Strappato dai Titoli
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Fissavo la televisione, capendo le parole a fatica, mentre aiutavo Helen a sedersi.

"…sparito, non rimane nulla che un gigantesco buco. Gli uragani segnalati nella regione erano effettivamente il risultato dell’aria e acqua che scorrevano rapidamente a riempire il…"

"Andiamo, sù,” Dissi, girando su un altro canale. Non poteva fregarmene di meno della Corea del Nord. Volevo vedere le grandi notizie.

"…vuoto tra i due lati è più grosso che mai. Il Segretario della Difesa protegge la segretezza, dichiarando che fosse per il nostro stesso bene. Il presidente nega…"

Già andava meglio, ma non c’eravamo ancora. “Senti, so che odi quando giro continuamente canali, Helen,” dissi, “Ma santo Dio, tutto il mondo è appena cambiato! Non sei emozionata?” non riuscivo proprio a capire come non potesse esserne felice. Ho paura che non capirò mai le donne.

Provai a girare su un altro canale, mentre scacciavo una mosca dalla faccia.

"…chiunque sia a conoscenza di questi eventi è stato chiesto di farsi avanti. Fonti del Parlamento hanno confermato che parte dei fondi ottenuti dalla Coalizione Globale dell'Occulto fossero soldi della corona…"

Scossi la testa. Non ancora ciò che volevo. L’espressione di Helen esternava dissenso. “Scusa,” dissi. “Ma non capisci quanto valga per me. Tu sei normale. Io non mi sono mai adattato. Mai sentito come parte di qualcosa. È facile per te, ma io non ho mai trovato il mio posto.” Cambiai canale.

"…soldi come nessuno, Robert. I nostri clienti hanno gusti raffinati, e facciamo del nostro meglio per soddisfarli. Non credo proprio che ci troverai colpevoli di aver fatto qualcosa di illegale. Non direi che…"

Posi la mia mano su quella di Helen. “Oggi tutto è cambiato. Ci sono altri come me. Te lo immagini? Non sono solo. Non davvero.” Scossi la testa improvvisamente. “Oh, no, no, non intendevo in quel senso. Certo che sono grato del nostro incontro. Ma ci conosciamo solo da qualche giorno, e ho sempre voluto trovare qualcuno come me. Immagina, tipo, okay, come se tu fossi la sola nel mondo a poter vedere. Nessun altro sa anche solo cosa sia il blu, o addirittura cosa esso abbia a che fare con il cielo. Riesci a pensare quanto potresti sentirti sola?”

"…per un processo della corte internazionale. Fin ora, la Fondazione SCP ha negato qualsiasi consenso ad un…"

“Senti, ci daremo da fare in un attimo. Lasciami trovare almeno un pezzo interessante. Qualcuno ne parlerà, vedrai” dissi ad Helen. Cambiai canale ancora, e sta volta venni premiato da una giovane donna che veniva intervistata in uno studio. “Ecco, guarda!”

"…esame, perchè alcuni dottori erano un po’ inquietanti. Ma non è stato male per il resto. Solo che c’era troppa solitudine,” disse.
Era bionda, e sembrava appena nella ventina. Viso carino, ma non quanto Helen.

"E tutto per il tuo… Talento?” chiese l’intervistatore.

Uomo rozzo. Con occhiali. Non li posso vedere quelli con gli occhiali. Mi fanno stare in ansia.

"Esatto,” disse lei. “Hanno detto che poteva essere pericoloso.”

"Possiamo vedere una dimostrazione?” chiese l’intervistatore.

Lei annuì, e le diedero una foto. Mostrava un altro uomo, pelle scura, bella giacca. Appena la prese, la foto iniziò a muoversi.

Il conduttore chiamò il backstage, e l’uomo di colore entrò. I suoi movimenti corrispondevano a quelli nella foto. Quando la ragazza toccò l’immagine, l’uomo saltò, dicendo che poteva sentire il suo tocco. Un primo piano mostrò la pelle dell’uomo, facendo vedere il punto in cui la donna mise il dito. La telecamera si avvicinò per far vedere a tutti dove poggiava il dito nella foto.

"Sei sempre stata in grado di farlo?” chiese l’intervistatore.

“Almeno da quando sono piccola,” disse lei.

Spensi il televisore. Avevo visto abbastanza. “Oh, Helen,” dissi, con delle lacrime che iniziavano a formarsi sulle code degli occhi. “È così meraviglioso. Non sono più un tizio strambo. Sono parte di qualcosa, per una volta nella mia miserabile vita, appartengo a qualcosa.” Raggiunsi la sua guancia e la strizzai amorevolmente. Era pallida, ma c’era ancora un po’ del rosato che aveva il giorno prima.

Scacciai le mosche dalla sua pelle. Avevamo parlato abbastanza, ed era il momento di darsi da fare. Se una persona sta troppo tempo morta, inizia a puzzare, e le persone proprio non capiscono. Strappai carne e pelle dal suo braccio tirando l’ulna, e iniziai a masticare, i muscoli attorno alla mascella che crescevano e si gonfiavano per farmi rompere l’osso. Una volta finito, era il momento di guardare oltre per una volta.
Il mondo era nuovo, e per una volta, sentivo di aver trovato il mio posto.

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