Maggie Sulla Scogliera
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"Non ci crederesti mai."

Margherita era fissa in cima alla scogliera. Nemmeno un'allerta temporale avrebbe potuto smuoverla.

"A che cosa?"

Da un lato il castello di colore della sabbia fra le colline lasciate a maggese; dall'altro, decine di metri sotto di lei, un mare blu perla che sembrava steso come una tovaglia sul tavolo, tanto era calmo.

"Da bambina, i miei nonni paterni rimpiangevano sempre di aver lasciato il Veneto per venire qui."

Il sole, giallo come le uova che si usano per fare la pasta, sarebbe rimasto a farle compagnia ancora per un po' prima di spegnersi tra il Monte Titano e le colline più lontane; tuttavia, la foschia permetteva ad esso di colorare di quel giallo una parte del cielo e quindi del mare.

"Stai scherzando, spero! Dico, guarda dove siamo, solo a una decina di minuti da casa tua."

Margherita guardava il mare. Sentiva gli ultimi soffi di vento prima che venissero portati via dal crepuscolo e nella sua testa lottava con un pensiero che le diceva di sciogliere la sua coda di cavallo, per farla sventolare un po'.

"Te lo giuro… Per qualche motivo gli piaceva di più quella laguna fangosa che puzzava di decomposizione. Che è strano, perché tutti i nonni vorrebbero passare la pensione in un posto tranquillo… Perché loro no?"

Alcuni lo chiamavano il 'Tetto del Mondo'. Uno, forse il più scenografico, dei tanti picchi del promontorio del San Bartolo. Certo, non che fosse particolarmente alto, ma offriva una vista stupenda a trecentosessanta gradi ed era percorso da un sentiero che costeggiava l'orlo delle alte scogliere, il quale tendeva ad illuminarsi quasi di luce propria dal tardo pomeriggio fino alle ultime luci del Sole. Ogni raffica di vento che la superava raggiungeva il fitto boschetto di ginestre dall'altra parte del prato e lo faceva suonare con un piacevole fruscio.

"Immagino, uh, che fossero attaccati alla loro vecchia casa. Per quanto possa essere brutta e cadente, la casa in cui si è cresciuti vale come l'oro per ognuno di noi."

Margherita voltò lo sguardo alla sua destra, verso Est. Il paese di Casteldimezzo, dov'era nata e cresciuta, con i suoi edifici di mattoni evocava sempre ricordi della sua spensierata infanzia. Quando aveva dovuto lasciarlo per l'università era stata senza mangiare per un paio di giorni, tanto il suo stomaco si era chiuso per lo sconforto.

"Hai ragione. Questa è casa mia."

Lo stomaco di Margherita si era di nuovo sbarrato, con una tale forza da costringere la sua bocca in una smorfia di malinconia. Girò di nuovo il viso, questa volta dalla parte opposta. Il mare da lassù pareva davvero un gargantuesco specchio, mentre la città di Cattolica passava dai servizi turistici diurni a quelli notturni con la calma ascetica di chi adempie agli stessi compiti da decine di anni.

"Però, qui hai tutto il tempo per fare quello che ti piace!"

"Già, passavo il tempo a correre tra le colline e scattare foto in giro. Non c'era molta gente con cui fare amicizia, ma andava bene così."

Margherita tirò un lungo respiro, come per assaporare il più possibile l'aria del mare che stava scrutando. Era la prima volta che tornava da quando aveva accettato il suo nuovo lavoro e la mattina dopo sarebbe ripartita alla volta del Sito Plutone. Si era portata dietro anche Bernie, il suo nuovo collega, per fargli vedere un po' l'Adriatico.

Lui soffriva molto il freddo, quindi era già tornato in paese e la aveva lasciata a ponderare sulla collina a strapiombo sulla spiaggia; quella che faceva eco nella sua mente dall'inizio era la conversazione che avevano avuto poco prima. Margherita si guardò attorno per l'ultima volta prima di alzarsi e andare verso casa, dove sua madre e lui erano sicuramente già a conversare davanti ai fornelli. Cercò di stampare nei suoi ricordi tutti i colori che la circondavano; si sforzò di registrare i suoni, gli odori, i brividi di freddo che il vento le disegnava sulla schiena e i suoi capelli che le accarezzavano il viso. A quel punto, si sentì prima pizzicare il naso e poi gli occhi lucidi. Una lacrima riuscì anche a rompere la barriera delle palpebre e scese lungo la sua guancia.

Meno male che Bernardo non c'era. "Ma che fai, piangi?" avrebbe fatto, poi la avrebbe presa in giro per tutto il viaggio. Quelle di Margherita, però, non erano lacrime tristi.

Era il dipinto del paesaggio attorno a lei che era rimasto aggrappato stretto al suo cuore.

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