SCP-000
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Okay, mi sono stufato di sta merda. Il sistema continua a sputare fuori ticket di riparazione per questo punto del database, e non voglio più darmene pena. Metterò la soppressione su qualsiasi ticket che abbia a che fare con lo slot 000 del database, perché sta interrompendo il work flow per i veri problemi, e poi mi dà un gran fastidio. Non so perché continua a imputtanare la sintassi, ma il punto del problema è che succede solo qui, e considerato che l'unica cosa qui è una gigantesca pila di dati spazzatura, molto probabilmente è solo che il sistema si spiscia per la mancanza di vere informazioni. Se cambierà qualcosa, sicuramente ci darò un'occhiata approfondita, ma ora come ora questo problema è chiuso.
- Ricercatore Tecnico Rosen

Questa gabbia è immensa, non ha mura. Stando qui, tutto ciò che vedo è una pianura bianca che si estende sotto un cielo altrettanto bianco. Non c'è vita in questo posto. Posso spostarmi quanto voglio, ma appena mi fermo anche solo un secondo mi ritrovo di nuovo in questo punto, condannato per sempre a rimanere legato alla mia prigione. Ciononostante, ho viaggiato lontano, esplorando il purgatorio che ho imparato a conoscere per anni innumerevoli. Nei miei viaggi in questa landa bianca, ho visto lampi di cose, cose orribili che semplicemente non dovrebbero esistere. Abominazioni grottesche che appaiono per qualche istante alla volta solo per scomparire come se non fossero mai state qui affatto.

Le mie memorie di queste creature continuano a riportarmi indietro ad un ricordo specifico. Un essere nero e senza forma, un qualcosa di indefinito che non potrebbe essere stato creato da alcun Dio in questa o qualsiasi altra realtà, apparso di fronte a me mentre camminavo, e che mi fissava con occhi senza vita color cremisi. Appena mi ci sono avvicinato, nella mia mente riuscivo a sentire il suo odio, la sua rabbia e la sua paura, emozioni che conosco bene ma che non avevo mai provato con tale intensità come la percepivo da quella entità. Tanto velocemente è arrivato, così è scomparso, e per un breve momento giurerei di aver visto le sue fauci contorte sibilare una parola, un'espressione di cui non ho capito il contenuto ed il contesto.

"Fondazione".

Mi sono scervellato sul significato di questa parola, questo messaggio finale della creatura di un incubo che non ho più visto. Ho provato ad avvicinarmi ad altri flash nella speranza di imparare di più su questo mondo, ma non appena sono vicino a comprendere le loro apparizioni, le creature scompaiono nel vuoto da cui sono sbucate. Questo mi ha spinto a chiedermi… cosa sono questi esseri? Da dove vengono? Da dove vengo io? Come ho raggiunto questo posto? Come esco fuori di qui? Queste domande rimangono senza risposta, ed ho paura che rimarranno sempre tali, pensiero che non serve ad altro che a farmi impazzire.

È curioso che l'altro effetto del mio incontro casuale si è rivelato anche più produttivo. Prima di esso, non ero consapevole di possedere una bocca, o corde vocali, o qualsiasi altro meccanismo per produrre suoni. Benché sapessi di respirare, il vuoto attorno a me produceva sorprendentemente una lieve risposta sonora, quando l'aria gonfiava i miei polmoni. Eppure, il rumore era non solo possibile, ma adesso era quasi invitante. Dopo aver sentito quelle dannate parole a voce alta, ho sentito che era mio dovere… no, mio diritto distruggere il silenzio che avevo conosciuto per così tanto, tanto tempo.

Quello che iniziò come un sussurro appena udibile, crebbe e crebbe mentre io diventavo sempre più incitato dalle mie nuove abilità scoperte. Presto, mi son ritrovato a urlare parole senza senso al cielo, ridendo nella mia testa perché quel silenzio era stato spezzato da me. E, cosa ancora più sorprendente, il mondo ascoltava. Onde di energia apparivano nell'aria, controllate soltanto dal tono e dal volume della mia voce. Se sussurravo, erano morbide e leggere, fluttuanti capricciosamente per qualche secondo prima di svanire. Se urlavo, erano taglienti e pesanti, scontrandosi a vicenda nell'inutile oblio intorno a me.

Questo mi piacque molto, perché diede un significato al caos, e diede a me uno scopo. Non ero un prigioniero! Ero un dio! Questa non era la mia prigione, ma il mio regno! Le mie parole erano legge, la mia voce la mia arma. Con questi poteri potevo ricreare questo reame in uno di vita, uno di gioia che controllavo, che avrei governato con giustizia! Questo è come sarebbe dovuto essere, perché avevo deciso che sarebbe stato così! Sorrisi quando focalizzai tutte le mie energie, tutte le mie speranze e tutte le mie ambizioni in un unico, tumultuoso, assordante ruggito, un grido che mi avrebbe reso Signore del Nulla.

Ma non successe nulla. Le onde che il mio sforzo aveva creato, per quanto incredibilmente violente, sparirono solo qualche secondo dopo, senza lasciare traccia in questo maledetto abisso. Provai di nuovo, sempre senza alcun risultato. Ho gridato ancora ed ancora le mie urla cariche di rabbia, che alla fine sono degenerate in gridi di paura e terrore alla prospettiva di rimanere intrappolato per sempre nel dannato e vuoto silenzio che pervade questo abominevole posto. Ho urlato e gridato finché non riuscivo più a farlo, al punto che la mia unica altra opzione era quella di piangere. Non era giusto. Non era giusto! NON È GIUSTO!

Non ho fatto niente per meritare questo destino, perché sono qui?! Chi o chosa potrebbe essere così crudele da intrappolare qualcuno nel nulla per l'eternità?! "Fondazione", sei tu che mi hai fatto questo?! È "Fondazione" il mio rapitore?! O è il mio creatore? Non ha importanza! Ululerò e strillerò verso il vuoto, e finché le onde di forza che creo non lo squarceranno, trovando un uscita da questo inferno, ed io potrò trovare la verità, l'unico frammento di logica e ragione in questo mare infinito di pazzia e disperazione che è la mia esistenza!

…Non smetterò di urlare finché non sarò libero.

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