Hub della MADAO
voto: +13+x
blank.png
titolao

RIASSUNTO STORICO GENERALE

L'Accademia nacque ufficialmente il 16 luglio dell'A.D. 14841, grazie a una bolla papale emessa dal pontefice Sisto IV, che concedeva all'allora signore di Firenze, Lorenzo di Piero de' Medici, di poter "[…] fondare un istituto che s'occupi di formare i giovani artisti più talentuosi d'Italia, e di rendere il loro lavoro godibile e fruibile per tutti i valenti uomini che siano edotti delle faccende occulte."
Se l'istituto dunque nacque come scuola per la formazione degli artisti, in mano alla famiglia de' Medici divenne, allo stesso tempo, un formidabile vettore di promozione diplomatica per il casato, seguendo i suoi rappresentanti in ogni angolo d'Europa, andando a fondare sedi che hanno contribuito, e continuano tuttora, a formare generazioni e generazioni di anartisti.

800px-The_Electress_Anna_Maria_Luisa.jpg

L'elettrice palatina, Anna Maria Luisa de' Medici

L'Accademia è rimasta proprietà della famiglia de' Medici (escluse le parentesi repubblicane comprese tra la morte di Lorenzo e l'ascesa di Alessandro de' Medici detto "Il Moro"2) e ne ha seguito le sorti e le fortune, nonostante i perigli che hanno minacciato la sua esistenza, come il tentativo del Granduca Cosimo III di venderla al re di Francia Luigi XIV per poter sostenere le spese della dote della figlia, Anna Maria Luisa. Sarà proprio costei l'ultima rappresentante del casato a detenere il potere assoluto sull'Accademia. Attraverso il cosiddetto "Patto di Famiglia", ne favorì l'indipendenza dai principi d'Austria-Lorena , stabilendo l'impossibilità di:

[…] "levare fuori della Capitale e dello Stato del Granducato, Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose, della successione del Serenissimo GranDuca, affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri.”

Da allora l'Accademia mutò sensibilmente il proprio volto: non più al servizio dei principi medicei, divenne istituzione che, grazie all'enorme prestigio accumulato nei secoli, avviò un'attività che potremmo definire museale e di recupero dell'arte passata, secondo i principi dell'Illuminismo. Da questo momento in poi iniziò un'ampia diffusione delle sedi, non solo in altri paesi d'Europa, ma anche nel resto del mondo, arrivando a toccare i continenti d'Asia e d'America.

Con la nascita dello stato italiano a guida sabauda l'Accademia, che fino ad allora aveva mostrato un mite supporto alla causa risorgimentale, si propose come ente di riferimento nel trattare l'occulto per i principi di casa Savoia, nel frattempo insediatisi a Firenze, fornendo supporto all'attività del Regio Collegio per l’Unità d’Italia. Tuttavia, con la conquista di Roma nel 1871 e la formazione del Regio Istituto delle Italiche Anomaliæ (RIDIA), le priorità della corona non coincisero più con quelle dell'Accademia; nonostante il momento di crisi, non finì con l'essere assorbita dal Regio Istituto, in larga parte grazie ai donativi effettuati dall'aristocrazia europea e dalla ricca borghesia americana. Ciononostante, gli anni della Belle Epoque furono sicuramente tra i più prolifici e fruttuosi nella storia dell'Accademia, nonostante la comparsa di nuovi nemici all'orizzonte.

La gravosa situazione imposta dalla Grande Guerra all'Europa e le sue conseguenze portarono le sedi europee ad una contrazione della loro forza e capacità d'azione; per converso, le sedi nelle Americhe godettero di parecchia fortuna, pur sempre nei limiti imposti dalle circostanze. Durante il secondo conflitto mondiale l'Accademia riuscì a salvarsi dalla furia del conflitto, anche se molte sedi europee vennero fatte oggetto di saccheggio da parte dei reparti occulti tedeschi; tuttavia, grazie ai buoni rapporti sia con la Fondazione SCP che con la Coalizione Globale dell'Occulto (GOC) l'Accademia riuscì a recuperare la maggior parte delle opere sottratte.

※ ※ ※

ORGANIZZAZIONE INTERNA

medium.jpg

Il Tutore della Sede di Firenze, Umberto Baldini (Anni '40-'50)

Con l'estinzione della linea granducale medicea nel 1743, venne a palesarsi all'interno dell'Accademia la necessità di riorganizzare e ristrutturare alcune cariche al suo interno: da ente subordinato e ingranato dentro ai meccanismi dello stato toscano si ritrovò istituzione libera e privata, al cui vertice doveva essere posta una figura di prestigio e riferimento. La possibilità per il Tutore di Firenze, il più importante tra i Tutori dell'Accademia in virtù d'anzianità della sua carica, di diventare capo dell'organizzazione venne sfumata dall'intervento diretto dell'elettrice vedova, che assegnò in eredità la carica di capo supremo all'allora rappresentante incaricato di curare le relazioni tra l'istituto e i granduchi, già noto con il titolo di "Curator hereditatis3", investito di nuovi poteri e rinominato "Curator Academiae". Al di fuori di questo cambiamento, le cariche che si vennero a delineare non mutarono molto rispetto a quelle del passato, e rimangono tutt'oggi le stesse. In ordine esse sono:

  • Curatore: Capo dell'organizzazione deputato alla gestione delle finanze generali dell'istituto e delle relazioni con l'esterno. Nonostante quest'ultimo incarico, egli non si palesa mai durante avvenimenti ufficiali, né all'interno dell'Accademia né con altri rappresentanti d'altri gruppi. La carica è elettiva, ma non si conoscono né la durata del mandato né le modalità con le quali essa venga concessa, anche se si presume che venga eletto attraverso una votazione interna a tutti i Tutori dell'Accademia.
  • Tutori: Rappresentanti di ogni singola sede, i Tutori gestiscono le attività interne ad esse e coordinano in parte anche le relazioni con l'esterno, quando loro concesso. La carica è elettiva e di durata variabile, ma sono sempre scelti per cooptazione all'interno di una rosa di nomi che si sono distinti, all'interno dell'Accademia, per meriti e contributi offerti al mondo dell'arte.
  • Supervisori: Carica intermedia, i Supervisori sono generalmente esperti in un determinato ambito dell'arte ai quali vengono preposte delle aree di competenza. Mantengono tuttavia una certa trasversalità, e non sono da ritenersi come meri esecutori burocratici delle volontà dei Tutori, ma come membri meritevoli e onorevoli degni di essere ascoltati per il loro parere.
  • Assistenti: Tutti i membri dell'organizzazione, siano essi addetti ai restauri o alla conservazione o ai rapporti con il pubblico, sono chiamati Assistenti, e sono il cuore pulsante dell'Accademia e delle sue attività.

※ ※ ※

Salvo diversa indicazione, il contenuto di questa pagina è sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License