Lore della Branca Italiana

Lore della Fondazione Inglese | Lore della Branca Italiana

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~ BRANCA ITALIANA ~
Stringiamci a Coorte,
siam Pronti alla morte.



La storia della Branca Italiana della Fondazione SCP è molto complessa ed è pesantemente influenzata dalla presenza di altre organizzazioni simili.

Uno di essi venne fondato dall'Imperatore romano Tito in seguito alla devastante eruzione del Vesuvio (79 d.C.): l'evento sconvolse la popolazione e rivelò la necessità di capire meglio il mondo circostante. Il monarca radunò un circolo formato dai migliori intellettuali dell'epoca, con il compito di accumulare più conoscenza ed esperienza possibili. Nonostante non si trattasse di una vera e propria organizzazione, il circolo divenne un importante centro di ricerca su quelle che ora sono note come anomalie e redasse una vasta raccolta di scritti sulle loro scoperte; la maggior parte è andata perduta nel corso dei secoli, ma alcuni documenti sono arrivati fino ai giorni nostri.

Quando la religione cristiana divenne religione di Stato nel 383 d.C., il circolo fu costretto alla clandestinità a causa delle sue forti componenti politeiste e pagane. Ciò ebbe come conseguenza un rafforzamento dell'identità del gruppo, che prese il nome di Ordo Iani (Ordine di Giano) e che assunse l'immagine del dio Giano Bifronte1 come proprio simbolo. L'Ordine è riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri e collabora attivamente con la Fondazione.

In epoca medievale, con l'aiuto dell'Ordo Iani, il sovrano Federico II costruì il primo sito di contenimento della storia, la fortezza di Castel del Monte. La simbologia esoterica, iscritta sia nell'architettura che nei dettagli del maniero, servì a contenere diverse anomalie extradimensionali. Tale sito non ha mai perso la sua funzione, perché diverse anomalie in esso contenute sono state sigillate lì dentro per sempre, e non possono essere trasferite altrove, né contenute nuovamente; questo fintantoché Castel del Monte rimarrà intatto. Per questo motivo la Fondazione ha acquisito nel 1985 tale costruzione, facendola diventare l'attuale Sito Deus.

Anche la Chiesa, una volta acquisiti abbastanza potere e risorse, creò un ordine dedito allo studio delle anomalie, la Confraternita dei Cavalieri di San Giorgio. Il loro lavoro fu basato su una visione a carattere prettamente religioso, con una divisione delle anomalie in "Angeliche" e "Demoniache"; le prime venivano conservate in abbazie e luoghi di culto e venerate come reliquie, mentre le seconde venivano frequentemente distrutte. I Cavalieri parteciparono alle Crociate e alle persecuzioni degli eretici, ampliando notevolmente la propria sfera di influenza e le loro conoscenze. Il grande numero di anomalie che essi portarono in Italia attirò l'interesse delle grandi monarchie europee che, nel corso dei secoli, invasero la penisola o tentarono di ingraziarsi il Papa. Un caso unico fu re Filippo IV di Francia, che spostò la sede papale da Roma ad Avignone e che si appropriò di un numero consistente di artefatti.

I Cavalieri di San Giorgio raggiunsero l'apice del proprio potere dopo la scoperta delle Americhe, che permise loro di appropriarsi delle anomalie del Nuovo Mondo; la Riforma protestante, all'inizio del Cinquecento, pose un limite alla loro influenza nel nord Europa e i Cavalieri si avviarono verso il declino, accelerato dalla secolarizzazione del '600 e del '700.

Dopo l'Unità d'Italia e la presa di Roma, il nuovo governo dovette affrontare in prima persona le anomalie presenti sul territorio, dato che la Chiesa non voleva collaborare con esso in alcun modo, e istituì un corpo segreto, Regio Istitvto delle Italiche Anomaliæ (RIDIA), per occuparsene. Esso si impossessò di larga parte dei documenti e delle anomalie non custoditi nei luoghi di culto, ponendoli sotto il controllo italiano. La Fondazione venne in contatto con questa organizzazione agli inizi del '900 e avviò delle trattative per un'alleanza, che prevedeva il finanziamento delle operazioni italiane in cambio di informazioni su tutte le entità individuate.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, entrambi i gruppi sembravano tendere verso una fusione, ma l'ascesa del partito fascista in Italia arrestò questo processo. Mussolini aveva realizzato l'immenso potenziale che le anomalie avrebbero potuto avere per supportare la sua politica nazionalista e imperialista e non tollerava la presenza della Fondazione sul territorio italiano. Pertanto, l'Istituto venne rivisitato in chiave fascista, con l'eliminazione o l'esilio dei dissidenti, e venne posto sotto il comando diretto del Duce in persona. Inoltre, con la firma dei Patti Lateranensi, riuscì ad avere accesso ad una parte delle anomalie ancora custodite dai Cavalieri di San Giorgio.

L'Istituto partecipò segretamente alla guerra in Etiopia, dove testò sul campo di battaglia alcuni artefatti, utilizzati poi durante la Seconda Guerra Mondiale. La Fondazione si oppose fermamente all'Istituto con azioni di sabotaggio e di spionaggio. Ripristinò inoltre i contatti con gli agenti non fedeli al governo e li sostenne quando, dopo l'armistizio del '43, combatterono contro i sostenitori del fascismo. Dopo la nascita della Repubblica, la Fondazione assorbì ciò che restava del RIDIA, portando alla nascita della branca italiana; buona parte dei membri ancora legati all'ideologia fascista vennero sottoposti ad un trattamento con amnestici e allontanati dall'organizzazione. Nonostante ciò, una parte riuscì a scappare e fondò un gruppo noto come "Consiglio Fascista dell'Occulto".






Compilo e sottoscrivo questo documento pochi minuti prima di ricevere dose di amnestici ad effetto retroattivo pluriannuale, come da me medesimo richiesto, mentre in possesso delle mie facoltà mentali tutte, ed ivi protocollato nel documento IT/Vir/694728-C.

Tanto si doveva.
Il Direttore Uscente,
Dottore A██████ Z██████
Sito Virtus, lì 22/01/200█


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