Panspermia
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I pugni martellanti del vuoto si erano mossi senza increspature nella loro scia.

Il suo calore indugiò sul ponte ancora per qualche giorno… e se ne andò.

Il crudele gelo del vuoto si avventò su di noi, lasciandoci a malapena il tempo di prepararci. Tuttavia fummo in grado di resistere, temporaneamente.

Ma ciò non sarebbe bastato.

-35°

Trovo divertente quanto fossimo ingenui, nonostante tutte le prove del contrario avevamo sempre dato per scontato che saremmo riusciti semplicemente…ad aggiustare tutto, alla fine. Ovviamente non c’era speranza, ed eventualmente lo capimmo.

Era al di fuori del nostro controllo.

-70°

Gli altri iniziarono a spostarsi sotto coperta. Nascondendosi dal vuoto e il suo gelido respiro. E con riluttanza, decisi di nascondermi con loro. Per quanto mi piaccia negarlo, anche io temo l’incontenibile vuoto sopra di noi.

Come se un buco per terra potesse in qualche modo salvarci, alla fine.

-105°

La barca genera il suo calore personale qui sotto, ma non basta. Non per me, non per noi. Semplicemente… non è come lui.

Cosa non farei per sentire nuovamente il suo calore… questo posto non è che un surrogato. È un falso, una patetica imitazione.

-140°

Non possiamo virare, non senza un timone. Non ci venne mai dato il tempo di costruirne uno.

Sono stanco di questo cazzo di buco…

-175°

Incontrai questo ragazzo qui sotto, tizio taciturno, occhi profondi, stava molto da solo. Decisi di iniziare una conversazione, parlammo per un po’ e dopo avergli spiegato il mio punto di vista gli chiesi come si sentisse nei confronti di questo posto. Ammise di sentirsi, in maniera simile a me, assolutamente patetico, intrappolato nell’ultima tomba dell’umanità.

Quindi, dopo ulteriori discussioni, decidemmo che non ci saremmo sciupati in questo pozzo di disperazione con tutti gli altri. Con un po’ di determinazione, riuscimmo a convincere gli altri a lasciarci partire. Demmo i nostri addii e gli augurammo buona fortuna, come se ciò avesse potuto salvarli.

-210°

Ci infilammo le tute, uscimmo e iniziammo a camminare. Oltre tutta la nostra architettura derelitta e storia abbandonata, fino a raggiungere la prua della barca. Mi sedetti e guardai avanti, all’orizzonte che divideva la notte eterna dalla nostra misera roccia…

E vidi terra. Dritta nella direzione verso cui stavamo fluttuando… molto lontana. Troppo lontana per raggiungerla nell’arco di una qualunque vita.

E ciò sarebbe bastato.

-245°

Per la prima volta da quando eravamo usciti quel buco, mi parlò.

Vuoi sapere una cosa divertente?

Mi disse, con un sorriso nascosto.

Certo, perchè no?

Prima di tutto questo, buona parte dei nostri siti avevano appena finito di rimpiazzare l’energia nucleare con quella che ci era stata presentata come energia rinnovabile 'Più pulita e più sicura!' ..

Cazzo, sul serio? Mi chiedo chi abbia approvato quella stronzata, poveraccio.

"Heh… già…"

Si sedette vicino a me e guardò verso l’orizzonte.

Mi chiedo cosa verrà dopo di noi…

-273°.



































































































-273°

-160°

-80°

-40°

-20°

-10°


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