Registro Personale dell'Agente A. A.
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Registro Personale di: Agente A█████ A██████, Squadra Speciale Mobile Omega-7 (“Vaso di Pandora”)


Data: 10/10/████

Avrei dovuto scegliere la pillola blu.

Quando il dottor ██████████ mi ha detto di avere un posto libero per un assistente ricercatore dottorale in un’associazione governativa segreta, credevo che parlasse della CIA, della Sicurezza Nazionale o di qualche agenzia del genere. Non mi sarei mai aspettato… be’, questo.

Lavorare alla Fondazione SCP è un incubo. Non vedo la mia famiglia da mesi. Dormo in fondo al corridoio a causa di un agente sul campo a cui spunta un ingranaggio gigante dal collo, da quando se l’è passata male con un’iniezione di nanomacchine. Mezz’ora fa, un tizio è entrato e mi ha detto di prendere uno spazzolone: qualcuno ha deciso di dare un pezzo di formaggio al cane a sette zampe, la puzza è orrenda. A volte mi chiedo se sono morto e all’inferno.

No, l’inferno sarebbe troppo sano di mente, in confronto a questa follia.

Se non altro, non devo avere a che fare in modo diretto con nessuna delle anomalie: il mio lavoro è tenere d’occhio il personale del sito e intervenire se qualcuno mostra segni di affaticamento o di disturbo da stress post-traumatico e, a dirla tutta, è un incarico a tempo pieno. Quando il proprio lavoro dalle nove di mattina alle cinque del pomeriggio è cercare di impedire a oggetti o creature che non dovrebbero esistere di evadere e uccidere tutti con qualche bizzarro potere manipola-mente, si tende a diventare un po’ nervosi. L’altro giorno, ho avuto un paziente che ha cercato di pugnalarsi il dorso della mano: aveva lavorato su un’anomalia che, a quanto pare, ti entra nel sangue e ti divora dall’interno. Il poveraccio dormiva meno di quattro ore ogni notte, ormai era talmente esaurito da avere le allucinazioni, pensava di essere stato infettato anche se dai controlli risultava pulito. Ho dovuto tramortirlo e farlo legare a un letto per tutta la notte, mentre finalmente si riposava. Poi si è ripreso ed è tornato al suo lavoro come se niente fosse. Roba da matti.

Ma è pur sempre meglio di quello che deve fare ████████████████████. Sta cercando di definire il profilo psichiatrico di un bastardo sovrumano che, da quel che ho capito, è impossibile da uccidere e può creare spade dal nulla. Sì, come per magia. Sul serio, che succede in questo posto? È come una sorta di storia folle sognata da un pazzo delirante. Dio santo…

Adesso provo a farmi una dormita. Spero di riuscirci senza che quegli inquietanti occhi rotolanti arrivino e mi fissino tutta la notte.


Data: 11/10/████

Stamattina sono andato al lavoro e il dottor Franks mi ha detto che ████████████████████ è morto, quindi ora sono io il responsabile del suo progetto. Grandioso…

Ho passato la giornata leggendo il fascicolo di SCP-076. Mio Dio, è peggio di quanto pensassi: Abele non è solo un sociopatico omicida, ma ha anche tutti i poteri di qualche stramba fantasia adolescenziale. Come diamine si aspettano che faccia una valutazione psichiatrica a un tizio a cui non piace farsi analizzare e che può uccidere un elefante a mani nude?

Per questo lavoro ci vorrà un po’ di abilità. Ma ho un’idea.

Oggi ho visto SCP-529, Josie la Mezza Gatta. L’ho accarezzata e si è strusciata contro la mia gamba. Una gatta che strofina una metà posteriore che non c’è contro la mia pelle… la sensazione più strana di sempre.


Data: 12/10/████

La mia idea ha funzionato fin troppo bene.

Credevo di stabilire un’intesa con SCP-076 chiacchierando con lui col pretesto di un gioco, un mezzo per rompere il ghiaccio. Essendo lui una sorta di guerriero, pensavo che un gioco da tavolo gli sarebbe piaciuto, perché ci vuole strategia. Ho scelto Stratego, perché gli scacchi non mi hanno mai fatto impazzire e non mi piacciono il go e la dama. Abele mi è sembrato piuttosto garbato, anche se mi ha guardato storto per tutto il tempo, mentre gli spiegavo le regole.

Ho cercato di rompere il ghiaccio e farlo parlare di sé fra un turno e l’altro. Non ha funzionato: era del tutto assorto nella partita, cercava di rovinare la mia strategia. Dopo un po’, mi sono lasciato trascinare anch’io. All’inizio pensavo di lasciarlo vincere, ma dopo nove turni mi sono accorto che stava ricorrendo a una tattica davvero semplice: aveva preso il suo Maresciallo e lo stava usando per sconfiggere tutto usando solo quello, seminando una distruzione immensa tra le mie fila. Sono riuscito ad attirarlo e a fargli attaccare la mia Bomba, il suo Maresciallo è esploso. Allora ha mandato i suoi Artificieri a catturare la mia Bandiera, ma non era lì: avevo usato le Bombe come esca per allontanarlo dalla mia fiancata sinistra, dove c’erano i miei Esploratori e Artificieri. La sua Bandiera non è stata molto difficile da trovare, allora il mio Esploratore l’ha raggiunta e l’ha conquistata per la vittoria, dietro una schiera di Artificieri che rimuovevano le sue Bombe. Abele è diventato taciturno, così ho pensato che stesse per infuriarsi, invece mi ha sorriso. Mi ha detto:

«Congratulazioni, sei dei nostri»

Poi mi ha stretto la mano (sono passate due ore e mi fanno ancora male le dita).

«Dei vostri? Cosa?»

«Ora sei nel Vaso di Pandora. Mi hai sconfitto in battaglia con astuzia e onore, adesso fai parte della mia élite dei prescelti»

Non era affatto quello che avevo in mente.

«Non avevo intenzione di unirmi alla SSM Omega-7: sono uno studioso, non un guerriero»

«Ora sei entrambe le cose»

Mi ha dato una pacca sulla spalla così forte da lasciarmi un livido e se n’è andato. Ho cercato di tirarmene fuori parlando col capo reparto, ma si è rifiutato di permetterlo:

«Hai un’occasione perfetta per tracciare il profilo psichiatrico di SCP-076, gli starai vicino giorno e notte. Quale opportunità migliore per un’osservazione a lungo termine?»

E così… domani mi registrerò per un addestramento di base con un manipolo di mostri e pazzi che vanno in giro con una macchina assassina indistruttibile e se la cavano nelle situazioni più pericolose che la Fondazione deve fronteggiare. Io, uno smanettone da scrivania con una laurea magistrale in psicoterapia. Immagino che potrei farmi trasferire, ma dato il comportamento di SCP-076 nei confronti delle persone che considera deboli, potrebbe essere un suicidio professionale. O un suicidio vero.

Sono praticamente già morto.


Data: 27/10/████

Non sono ancora morto.

Però, al mio primo giorno di addestramento, avrei preferito esserlo. Avrei dovuto capire che c’era qualcosa che non quadrava quando mi sono presentato e ho visto ██ ragazzi (e qualche ragazza) che stavano lì indossando solo pantaloncini e canottiere: nessuno sembrava avere un grammo di grasso sotto la pelle e un paio di loro avrebbe potuto pestare a sangue Arnold Schwarzenegger in una scazzottata senza regole. E poi c’ero io, con la mia pancia da birra, i miei occhiali dalla montatura metallica e un sorriso timido. Si sono voltati tutti a guardarmi come se fossi qualcosa di molto sgradevole lasciato sul pavimento da un cane.

SCP-076 ci ha fatti partire con una corsa di otto chilometri, correva accanto al gruppo… o meglio, passeggiava accanto al gruppo… e colpiva il più lento con un bastone di vimini per spronarlo a correre più veloce. Ho ancora i lividi. Quando abbiamo finito, ero sul punto di svenire su due piedi, ma SCP-076 ci ha fatto fare le flessioni, gli addominali e altri esercizi che, secondo me, furono inventati dall’inquisizione spagnola per torturare gli eretici più temprati.

Così sono andato a letto con più acido lattico che sangue, ma se pensavo che quello fosse dolore, non avevo ancora visto niente. Il giorno dopo, SCP-076 ha iniziato a insegnarmi quell’arte marziale israeliana, il Krav Maga, che secondo me in ebraico significa “uccidi il cazzo di goyim”, non mi importa cosa c’è scritto su Wikipedia. Il culmine dell’addestramento di quel giorno è stato darmela a gambe, quando B████ ha deciso di prendere una fottuta roccia e inseguirmi con quella. Ho la netta sensazione di essermi pisciato addosso.

Il giorno successivo è stato persino peggio.

Questa è la mia prima occasione per scrivere nel mio diario da un sacco di tempo: ero troppo esausto per fare qualunque cosa, a parte dormire appena ho del tempo libero. Ma SCP-076 mi ha detto di prendermi una pausa per il fine settimana. Ho dormito per trenta ore di fila e cazzo, se ne è valsa la pena.

Abele mi ha detto che domani ci sarà il mio esame finale. Non so come sarà. Non ho affatto voglia di scoprirlo.


Data: 28/10/████

Mi lavo di continuo, ma si ostina a non andare via.

SCP-076 mi aspettava da solo fuori dalla camera degli esperimenti. Ero un po’ stupito che non ci fosse nessun altro membro della SSM Omega-7.

«Devi superare l’ultima prova da solo» ha detto SCP-076.

Mi ha fatto entrare nella stanza e c’era un tizio legato a una sedia: a giudicare dall’uniforme, era un membro del personale di classe D. La stanza era pulitissima. Pavimento cerato, muri tirati a lucido, irrigatori sul soffitto e un grosso scarico al centro. C’era un vassoio di attrezzi chirurgici accanto a lui.

«Prendi una delle lame, una qualsiasi, e comincia a tagliare» mi ha ordinato SCP-076.

Ho cominciato a tagliare le corde e Abele mi ha dato uno schiaffo.

«No. Comincia a tagliare!»

Ho gettato il bisturi.

«Non posso»

Allora lui ha materializzato una sorta di porta-armi… era lungo, aveva un mucchio di uncini, seghe e spade appese, di ogni forma e dimensione.

«Lo farai. O mi stancherò di questo intrattenimento e troverò un altro modo per divertirmi. Magari ucciderò più persone possibile e ti lascerò in vita per ultimo, così li vedrai tutti morire»

Non ho risposto. Abele mi ha fissato a lungo, poi è andato alla porta. Credo di aver urlato quando ho afferrato il bisturi e ho accoltellato quel tizio. Sono certo di averlo fatto, perché ho sentito un sapore metallico, il che significa che il sangue di quel povero bastardo mi è finito in bocca… SCP-076 ha sorriso e si è voltato.

«Bene. Adesso usa l’uncino per cavargli gli occhi»

Ecco… dubito di poter dire altro, ma… ha gridato per tutto il tempo e, quando ho finito, non ero più lo stesso. Sono stato uno stupido, avrei dovuto prevederlo. Abele ha abbattuto le mie difese, mi ha reso docile ai comandi, un classico esempio di riprogrammazione mentale. L’ho imparato nel primo anno a █████, porca troia, eppure ci sono cascato.

Abele non sembrava contento. Mi ha detto che devo abituarmi a uccidere, di scendere ai laboratori tutti i giorni, scegliere un cane, un gatto o una scimmia (niente topi o ratti) e ucciderne uno ogni volta. Vivisezionarlo. Lasciare che il sangue mi zampilli addosso. Vuole che metta da parte le mie debolezze per diventare più duro, più forte.

SCP-076 vuole che diventi un mostro, un sociopatico. Proprio come lui. Nessun’empatia, nessun rimorso, nessun sentimento che non sia la rabbia o la paura. Un animale feroce.

Non gli permetterò di piegarmi.


Data: 31/10/████

Buon Halloween.

Ero nel laboratorio per vivisezionare un macaco reso, quando B███████ ha bussato ed è entrata.

«Riunione nella sala dei dispiegamenti fra un quarto d’ora. Abbiamo una missione» ha annunciato.

Ho fatto un’iniezione letale di adrenalina alla scimmia, dritta nel cuore: è stato facile, visto che le avevo già spaccato la gabbia toracica e lasciato l’organo allo scoperto. B████████ mi è sembrata un po’ empatica, mentre aspettava che sciacquassi via il sangue dal mio grembiule.

«C’è un’anomalia attiva nei dintorni di ██████ – mi ha spiegato – Sembra dormiente, ma il Comando crede che possa risvegliarsi da un momento all’altro. È di classe Keter»

«Qual è la nostra storia di copertura?» le ho chiesto.

«Non ci serve: è Halloween» mi ha risposto, lanciandomi un asciugamano.

Gli altri indossavano già delle tute per la missione quando ho raggiunto la base di addestramento, sembravamo davvero dei mostri. Le Tute di Isolamento Protettivo per Ambienti Ostili (TIPAO) sono progettate per proteggere del tutto chi le indossa da ogni minaccia biologica, chimica e persino telepatica e mondana. Oltre al normale tessuto in kevlar e le tute per il rischio biologico, includono un casco foderato di Lega Teleuccidente e [DATI CANCELLATI]. Il risultato finale è che ti fa sembrare un super-soldato uscito da un videogioco, tutto pompato e minaccioso con un fucile gigante che M█████ F████ non esiterebbe a usare contro L██████. SCP-076 ha indossato i suoi soliti abiti, com’è ovvio, il che fa abbastanza paura.

Questa è stata anche la prima volta che ho conosciuto SCP-105: Iris era l’unica a non indossare un’uniforme oltre ad Abele. Lei era vestita davvero come il personaggio di un videogioco (più tardi, ho scoperto che si trattava di J███ da “██████ ████ ███ ████”). Aveva questa grossa fotocamera appesa al collo e indossava una pratica giacca e pantaloni di pelle. Quando l’ho vista, stava sistemando delle foto istantanee in varie tasche della giacca e dei pantaloni.

«In caso mi servissero» ha detto.

Siamo saliti su due furgoni e abbiamo guidato fino a ██████ ████████. È stato divertente. C’erano tanti ragazzini che andavano in giro in costume e si divertivano a una festa all’aria aperta di tre isolati. Abbiamo attirato molta attenzione, abbiamo persino posato per farci qualche foto [NOTA DEL REVISORE: dopo l’inserimento e la revisione sotto copertura delle fotografie, è stato deciso che non è trapelato alcun dato essenziale. L’ordine di terminazione dei testimoni civili è stato cancellato]. Però ci siamo mossi in fretta: il nostro compagno di squadra sotto copertura ci stava aspettando e SCP-076 sembrava sul punto di infuriarsi e uccidere una ragazza ubriaca vestita da L███ C████ che non la smetteva di provarci con lui, che le sembrava un tizio cupo, alto e forte, con un travestimento a tema gotico e una spada di scena realistica.

Il bersaglio era nelle fogne sotto la festa: gli agenti operativi della Fondazione erano riusciti a intrappolarlo in una sezione delle gallerie, ma alla fine si sarebbe liberato. Abbiamo incontrato il nostro compagno sotto copertura, che stava sorvegliando l’unica porta di uscita. Due agenti hanno piazzato delle mine antiuomo, mentre Iris ha scattato una foto ai meccanismi d’innesco.

«Se tenta di aprire la porta senza che io ficchi la mano attraverso la foto e prema gli interruttori, si farà esplodere» ha spiegato, mettendo la foto in un sacchetto impermeabile che ha infilato nel taschino della sua giacca.

SCP-076 ha guidato un gruppo, gli altri due erano diretti da W███████ e K████. Io e Iris eravamo assieme ad Abele, nel gruppo degli “Elementi Speciali”. Mi sono accostato a SCP-076, ma Iris mi ha fatto cenno di arretrare. Ha imitato a gesti i fendenti di una spada e mi ha sussurrato:

«Non stargli troppo vicino: a volte brandisce la spada senza controllare il suo raggio d’azione»

Dopo quell’avvertimento, sono rimasto indietro di un paio di passi. SCP-076 è “cambiato”, nel momento in cui siamo entrati nella zona pericolosa: si è chinato in avanti, come una pantera, annusava l’aria e sorrideva mentre passava un dito sul muro di mattoni viscidi e ammuffiti. Io non ero così contento. Indossavo una tuta grossa e ingombrante che mi impediva di vedere ai lati, sentivo il rumore dei miei respiri e del battito del mio cuore. La torcia non faceva abbastanza luce e neanche il mio visore notturno era d’aiuto: rendeva solo il tutto più spaventoso, con quelle immagini verdi e sgranate.

E così, quando il mostro mi ha afferrato per il collo e mi ha trascinato nel canale di scolo, tutto quello che ho potuto fare è stato gridare un sacco. Il mio casco era sigillato e la mia riserva di ossigeno si è attivata nel momento in cui sono finito sott’acqua, quindi non rischiavo di annegare. Ma stavo comunque soffocando, perché la creatura aveva avvolto i tentacoli attorno alla mia gola e mi stava strozzando. Ho avuto a malapena il tempo di premere il grilletto della mia pistola, sentire che non c’era stato nessuno sparo e rendermi conto di aver scordato di togliere la sicura, prima di svenire.

Mi sono svegliato nel furgone, circondato da un manipolo di tizi che sembravano davvero stanchi e malconci. C’era qualcosa di enorme coperto da un telone e legato come un salame al centro del veicolo: una bestiaccia che sembrava un incrocio tra un calamaro, una bicicletta e un dipinto di Escher. SCP-076 non c’era.

«Cos’è successo?» ho rantolato.

Mi ha risposto W███████:

«Il bersaglio ti ha afferrato, Abele l’ha ucciso. È ancora laggiù per bruciare le uova e cercarne altre»

«Ho rovinato tutto, vero?»

Lui mi ha messo una sigaretta in bocca e l’ha accesa col suo accendino.

«No, sei stato bravo: sei sopravvissuto. È il massimo che possiamo pretendere da quelli nuovi, alla loro prima missione»

Pulire la mia tuta dopo il rientro è stato una rottura: sembrano delle tute da astronauta, solo che non hanno i tubi escretori, e il mio intestino ha fatto quello che fanno gli intestini quando ci si spaventa a morte (nota per me: accertarmi che indossare la tuta sia inevitabile, alla prossima missione sul campo). SCP-076 non mi ha rivolto la parola, dopo la missione. Non l’hanno fatto neanche gli altri. Ma stiamo pensando tutti la stessa cosa: che diamine ci faccio in questa squadra? Non sono un soldato, non so sparare, non so combattere, non so fare altro che compilare scartoffie mentre cerco di psicoanalizzare ciò che la psicologia normale non può esaminare.

Quindi perché diavolo sono qui?


Data: 19/11/████

Oggi ho ucciso tre gatti, nel laboratorio. Sembra che stia diventando più facile, il che mi spaventa: le grida e i miagolii non mi turbano come prima. Forse dovrei bruciarli vivi, la prossima volta. Mi sforzo di provare un sentimento qualsiasi: ribrezzo, paura, rabbia, autocommiserazione… qualunque cosa sarebbe meglio di questo vuoto.

Oggi abbiamo svolto una missione in un paese tranquillo. Una cittadina di minatori fuori dalle parti di ██████████. Ma quando siamo arrivati, metà del centro abitato era stato infettato: tutti avevano una roba strana che gli usciva dalle orbite, sembrava che lacrimassero sangue. Abbiamo provato a sparargli, ma le loro ferite si rigeneravano. Abbiamo provato a bruciarli, ma non faceva altro che far crescere quella robaccia più in fretta, faceva esplodere gli infetti con la potenza di una bomba a mano e, quando scoppiavano, spargevano spore dappertutto: è così che abbiamo perso Y█████. Abbiamo provato anche [DATI CANCELLATI] Alla fine abbiamo cambiato tattica, quando L████ ha gettato una granata al gas nervino in una casa piena di infetti: è saltato fuori che lei l’aveva confusa con una bomba incendiaria, ma ha funzionato. Il gas nervino, in qualche modo, reagiva all’infezione e la uccideva all’istante, ma faceva morire anche l’ospite. Gli faceva rigettare le parti del corpo infettate: il cuore, gli occhi, i polmoni e il fegato.

Abele ha ordinato di rifornirci e riorganizzarci. Abbiamo sostituito le bombe incendiarie con quelle al gas nervino, simili agli affumicatori di scarafaggi. La procedura consisteva in coprire gli edifici con teloni di plastica isolanti per sigillarle, buttarci dentro una mezza dozzina di bombe, aspettare un’ora per dare alla sostanza il tempo di diffondersi bene, poi entrare e fare piazza pulita. Almeno metà delle vittime erano palesemente sane: si trattava di civili che si erano chiusi in camera e aspettavano i soccorsi.

La parte peggiore è stata l’asilo. C’era una maestra che aveva barricato le porte per non far entrare gli infetti, aveva tenuto tutta la sua classe nella beata ignoranza e al sicuro; i bambini giocavano e ascoltavano della musica, mentre i mostri vagavano in giro di fuori. L’ho vista dalla finestra del secondo piano, mentre allestivo il telone: mi ha guardato negli occhi e la sua espressione mi ha fatto capire che sapeva cosa sarebbe successo dopo. L’ho vista dire qualcosa ai bambini, poi si è allontanata dalla finestra.

Sono stato il primo a entrare. C’era una dozzina di bambini di cinque anni sdraiati nei loro lettini, con delle facce serene: il gas nervino li aveva uccisi nel sonno, non si erano accorti di nulla. La maestra era seduta alla cattedra, con la testa china come se stesse semplicemente pisolando. Aveva una tazza in mano, con scritto “Miglior Maestra del Mondo” e il disegno a pastelli di una bambina che abbracciava una signora con un abito blu. I suoi occhi lacrimavano… forse era la condensa del gas nervino.

C’era un infetto sul tetto: il gas non era salito abbastanza in alto per ucciderlo. Respirava a fatica e si contorceva, ma non era morto, riusciva ancora a camminare e si è scagliato su di me quando mi sono avvicinato a lui. Credo che fosse un bidello, visto che indossava una divisa blu. Aveva una frattura esposta al polso sinistro. Gli ho sparato in testa, poi l’ho pestato a ripetizione con la suola d’acciaio del mio stivale. Al quinto calcio, gli è schizzato fuori un occhio, così l’ho schiacciato. È scoppiato come un acino d’uva.

Siamo stati tutti in silenzio durante il tragitto di ritorno, tranne Abele. SCP-076 era allegro come al solito (nel senso che faceva commenti sarcastici). Il resto di noi… be’, siamo solo soldati, non mostri. Spazzare via gli abitanti del paese era necessario, ma un bombardamento aereo avrebbe rischiato fin troppo di rilasciare il gas nervino nel vento, fargli raggiungere ███████ e uccidere altri diecimila innocenti. Gli esplosivi avrebbero potuto provocare una reazione a catena, diffondere le spore e infettare mezzo continente. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, ma nessuno ci obbliga a esserne contenti.

B███████ è entrata nel laboratorio qualche minuto fa, mentre bruciavo i resti. Sembrava stanca. Mi ha chiesto se anch’io non riuscivo a dormire. Mi sono accorto che erano quasi le due di notte. Si è offerta di stare sveglia con me, nella mia stanza. Appena sciacquo via il sangue dalle mie mani, potrei accettare l’offerta.


Data: 24/11/████

Buon giorno del Ringraziamento! Quando avevo ancora una vita normale, la cosa che mi dava più fastidio della festa dei tacchini era mio padre che pretendeva che dicessimo tutti almeno una cosa per cui eravamo grati, quell’anno. Be’, ci sono alcune cose per cui sono grato: non sono morto, tanto per cominciare, e il mondo non è finito. Sono grato perché Abele non ha deciso di ucciderci tutti e usare le nostre pelli come membrane da tamburo. Sono grato che nessuno abbia deciso di esporre dei cadaveri a SCP-447. E, soprattutto, sono grato a B██████, la ragazza più meravigliosa del mondo, che non solo sa [DATI CANCELLATI], ma sa anche cucinare benissimo il tacchino.

Però è stato un Ringraziamento in piccolo. Abele e il gruppo uno hanno dovuto andare in missione all’ultimo momento e sono andati a inseguire un mostro gigante di ruggine che sta facendo casino nei dintorni di uno zuccherificio, quindi c’eravamo solo io, B███████, Iris e chiunque volesse venire da noi per fare una vera cena del Ringraziamento, invece di mangiare le schifezze cucinate in serie della mensa. Ho fatto il giro del sito per chiedere a tutti se volevano venire a mangiare il tacchino. Ho radunato un po’ di persone strada facendo, poi sono andato nell’ufficio del dottor Franks per chiedere al mio vecchio capo se anche lui aveva fame.

Stava chiacchierando con un giovane di bell’aspetto, forse indiano o arabo. Il dottor Franks stava discutendo sui rapporti più recenti dalle Squadre Speciali Mobili. Il belloccio ascoltava e annuiva, mentre si strofinava il tatuaggio che aveva sulla fronte. Ho chiesto anche a lui se voleva venire. Mi ha sorriso:

«Mi dispiace, ma saremo occupati per un pezzo. Però, se ti va, puoi portarci una coscia di tacchino»

«Buona idea – ha aggiunto il dottor Franks – E tieni da parte un piatto per me: passerò a prenderlo quando avremo finito»

Ho capito che avevano molto da fare, così dopo cena ho preparato due piatti col tacchino e i condimenti e mi sono diretto all’ufficio del dottor Franks. Solo che, mentre mi avvicinavo, mi sono accorto di una stranezza: la focaccia di granturco che avevo messo sul piatto come contorno stava cominciando a puzzare. Quando sono arrivato davanti alla porta dell’ufficio, era così putrefatta che la muffa stava per intaccare anche la coscia del tacchino. Ho gridato dalla sorpresa e il piatto mi è caduto, per poco non suonavo l’allarme “Breccia nel Contenimento”. Poi la porta si è aperta ed è uscito lo sconosciuto.

«Oh, maledizione, è successo di nuovo»

Ed è così che ho conosciuto SCP-073. Caino è un bravo ragazzo, ma è un pessimo giardiniere. Ho scoperto che era qui solo per oggi, per aiutare il dottor Franks a ripassare alcuni fascicoli. Mi ha confidato qualcosa qualche ora dopo, prima di risalire sull’elicottero che l’ha portato qui:

«È meglio che Abele non mi veda, quando tornerà. Quando sarà il momento, non esitare: fai quello che devi. Io starò bene»

Non ho idea di cosa significhi. Nota per me: qualunque cosa sia la salsa ai mirtilli della ██████, a quanto pare non è fatta coi mirtilli, perché non si è decomposta con Caino nei paraggi. L’anno prossimo, dovrò ricordarmi di scegliere una marca diversa.


Data: 19/11/████

No, la data non è un errore di battitura. Sì, sono quattro giorni prima della mia ultima nota. Maledette anomalie temporali…

Trascorrerò i prossimi quattro giorni in isolamento col resto della mia squadra, per evitare di farci contaminare per sbaglio la linea temporale. Sto litigando col personale della sicurezza, cerco di convincerli che andrebbe tutto bene se ci lasciassero andare: sapete, visto che il tempo è un ciclo infinito, se avessi incontrato il me del passato, l’avrei visto quattro giorni fa. Il fatto che non è successo significa che non lo incontrerò. Mi rispondono che il fatto che non ricordo di aver mai incontrato il me del futuro non significa che resterò in isolamento, quindi non ha senso che me ne lamenti. È troppo chiedere solo una passeggiata di cinque minuti all’aperto? Questi dannati muri imbottiti sono soffocanti.

Non mi piace per niente.

La missione è stata un successo, in senso relativo… immagino. Siamo entrati nella struttura con indosso le tute isolanti, per recuperare il manufatto. Era un’operazione congiunta con la SSM ██████-██ (“███ ████ ████”). Loro facevano strada, visto che avevano più esperienza nel sottosuolo. Noi eravamo lì solo per abbassare la pressione, una volta che avrebbero trovato il manufatto.

Due minuti dopo, abbiamo perso il gruppo tre: sono tutti invecchiati e morti all’improvviso nel giro di tre minuti, una volta che hanno toccato il supporto del manufatto. Il gruppo due è riuscito a lanciare un segnale d’emergenza, prima di morire. Abele si è avvicinato al bersaglio poco dopo. È stato stranissimo: gli altri sono invecchiati e morti, mentre a lui sono cresciuti i capelli e le unghie, ma il suo corpo non è invecchiato di un anno…

[DATI CANCELLATI] l’ha impalato su una trave, ma non è riuscito a raggiungere il manufatto perché il suo braccio era stato tagliato, così gli è servito l’altro per bloccare a terra il mostro. Io ero il più vicino. Ho aperto la mia riserva d’emergenza di ossigeno e l’ho esaurita in un baleno, prima di entrare di corsa.

La mia mano è avvizzita all’istante, appena ho toccato l’oggetto. Ho urlato un po’, mentre la tuta isolante marciva intorno a me, ma sono riuscito a lanciarlo lontano da Abele e dal morfofago e a gettarlo nella scatola. B███████ ha chiuso il coperchio e ha messo le sicure, poi quella cosa [DATI CANCELLATI].

Ed è così che siamo stati catapultati quattro giorni nel passato. Sono riuscito a convincerli a lasciarmi tenere il mio diario, visto che non avrà chissà quali effetti temporali una volta che me ne sarò andato. Li ho convinti anche a fornire una dose aggiuntiva di ossigeno al me del passato, prima che parta. Sono certo che non capirà perché gli serve. Io non l’ho capito di certo.

Iris mi sembra… non saprei. Non sta molto bene, di recente. Credo che la tensione di questo lavoro le stia facendo male. Essere una dei membri più giovani della squadra non dev’essere facile.


Data: ██/██/████

Oggi B███████ è venuta nella mia stanza e mi ha detto che le hanno dato un incarico aggiuntivo temporaneo fuori dalla SSM Omega-7.

«È successo qualcosa di brutto a █████, mi hanno chiesto di parlare con lei» ha spiegato.

█████… vale a dire SCP-███. [DATI CANCELLATI]

A ogni modo, B███████ era una ███████ prima che la reclutassero nella SSM Omega-7, quindi immagino che abbiano supposto che sia una buona idea farla parlare con ████ ██████. Lei pensa di no:

«Non sono mai stata stuprata in vita mia, A█████. Cosa dovrei dire a una ragazza a cui è successo?»

«Ascoltala. Impediscile di incolpare se stessa. Falle capire che nessuno la sta incolpando di nulla. Ma, soprattutto, impediscile di spersonalizzarsi: è praticamente certo che sia caduta in depressione, non ci vorrà molto prima che inizi a odiarsi. Se vuoi, ho scritto un saggio in cui spiego tutto questo nei dettagli»

«Come diavolo fai a sapere tutte queste cose?»

«Ero uno psicoterapeuta, prima che Abele mi trascinasse nella squadra, ricordi? Questo era il mio lavoro»

Lei ha sorriso:

«Oh, giusto. A volte lo dimentico»

«Anch’io» le ho risposto.


Data: ██/██/████

Missione di recupero. Il dottor Dantensen ha lasciato andare Iris, per qualche motivo. L’hanno messo in isolamento. Come ha potuto essere così stupido?


Data: ██/██/████

La missione di recupero è stata un successo. La intitolerò “Salvato dalla Pena di Morte per SCP-173”. Suonerà bene nel rapporto.

Abbiamo raggiunto Iris all’aeroporto di ██████, dove stava aspettando un volo per tornare a casa. È scoppiata a piangere, quando ha visto me e B███████ avvicinarci.

«Perché non volete lasciarmi stare?»

[DATI CANCELLATI] mi sono puntato la pistola alla tempia e le ho dato l’istantanea dei meccanismi interni. L’ho sfidata:

«Puoi impedirmi di suicidarmi. Tutto quello che devi fare è infilare la mano nella foto e togliere il percussore»

«Non oserai» mi ha sussurrato SCP-105.

«Sono riuscito a portare una pistola carica in aeroporto, posso farlo e lo farò. E se hai ancora la tua abilità speciale, non mi lascerai morire, perché sei troppo buona per lasciare che succeda»

Ho premuto il grilletto e c’è statto uno scatto. Iris era davanti a me, con l’istantanea in una mano e il percussore nell’altra. Poi è caduta in ginocchio ed è tornata a piangere.

Ho lasciato che B███████ si occupasse del resto. Il mio lavoro era finito.


Data: ██/██/████

Sono tutti morti.

V█████. N█████. L████ J██████. Sono morti, tutti quanti.

Un secondo, sto ricevendo una chiamata dal comando.


Trascrizione delle Comunicazioni tra il Comando sul Campo della Squadra Speciale Mobile Omega-7 e l’Aereo da Trasporto della Fondazione 223

Agente A. A.: Campo.

Comando: Qui è il comando, ti passiamo Abele.

Agente A. A.: Mio Dio…

SCP-076-2: Ho ancora una mandibola con cui masticarti. A che punto è l’infestazione?

Agente A. A.: La… la colonia sta volando su ██████. Sta inseguendo ███████… oddio, se entra in contatto con tutto quel silicio, allora…

SCP-076-2: Ho affidato il comando a te.

Agente A. A.: Cosa?

SCP-076-2: Ora sei tu il capo. Ho già avvisato chi di dovere. Tu [DATI CANCELLATI]

Agente A. A.: Non… non capisco. Devono esserci degli agenti migliori…

SCP-076-2: Guerrieri migliori. Ma ora non saranno dei guerrieri a fermare questo disastro. Mi serve un generale. Ho capito che eri il mio generale quando mi hai battuto a quel gioco di strategia. Ora devi sconfiggere il mio nemico. Sarà la mente a vincere, non i muscoli. Pensa!

Agente A. A.: Pensare… aspetta, ho un’idea. È come un maresciallo, ma non ha nessuna truppa. Devo solo attirarlo verso l’equivalente di una bomba…

<LA TRASMISSIONE FINISCE>


Citazione Ufficiale

Comunico ufficialmente che, in questa data, l’agente Adrian Andrews (SSM Omega-7, “Vaso di Pandora”), nonostante fosse in pericolo di incolumità e di vita, ha affrontato di persona un’anomalia di classe Keter al fine di portare a termine un’operazione di recupero. Sebbene sia rimasto gravemente infortunato durante l’attacco, che ha causato il decesso dell’agente Beatrice Maddox, le azioni dell’agente Andrews hanno consentito a SCP-073 di entrare nel raggio d’azione di SCP-███ che, in quel momento, stava attuando una carneficina nelle strutture della Fondazione. Quando ha affrontato il bersaglio, ███████ ha fatto [DATI CANCELLATI]


Data: ██/██/████

oggi abele è impazzito. ho spto dla morte d b. è stat dfcile andr al fnrale. prò abbiamo tutti perso degli amici.

è difficile scrivere con la tastiera senza mani e senza dita. e m st acra abtundo alla bacchetta per la bocca. a vlte mnco dei tasti. è il mio diaio, qndi nn me n freg dvero pù d tnto.

m sno bcato ua schgia anche in testa. un pezzo mi è entrato nel cranio. dicono che ha dnngito na prte del mio cervello. potr aver perso il senso dell’empatia. qlunqe cos significhi.

ho guardato i flmati della morte della squadra; è stto strano. cred di aver provato più snsazoni mentre sezionavo dei gatti. ma qi c’erano più budella e sangue.

dicono che hanno una macchina che fa stare mglio, forse la prverò.


Permesso per l’agente A█████ A██████ di sottoporsi al potenziamento tramite SCP-212 - ACCORDATO

- O5-██


Fine del Registro: per ulteriori informazioni, vedi SCP-784-ARC

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