MAN-117
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Il Favore del Pubblico

DENOMINAZIONE D'UFFICIO: MAN-117

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MAN-117



Autore: Christian Zell e/o allievi

Data: 1710-1720 ca.

Luogo: Amburgo, Germania

Dimensioni: 2,45 m × 0.8 m × 0.93 m

Tecnica: Diverse varietà di legni intagliati e incisi, dipinti su cartone con pittura ad olio e tempera, tastiere in avorio elefantino e carapace di tartaruga, cordatura in budello.

Luogo di esibizione: Palazzo Medici Riccardi, Archivio della Musica, fondo Lorena1.

Descrizione: Lo strumento è un clavicembalo a due manuali in stile barocco alto-tedesco. Le fasce laterali sono decorate con motivi orientali cinesi2, in voga durante il Settecento. Il coperchio è suddiviso in tre pezzi distinti, rappresentanti ognuno un episodio delle Metamorfosi di Ovidio. La tavola frontale e le fasce dorsali attigue alla tastiera hanno rappresentati alcuni motivi geometrici. Le gambe, oltre a presentare decorazioni arboree simili a pigne, sono state unite tra loro mediante un congiungimento in ebano. La tastiera inferiore è realizzata in avorio, quella superiore in guscio di tartaruga.

Eccezionalità: Chiunque tenti di suonare l'opera si vedrà costretto a rimanere presso di essa, fintanto che non avrà suonato una composizione qualsiasi. Ogni tentativo di rimuovere chi vi entrerà in contatto sarà vano, e se qualcuno tenta di sostituirlo non avrà successo. Una volta iniziato un brano, le figure dipinte sia sulle fasce che sul coperchio prenderanno vita, iniziando a muoversi o danzare seguendo il tempo e l'andamento della musica. Arrivati a fine del brano, se le figure avranno gradito l'esibizione, batteranno le mani in segno di approvazione, liberando il musicista; se invece non dovessero battere le mani, il musicista si vedrà costretto a ricominciare per ottenere il loro favore.

Conservazione: L'opera è attualmente in esposizione. Ai membri non è permesso toccarla senza l'autorizzazione di un Tutore; va inoltre monitorata da almeno una guardia. Una telecamera è puntata sui dipinti per monitorare possibili movimenti delle figure.

Nel 1978 si sono rese necessarie alcune operazioni per il restauro delle decorazioni. Tuttavia, nel momento in cui si sono smontati i pezzi, si sono viste le figure animarsi e scomparire nello sfondo. Questo ha reso le operazioni di restauro più complicate, richiedendo ai restauratori di riapplicare i pezzi al loro posto; così facendo, le figure sono tornate in posizione originale, e si è potuto procedere al restauro. Le tastiere sono state restaurate nel 2001, dopo una serie di tentativi da parte dell'Accademia di capire meglio cosa generasse gli effetti anomali. Non appena il Restauratore coinvolto ha tentato di rimuovere i blocchi è stato costretto a suonare. Dopo un lungo intervento in cui si è riusciti a slegare la cordatura, il Restauratore è stato liberato. Prima che venisse riapplicata alla cassa armonica, si sono effettuate alcune analisi sulla cordatura: pur essendo di origine animale, non si è riusciti ad identificarne la provenienza. Non è mai stata cambiata durante la sua permanenza nella Medicea Accademia, e tuttavia non presenta segni di logoramento.

Giudizio critico: Essa è, a mio parere, uno degli esemplari meglio usciti dalle botteghe musicali amburghesi: pur mantenendo uno stile che di lì a pochi anni sarebbe stato sostituito da forme più classicheggianti, rappresenta l'apice dello stile barocco tedesco. I dettagli dell'opera di sicuro sono il suo principale punto di forza: soprattutto le figure della Metamorfosi, esse sono rimarchevoli di grande maestria e precisione artistica. Le decorazioni in stile cinese sono poi particolarmente armoniose, e alleggeriscono nel complesso la pesantezza della struttura barocca dello strumento.

Responsabile d'Archivio, Olivia Fasolis


Provenienza:

1710-1720: L'opera è realizzata nella bottega di Christian Zell ad Amburgo, Germania.

1721: L'opera, acquistata dal Duca di Lorena Leopoldo Il Buono, giunge a Nancy, Francia; l'opera viene poi inviata a Vienna assieme al figlio Francesco come dono per il fidanzamento di questi con Maria Teresa d'Asburgo.

1737: Il nuovo duca, Francesco III, rinuncia al Ducato di Lorena per il Granducato di Toscana; l'opera è trasportata a Firenze.

1740: Dopo l'elezione al soglio imperiale, Francesco III dona l'opera all'Accademia.

9 Febbraio 1978: Primi restauri sulle decorazioni dell'opera, ritorna in esposizione dopo due settimane.

19 Novembre 2001: Restauro della tastiera, incidente durante le operazioni, si è riusciti a dirimere la questione in qualche ora.

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