Obsidio
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Il vescovo Cisalli era seduto nel retro del furgone dell'oratorio. Assieme a lui c'erano 6 soldati armati di tutto punto e un agente della Fondazione SCP.

Questo li guardava con sospetto, con dubbio. La gente come lui non avrebbe mai capito.

L'inviato della Fondazione parlò. "Siamo arrivati. I membri del culto si trovano in un capannone un chilometro più a Nord. Io vi ho portato qui, come da accordi, ora sono tutti vostri."

"Grazie dell'aiuto, agente. Spero che le nostre informazioni si rivelino altrettanto utili alla vostra organizzazione." Il vescovo si rivolse poi ai cavalieri della Confraternita presenti. "È tutto pronto?"

"Sì, Eccellenza."

"Perfetto, allora incamminiamoci."

L'agente della Fondazione sbarrò gli occhi. "Ma lei ha intenzione di entrare in una zona ostile così? Con una pistola, una spada e senza giubbotto antiproiettile?"

"La mia fede è una protezione più che sufficiente." No, la gente come lui non avrebbe mai capito. "Le conviene mettersi comodo, agente, potrebbe volerci un po'."

Il vescovo scese allora dal furgone seguito dai sei cavalieri. Aveva sempre trovato buffo che si facesso chiamare cavalieri nonostante buona parte di loro non sapesse nemmeno andare a cavallo, però si sa: le tradizioni sono importanti. Certo, ognuno di loro portava una spada, ma raramente l'avrebbero sguainata, affidandosì più ai fucili benedetti e alle loro protezioni cosparse d'incenso. Molti di loro, specialmente i più anziani, avevano trascritto dei passi della Bibbia sulle loro uniformi. Alcuni vedevano di cattivo occhio questa usanza, ma al vescovo piaceva, li distingueva e ricordava loro che agli occhi di Dio ogni fedele è importante. I suoi pensieri si interruppero quando vide il capannone.

Una rabbia primordiale iniziò a scorrergli nelle vene. Satanisti. Satanisti anomali, per giunta. La Fondazione ne aveva catturato uno e dopo averlo… motivato a dovere, aveva scoperto che stavano tentando di evocare un'entità demoniaca. Illusi. Folli. Da quel che avevano capito, il culto non aveva tutte le nozioni necessarie per portare a termine il rituale e la Confraternita non gli avrebbe certamente lasciato il tempo di scoprire come fare.

"Eccellenza, pare che non ci sia nessuno al di fuori dell'edificio, ma ci sono molti punti adatti a tenere d'occhio l'esterno senza farsi notare."

Cisalli si girò per dire al soldato che il Signore li avrebbe aiutati a trovare i propri nemici, ma prima che potesse parlare ci fu un boato e un proiettile passò dove la sua testa si trovava pochi istanti prima.

Tutti si girarono di scatto e i cavalieri spararono verso la finestra da cui era partito il colpo quasi mortale. Il vescovo guardò il crocifisso che portava al collo e ringraziò la Provvidenza, per avergli permesso di combattere nel nome di Dio per un altro giorno ancora.
Poi si alzò in piedi, sguainò la spada e puntandola verso il capannone urlò a squarcia gola:

"Cavalieri! Avanti, nel nome del Signore!"

Ogni possibilità di una risoluzione pacifica era andata in frantumi. Il vescovo sorrise.

I cavalieri iniziarono ad avanzare nella direzione dell'edificio bersaglio. I satanisti continuavano a spuntare dalle finestre e a sparare. Pensavano che il loro fanatismo avrebbe battuto l'addestramento dei cavalieri. Si sbagliavano a pensare di essere gli unici fanatici a combattere quella battaglia.

Davanti a tutti il vescovo. Camminava impettito, senza rallentare, senza esitare. Il Signore l'avrebbe protetto. Un uomo armato di fucile uscì dalla porta del capannone. Non si aspettava che il vescovo fosse già così vicino alla struttura. Le sue aspettative erano più che sensate in fondo. Nessun uomo comune avrebbe osato avanzare così incautamente con tutto il fuoco proveniente dall'edificio. Ma il vescovo non era un uomo qualunque, era un uomo di fede. E come tale sollevò la propria pistola e sparò un colpo in testa all'uomo armato di fucile.
Cisalli si appoggiò al muro del capannone e mormorò: "Dammi la forza, perchè io possa punire questi infedeli." Per poi entrare di scatto all'interno del complesso.

Il vescovo si ritrovò all'interno di una stanza di piccole dimensioni assieme a tre uomini, anche loro molto stupiti di vederlo. Senza esitare, si avventò sul primo colpendogli un braccio con la spada, facendogli perdere la presa sull'arma. Nel mentre sparò al secondo. In un unico movimento il vescovo si mosse a lato del primo uomo oscurando la propria figura agli occhi del terzo. Senza fermarsi si spostò poi oltre il suo scudo umano per sparare all'ultimo uomo. Dopo che anche quello cadde a terra con un foro nel cranio il vescovo si girò nuovamente verso il primo uomo, che si stava abbassando a raccogliere il proprio fucile, e gli piantò la punta della spada nella schiena.

Cisalli prese un respiro profondo, estrasse la sua lama dal cadavere e la pulì un poco sui vestiti che si stavano impregnando di sangue. In quel momento i soldati entrarono dalla porta dell'edificio. "Eccellenza, abbiamo eliminato 11 ostili. Balli è stato colpito da un proiettile, tuttavia non dovrebbe essere nulla di grave se riusciamo a riportarlo alla base entro qualche ora."

"Pregheremo per lui. Ora abbiamo un dovere da compiere. Dividetevi, trovate ogni infedele. Se si arrendono, immobilizzateli e preparateli per il trasporto. Potranno riflettere sui loro peccati mentre marciranno in una cella."

Come ordinatogli, i soldati si addentrarono nell'edificio, seguiti da Cisalli.

Dopo qualche minuto e qualche cadavere in più, raggiunsero la stanza in cui si stava portando a compimento il rituale. Sei persone erano accovacciate in cerchio, nude, attorno a quello che sembrava essere un intestino srotolato e usato per disegnare dei simboli blasfemi. Dall'altro lato della stanza, un uomo stava cantando in una lingua arcana, in piedi dietro un seggio. L'irruzione dei messaggeri di Dio creò scompiglio e i membri del cerchio iniziarono a scagliarsi contro il vescovo e i suoi sottoposti. L'uomo del seggio, che Cisalli riconobbe essere il capo della setta, fuggì da una porta laterale, ma l'ira del Signore, sotto forma di un vescovo armato di spada e pistola, non lo avrebbe lasciato scappare.

Cisalli seguì il leader attraverso svariate stanze prima di arrivare in quello che sembrava un deposito attrezzi. Non appena fu all'interno da sinistrà calò un fendente che il vescovo scansò a malapena. Una volta giratosi nella direzione dell'attacco vide il suo bersaglio, con in mano una specie di mannaia.
Cisalli sorrise e rinfoderò la sua pistola. Poi, con un gesto teatrale, puntò la lama della sua spada nella direzione del leader della setta. Un raggio di sole fece risplendere le scritte in latino incise sul metallo e il vescovo disse: "Combatti per la tua vita o muori come un codardo."

Per tutta risposta il leader della setta lo caricò con la mannaia, ma il vescovo parò il colpo con la spada. L'uomo che si trovava di fronte era possente, più giovane e forte di Cisalli, ma mancava di abilità ed esperienza. Gli attacchi continuarono e Cisalli li parò uno ad uno, fino a che ad un certo punto non si mosse con rapidità verso destra, riuscendo a colpire il suo avversario di striscio sul fianco. Questo grugnì di dolore e si preparò ad attaccare nuovamente. I suoi movimenti furono più lenti e il vescovo deviò con facilità il colpo per poi eseguire una mezza piroetta e colpire i tendini sopra il tallone destro dell'uomo. Cadendo a terra, questi perse la presa sulla propria arma.

Con sorpresa di Cisalli, il leader della setta riuscì a mettersi in ginocchio e lo guardò negli occhi. "Hai vinto. Non posso batterti… Ti supplico di non uccidermi."

"E come mai non dovrei farlo?"

"Perchè il tuo dio predica la misericordia e la pietà, non è così?"

"Sì, è così." Disse il vescovo prima di caricare un fendente e colpire l'uomo alla gola.

Lo guardò disgustato mentre questi si dibatteva per terra e il suo apparato respiratorio emetteva dei gorgoglii indistinti. Poi il rumore cessò.

Cisallì ritorno sui propri passi, fino ad incontrare uno dei suoi cavalieri. "Sua Eccellenza, tutti gli ostili sono stati eliminati, nessuno ha provato ad arrendersi."

"Un vero peccato. Ci sono stati ulteriori feriti?"

"No, signore."

"Bene, allora non ci resta che purificare questa terra corrotta dei peccati dell'uomo. Bruciate tutto."


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