A sua Immagine: Parte 3
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01/11/1998:

L’agente Lament si accorse, quasi di sfuggita, che era il giorno di tutti i Santi mentre strappava il calendario. Gettò via la pagina di ottobre e ridacchiò, leggendo la barzelletta di novembre: “gli scienziati se le fanno proprio tutte: Watt si è fatto la potenza, Joule si è fatto l’energia, Ohm si è fatto la resistenza e Pascal l’ha fatto sotto pressione”. Bofonchiò che era carina.

«A ciascun contributore il suo campo» commentò il dottor Gears, secco.

Lament annuì. Non aveva mai sentito una singola risata in quell’ufficio nell’ultimo anno. A quanto pareva, tutti pensavano che Gears fosse un automa, un androide o una sorta di computer in forma umana. Lament preferiva credere che fosse solo un tipo riservato che aveva bisogno di uscire dal suo guscio. Un guscio maledettamente spesso…

Lament si fece scricchiolare il collo e controllò la sua cassetta della posta in arrivo. Non c’erano molte novità: un paio di promemoria su alcuni problemi di sicurezza a cui aveva dato un’occhiata distratta… nulla di importante. Sospirò, stracciò tutte le lettere contrassegnate come promemoria, schedò le altre e infine si stravaccò sulla sua sedia. Chiuse gli occhi, pensieroso.

«Agente Lament?»

Lament aprì gli occhi, fissando lo scienziato calvo dall’altro lato della scrivania. Era una novità. Di solito, gli rivolgeva la parola per compilare un fascicolo o una valutazione o per scrivere proposte e progetti. Una conversazione non era qualcosa che loro due facevano di solito.

«Sì, dottor Gears?» chiese.

«Di cosa ti occupavi, prima che ti assegnassero a me?»

Lament fu colto di sorpresa da quella domanda. Corse ai ripari:

«Dovrebbe saperlo, dottore. Ha ricevuto il mio profilo personale»

«Lo so. Continua, per favore»

Lament annuì e rispose:

«Ero al Sito-29, dottore. Molto vicino a San Matteo. Lavoravo su… be’… alcuni… progetti vari…»

Quando si interruppe, guardò ancora lo spesso fascicolo nell’angolo della sua scrivania. Evitò di incrociare lo sguardo del dottor Gears mentre cercava di elaborare le frasi nella sua mente.

«Per esempio?» domandò il dottor Gears.

«Sono progetti classificati, dottore. Non sono libero di parlarne» replicò, sperando di evitare l’argomento.

Non voleva parlare di SCP-919, del suo stesso volto che gli urlava in faccia. Gears non si arrese e rispose, con voce apatica:

«Anche i progetti a cui lavori con me sono classificati. Però l'Esplosivo Teleuccidente era un'idea piuttosto ingegnosa»

Ecco. Lament si sentì un vuoto nello stomaco. Guardò il dottor Gears negli occhi, poi chinò lo sguardo:

«Sì, dottore. Mi scusi, dottore. Ma… non ho mai confidato niente oltre l’autorizzazione di Livello 2, dottore. Non lo farei mai…» farfugliò.

«Ciononostante, agente Lament…»

Lament sospirò, sentendosi come… in castigo? Non ne era certo. Era quella sensazione anonima di aver deluso i propri genitori.

«Sì, dottore»

A quel punto, lui e Gears non si dissero più niente per le ore successive, finché Lament non si alzò per andare a pranzo.

«Devo portarle qualcosa, dottore?» chiese.

«Non sarà necessario»

Lament sospirò, annuì e uscì dall’ufficio, rendendosi conto di quanto… profondamente dovesse aver appena deluso il ricercatore, anche se il dottor Gears non l’avrebbe mai dato a vedere. Gli venne spontaneo farsi una domanda: se in un futuro prossimo gli avessero chiesto di trasferirsi… l’avrebbe fatto volentieri? Non aveva mai desiderato il posto di assistente ricercatore che occupava, né tantomeno era qualificato per quel lavoro. Si era sempre sentito un pesce fuor d’acqua e, in quel momento, si sentiva peggio.

Andò da Sandlemyer poco dopo, come al solito. Si sederono assieme a un manipolo di altri assistenti, ma Lament era l’unico al tavolo che non indossava il camice da laboratorio. Sandy aveva accettato la sua promozione ad assistente ricercatore appena si era laureato all’università di South Chayanne Point e, col sorriso sulla faccia, lui e gli altri avevano cominciato a chiacchierare apertamente sui loro progetti attuali. Lament era quasi certo che l’unico motivo per cui gli era “concesso” di sedersi al loro fianco era che lavorava col dottor Gears e lo scienziato inespressivo sembrava affascinare gli altri assistenti. Lavoravano in circuiti, fornendo i dettagli che potevano confidare e omettendo quelli che non potevano svelare. Poi arrivò il suo turno di parlare. Sospirò e scosse la testa.

«Al momento, non ho il permesso di parlare dei miei progetti» andò dritto al punto.

Prese una patatina fritta e la mangiò, fingendosi noncurante, sebbene fosse teso come una corda di violino. Sandy rise, ma l’uomo seduto accanto a lui, un ricercatore di nome Chubert, poggiò la sua forchetta e rivolse uno sguardo serio a Lament:

«Sai, Lament… magari dovresti farti trasferire via da qui al più presto» gli consigliò.

Lament gli lanciò un’occhiata interrogativa:

«Perché?»

Gli rispose un altro assistente, in fondo al tavolo, che era d’accordo:

«Sì. Voglio dire, non ti conviene diventare un altro Iceberg – affermò, serio – E con lui è partito tutto da un obbligo di riservatezza, proprio come quello che ti hanno imposto»

«Cosa?» trasalì Lament.

Iceberg… il dottor Djoric aveva detto qualcosa su un certo Iceberg… Chubert, che stava ancora fissando Lament, spiegò:

«Il dottor Iceberg, il vecchio assistente di Gears. Ha lavorato con lui per… cielo… quasi dieci anni? Almeno otto anni. Quando cominciò, era un esperto di esplosivi. Gears lo reclutò per lavorare a un paio di progetti, poi Iceberg iniziò a piacergli e decise di tenerlo con sé»

«E allora?» chiese Lament, inarcando un sopracciglio.

«Iceberg collaborò con Gears giorno dopo giorno – rispose Chubert – Per anni. Hai una vaga idea di cosa ti succederà, a forza di lavorare con uno come lui? Da quant’è che sei il suo assistente, Lament?» chiese poi.

«Solo un anno» fu la risposta.

«Bene. Alla prossima rassegna, chiedi il trasferimento»

«Vorranno sapere il motivo»

«Tu di’ che non vuoi spararti in bocca come quello prima di te»


A: O5-██

01/08/1997

Dopo aver atteso invano che il dott. Iceberg mi facesse rapporto sui suoi incarichi, ho ispezionato i suoi alloggi. È stato lì che l’ho trovato deceduto alla sua scrivania. La causa del decesso è un colpo di pistola autoinflitto sul tetto della cavità orale. La nota qui presente è stata sequestrata e sigillata, ai sensi delle procedure speciali di contenimento di SCP-███. Il suo corpo è stato cremato la mattina seguente e i suoi effetti non personali sono stati ridistribuiti ai sensi delle procedure della Fondazione.

-Gears

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Erano due pagine.

Lament poggiò il documento sulla sua scrivania. Il dottor Iceberg aveva lavorato con Gears per dieci anni e adesso…

Guardò il documento. Erano due pagine. Una elencava le sue qualifiche, la seconda era una copia carbone gialla del promemoria del dottor Gears. Tutto lì. Quello era il riassunto di dieci anni trascorsi con Gears.

Lament si stravaccò sulla sedia, richiudendo gli occhi e riflettendo. Perché non aveva fatto quella ricerca prima? Non era qualificato. Lo era a malapena per il lavoro da agente che gli era stato affidato.

Aprì il suo cassetto e ci buttò dentro il documento, non volendo pensarci. Non volendo pensare a niente. Quali segreti aveva portato via con sé Iceberg, suicidandosi? Lament tirò un rapido sospiro, poi prese le scartoffie che aveva preso dalle Risorse Umane quel pomeriggio e le lesse.

Iniziò a compilare in fretta la sua domanda di trasferimento, poi la piegò, la infilò in una busta e la sistemò nella sua cassetta della posta in uscita, prima di dirigersi ai suoi alloggi con le mani tremanti.


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