della lupa iniziano a sgorgare copiosamente fiumi di latte.
Quando SCP-021-IT-2 viene riunito a SCP-021-IT-1 la suzione del latte riprende immediatamente, e la lupa, dopo essersi risvegliata, ritorna lentamente alle sue condizioni normali.

2) Entrambi gli esemplari di SCP-021-IT-2 iniziano ad emettere contemporaneamente un lamento dal suono distorto ed estremamente acuto, che provoca in coloro che lo ascoltano diversi effetti collaterali quali capogiri, nausea, lieve offuscamento della vista e [DATI CANCELLATI] uditive. Questo “pianto” sembra essere una sorta di sistema difensivo atto a spingere gli ascoltatori a riavvicinare gli umanoidi alla lupa affinché possano riprendere a nutrirsi del suo latte.
A causa del pianto delle creature e del rapido degrado vitale subito dalla lupa a seguito della separazione dagli esseri grigi, di questi ultimi si è riuscito a recuperare solo un frammento di tessuto cutaneo, il quale è attualmente sotto analisi presso i laboratori della Fondazione.

Nota del Direttore:

Questi esseri sono al contempo affascinanti e terribili. Affascinanti perchè ci dimostrano che il raggiungimento dell'immortalità è una realtà concreta e realizzabile. Terribili perchè ci sbattono davanti agli occhi il prezzo da pagare per tale raggiungimento.

Mi chiedo che cosa abbia spinto quella magnifica lupa ad accettare un simile compromesso: non sembra esserci alcuna motivazione per cui dovrebbe voler vivere ancora. Eppure è lì, immobile, costretta in un'orrenda simbiosi con quelle creature aberranti.

Ma forse non c'è un reale motivo nella sua scelta. Forse gli animali sono più umani di quanto crediamo, e questa lupa ha semplicemente ceduto alla più debole delle tendenze umane: la paura della morte.

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