SCP-3844-1

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Nota dell’Archivista: La seguente documentazione è il primissimo registro della Fondazione su SCP-3844. Tuttavia, la sua stesura risale a prima che la Fondazione rendesse ufficiale il metodo di descrivere le procedure speciali di contenimento e le anomalie. È archiviato qui soltanto per i posteri.

Corrispondenza dalle Dolomiti su un’Attività Anomala

Ortisei, 21/04/1906

Caro Fredrick,

Un drago. C’era un drago sulle montagne. E aveva proprio l’aspetto che avevamo immaginato.

Io e Galviston abbiamo dovuto seguire la nostra guida per sei ore, prima che avvistassimo la bestia. Ha sorvolato un picco, ha emesso un ruggito che ha staccato la neve dal versante ed è scomparsa. Le sue ali hanno oscurato il Sole come una nuvola di passaggio. Vorrei tanto che tutto il laboratorio l’avesse visto.

Ci sono volute altre due ore per raggiungere la caverna del drago. Era una grotta enorme piena d’oro, di diamanti e di altri minerali preziosi. Non siamo mai scesi sul fondo, ma a giudicare dall’eco che i tonfi dei nostri passi producevano, ci sarebbero servite delle razioni per arrivarci.

Sul momento abbiamo sospeso la ricerca del drago, convinti che stesse ancora volando in giro, e abbiamo iniziato a tornare verso l’uscita. Allora, proprio mentre raggiungevamo la cima dell’ultimo cumulo d’oro e pietre preziose, abbiamo sentito quel ruggito. Eravamo impietriti, non sapendo se veniva dall’esterno o dall’interno. La tensione si è smorzata solo dopo che la creatura ha parlato.

Ci ha dato il benvenuto come ospiti.

Il drago ci ha invitati ad avvicinarci, mentre camminava lentamente di fronte all’entrata della caverna. Aveva un accento come il tuo! Solo più grave e roco. A me e a Galviston ci sono voluti alcuni attimi per tornare in noi, alla nostra guida un poco di più.

Posso dire che la bestia era un vero galantuomo. Si è trasformato in un ragazzo per farci sentire più a nostro agio. Ho avuto una lunga conversazione col drago, mentre Galviston annotava tutto. Con nostra sorpresa, il drago si è rivelato ferrato nelle questioni di attualità. Quando gli ho detto che eravamo uomini di scienza, ci ha chiamati “cavalieri di una nuova epoca”.

Ma non temere, ho fatto il mio lavoro. Sono sorpreso che abbia funzionato, data la nostra enorme mancanza di risorse. Ho negoziato con termini ragionevoli per confinare il drago sulle Dolomiti. Ho trascritto la procedura esatta qui sotto, ma la creatura ha concordato per iscritto. Posso soltanto sperare che non ci tradisca. Ma fino ad allora, quegli ufficiali italiani dovrebbero essere soddisfatti del nostro lavoro, anche se non ci siamo mai occupati di un’anomalia così gigantesca prima d’ora.

Tornerò dopo che avrò fatto un’altra assemblea con gli Italiani per organizzare l’intera faccenda. La prossima volta, Fredrick, verrai con noi. Tu, George e l’intero laboratorio! Le parole non possono rendere giustizia a questa bestia. Porterò del gin, così potremo bere insieme per un giorno.

Distinti saluti,
Lester

Ecco i termini della trattativa:

Il drago di nome Tharnock (d’ora in poi “l’Anomalia”) ha accettato di:

  • Limitare le uscite dalla sua tana ad una volta al giorno.
  • Rimanere entro i confini delle Dolomiti e di volare a bassa quota.
  • Astenersi dal vocalizzare durante le uscite dalla sua tana.

In cambio, la Fondazione di Indagine sulle Anomalie (d’ora in poi “la Fondazione”) ha accettato di:

  • Reclutare un ambasciatore che interagisca con l’Anomalia una volta alla settimana.
  • Punire ogni tentativo di rubare i materiali preziosi nella tana dell’Anomalia.

Per mantenere segreta l’Anomalia, il Regno d’Italia (d’ora in poi “lo Stato”) si impegnerà a:

  • Scoraggiare i civili dall’esplorare le Dolomiti.
  • Screditare ogni racconto sull’Anomalia.

Revisione della pagina 1/4 dal 21/04/1906

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