Orientamento alla SPeV-II
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Signore e signori, benvenuti!
Io sono Mauro Venelli, e sarò colui che vi introdurrà alla nostra SPeV.
È inutile che vi presentiate, io so già chi siete, cosa fate nel tempo libero, come si chiamano i vostri parenti stretti, ed altre informazioni abbastanza compromettenti.
Siete stupiti? Beh che dire, è quello che farete qui con noi.
Intanto vi invito a prestare molta attenzione, perché siete osservati da tutti i lati, ma non sono sicuro che ve ne siate accorti.

Dunque, iniziamo col dire che io sono il capo del dipartimento, ma sono stato anche un prete, un macellaio, un professore, un buon amico, un assassino e un salvatore; ho lavorato molto per arrivare a far parte della Fondazione, e vi posso assicurare che non è stato semplice.

Una mano si alza tra il pubblico.

Uh, abbiamo una domanda, mi dica agente Ricchetti.

La giovane donna si alza in piedi, visibilmente turbata dall'essere chiamata per cognome.

— Mi scusi agente Venelli, ma è proprio necessario sapere tutte queste informazioni su di noi e sui ricercatori?

Venelli la guarda; un malevolo sorriso è stampato sulla sua faccia, come se stesse mascherando una grande collera.

Mia cara ragazza, tu non hai visto quello che ho visto io; ti posso assicurare che io devo conoscere tutto su di voi, voi piccole testine geniali avete le potenzialità di ucciderci tutti se uno di quei gentiluomini del CFO vi rapisce.

Un assordante silenzio riempie la sala.

Dato che la cara signorina Ricchetti ha voluto portare avanti il tema della privacy, vi racconterò una storia.
Negli anni '90, al sito Vesta, lavorava un dottore molto competente ed importante; il suo cognome era Savignano, aveva una moglie ed una figlia che, ai tempi, aveva quattordici anni.

Dunque una bella domenica, come ogni singola domenica, Savignano se ne va con la famiglia a prendere il pane dal loro panettiere di fiducia. Proprio quel giorno, scompaiono nel nulla. Nessuno li ha più visti, e allora partono le ricerche per capire dove siano finiti.
La figlia è stata ritrovata morta sul ciglio di una strada di campagna; l’autopsia ha rivelato che è stata stuprata, torturata ed infine sgozzata.

Bella storia eh? Non abbiamo neanche cominciato
I genitori della povera bambina sono stati trovati alcuni giorni dopo, entrambi seppelliti vicino ad un fiumiciattolo; i loro corpi erano laceri, maltrattati e, in poche parole, distrutti.
Mh? Avete voglia di commentare su questi fatti? Sono stato troppo crudo sulla descrizione della bambina? Bene, perché non ho ancora finito.
Lo stesso giorno del ritrovamento del dottore e della consorte, una camionetta della Fondazione che portava dati sensibili è stata attaccata da qualche pazzoide del CFO; e sapete perché? Sapete cosa c’entra tutto questo con il dottor Savignano? Ebbene il conducente di quella camionetta era il fratello del dottore, probabilmente i due si sono parlati e hanno scambiato informazioni sensibili l’uno con altro.

Quindi, ora passiamo al nostro motto, alla nostra parola sacra, colei che ha determinato la sorte della Fondazione e dei suoi membri: PREVENZIONE!.

Se la SPeV-II fosse esistita ai tempi, il dottor Savignano sarebbe ancora vivo, sua figlia sarebbe diventata una brillante ricercatrice, sua moglie una madre felice e gli uomini di quel convoglio non sarebbero diventati purè di carne morta.

Ebbene ricordate, noi siamo degli angeli custodi, noi proteggiamo gli uomini di nostro interesse dall’anomalia più pericolosa che esista, la crudeltà umana. Il nostro lavoro finisce nel dimenticatoio, nessuno sa quello che facciamo qui, nessuno sa come lo facciamo, ma soprattutto loro non possono nemmeno immaginare le crudeltà che compiamo per farlo.

Quindi, signorina Ricchetti, ecco la risposta alla sua domanda, prevenzione; tutto chiaro? O ci sono altri dubbi?

Un'altra mano si alza dal pubblico

Mi dica, agente Rocca.

— Sì ehm, volevo chiedere se il Comitato Etico è a conoscenza delle sue pratiche… e se lo è il perché non è ancora intervenuto.

Come prima, il silenzio cala nella sala; Venelli pare fare un sospiro profondo

Certo che lo è, secondo lei chi è che mette in giro tutte quelle battute sulla sezione Etico-Morale? Mhh?
va bene come risposta?

— Ad essere sinceri? No, il Comitato dovrebbe assicurare la sicurezza anche de-

IL COMITATO ETICO!…

Urla il vecchio direttore Venelli, come se quella collera celata fino ad ora sia uscita allo scoperto. Accortosi di questo, Venelli si schiarisce la gola e riprende a parlare.

La SRE-M, caro agente Rocca, non fa mai nulla, io sono qui ad assicurarmi che tutto vada per il meglio, che voi possiate vivere una vita tranquilla senza che nessun fascista, nessuna anomalia, nessuno, e sottolineo, nessuno possa farvi del male; la Etico Morale fa il suo lavoro, io faccio il mio.
Può andare bene come risposta agente Rocca?

Rocca non risponde

Perfetto.

Ora, bando alle ciance, preparatevi signori, avete una settimana per decidere.
Se volete rinunciare, non presentatevi all’incontro della prossima settimana. Sappiate che, se volete essere parte di questa squadra, le vostre attuali identità saranno vuote; i vostri parenti, amici e conoscenti sapranno solo che state lavorando ad un progetto in un paese lontano; non li rivedrete più e cambierete “maschera” per sempre. Quando il vostro contratto finirà, avrete una nuova identità e non rivedrete mai più i vostri colleghi.

Pensate che sia esagerato? No signori, voi siete i guardiani dei polmoni di questa organizzazione, al pari degli agenti della SIR-II.
Comunque, potete ritirare i vostri beni personali all’ingresso; sì, dovrete imparare pure a borseggiare se vorrete essere membri di questa squadra.




Una settimana dopo, arriva un messaggio a tutti gli agenti della SPEV-II.

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