Benvenuti Al Dipartimento
rating: +2+x

Il Sito Minerva è in fermento: oggi arriveranno le nuove reclute per il Dipartimento di Ricerca Memetica. Ho passato l'intera mattinata a ricevere dati su tutti gli arrivi e a correggere la lista dei partecipanti agli esami sulla resistenza ai cognito-azzardi, così da non dover sprecare tempo. Mi dirigo verso l'ufficio del Quinto Sovrintendente, portandogli l'elenco dei candidati; di solito è il vice-direttore ad occuparsi di queste faccende, ma quest'anno ha pensato bene di prendersi le ferie, per cui Quinto ha deciso di sobbarcare a me tutto il lavoro.

Raggiungo la porta del suo ufficio e busso, poi aspetto una sua risposta. Dall'interno si sentono due voci attutite, poi…

"VA ALL'INFERNO, SETTIMO, TU E TUTTA LA S-REM!"

… oh, mamma. Pochi secondi dopo, la serratura scatta ed entro. Quinto è alla sua scrivania, l'espressione del volto celata come sempre da un agente memetico tatuato sulla guancia destra; nonostante ciò, è facile capire che è di cattivo umore.

"Spero per te che siano buone notizie." Commenta a denti stretti - il colloquio col Settimo Sovrintendente deve averlo esasperato più del solito.

"Sì, signore. Ho la lista degli individui che parteciperanno all'esame odierno. Di questi 102, circa un quarto è già parte della Fondazione con mansioni non correlate al Dipartimento. Attualmente, 83 persone sono già arrivate al Sito e sono state indirizzate alla sala adibita al ricevimento."

Il Sovrintendente digita qualcosa al computer e annuisce.

"Ottimo. Va lì e occupati di test e ricevimento. Adesso ho da fare, ma incontrerò coloro che passeranno la soglia più tardi. C'è altro?"

"No, signore." Restiamo in silenzio per qualche secondo, poi tento la fortuna e gli chiedo:

"Tutto bene? Vi ho sentito urlare prima."

Lui sospira e mi guarda (credo): "Sì, Settimo ha avuto da ridire sugli ultimi test del progetto Delta-2: si è messo a dire che la mia è solo una scusa per accaparrarmi cavie per fare i miei comodi e che alla prossima riunione avrebbe fatto rapporto a Primo. Giuro, se mi fa ridurre i fondi… bah, lasciamo perdere. Piuttosto, datti una mossa: gli esami iniziano tra quindici minuti e comunque devi fare un'introduzione come si deve."

Guardo l'orologio e sobbalzo. Effettivamente ho perso troppo tempo: saluto velocemente e mi allontano dall'ufficio. Certo, occuparmi degli esami e parlare davanti a un mare di persone non è proprio il massimo, ma è sempre meglio di restare con Quinto quando è di cattivo umore.


La sala è una sorta di aula universitaria, con le gradinate occupate dai posti per i candidati e uno spazio centrale libero. Sotto gli occhi di tutti. Evviva…
Mi faccio coraggio e avanzo, guardandomi attorno e studiando i volti dei presenti. Attendo qualche secondo, poi inizio a parlare:

"Buongiorno a tutti, e grazie per essere qui. Per chi non mi conoscesse, io sono il dottor Ludovico Draghi, ricercatore di Livello 3 del Dipartimento di Ricerca Memetica e assistente del Quinto Sovrintendente, e sono qui per darvi delle indicazioni sull'evento odierno.

"Dunque, i 102 candidati dovranno sostenere un test, in cui verrà valutato il valore di resistenza memetica, necessaria per poter lavorare in sicurezza sia con gli agenti memetici che creiamo e utilizziamo, sia con gli SCP presenti nel Sito. Il test consiste nell'esposizione a venticinque agenti memetici appositamente creati e sarà considerato superato se sarà conseguito un punteggio di 115 sulla scala standard o di 14 su 25 nella Verdi-Quinto. Saranno fatte eccezioni per coloro che manifesteranno resistenze rare. Ora, ci sono domande?"

Mi fermo per prendere fiato. La sala è, eccetto qualche mormorio, silenziosa, per cui continuo:
"Ovviamente, vi sconsiglio vivamente di barare: potrete dire di aver superato il test, ma al primo meme sopra la vostra soglia di tolleranza sarete ridotti a dei vegetali. Se vi va bene." Improvvisamente, tutti diventano più attenti. Faccio un'altra breve pausa, poi riprendo. "Ottimo! Se ci siamo chiariti, adesso vi dividerò in gruppi. Quando vi chiamo alzatevi e raggiungete i miei colleghi presso quell'uscita, vi porteranno nelle stanze apposite. Iniziamo. Gruppo 1!.."


Conduco il mio gruppetto alla stanza designata. La maggior parte sono appena arrivati alla Fondazione e mi bombardano di domande sul nostro lavoro; i colleghi degli altri Siti borbottano tra di loro, evitando attentamente di aiutarmi a rispondere all'assalto delle reclute. Alla fine, raggiungo l'ufficio e li lascio fuori assieme ad una guardia mentre preparo il necessario: un set di cuffie e visore, il pc con lo scanner per le tessere poi sacchetti per il vomito, antiemetici e aspirine. Quando ho finito chiamo il primo, un agente del Sito Vesta di nome Raia Federico.

Subito dopo, un omone di almeno due metri, con una folta barba bionda e occhi scuri e affilati entra nell'ufficio guardandosi attorno con circospezione e si siede di fronte a me fissandomi in cagnesco.

"Dunque, lei è Raia Federico, agente di Livello 2 del Sito Vesta, giusto?" Lui si limita a grugnire e ad annuire in assenso, allungandomi al contempo la sua tessera identificativa. La passo nello scanner e attendo i risultati.

"Benissimo, il server ha confermato la sua identità. Può mettere il visore."

"Devo proprio fare questo test con un ragazzino? Non è che poi mi friggi il cervello?" Commenta sghignazzando.

"So quello che faccio." Taglio corto. Lui sbuffa annoiato e indossa il dispositivo. "Ottimo. Iniziamo."

Guardo sullo schermo del computer, valutando da quale agente memetico iniziare.

"Gli agenti memetici che vedrai provocano semplicemente mal di testa: dovrai avvertirmi se senti fastidi; ricorda, non mentire o finirai male più avanti."

"Certo, certo. Ho sentito le storie su quello che questi disegni possono fare, e quello che voi fate con loro."

Non rispondo, selezionando direttamente un Classe XII. Immediatamente, Raia inizia ad imprecare
e si strappa il visore.

"Che cazzo fai, vuoi ammazzarmi?!" Mi urla praticamente in un orecchio. Nonostante i danni all'udito, lo ignoro e mi concentro sul computer.

"Mmh, non resisti ai Classe XII. Posso dedurne che anche quelli superiori sono troppo potenti per te."

"Dodici?! Sei partito da dodici?!" Strilla, sbattendo il visore sul tavolo.

"Certamente. L'ordine degli agenti memetici a cui siete sottoposti è casuale, così da evitare eventuali falsificazioni. E poi, dodici è meno della metà: non dovrebbe essere troppo per un membro del Dipartimento." Rispondo con un sorrisetto sardonico. Lui tenta di articolare qualcosa, fallendo miseramente. E questo gorilla dovrebbe essere parte del Dipartimento? Ma per piacere! Probabilmente è qui solo per la possibilità di alzarsi lo stipendio!

"Bene, se vuole rimettersi il visore, continuia-

"FANCULO! Io me ne vado!" Senza neanche farmi finire, l'agente si alza ed esce sbattendo la porta. Ignorando le voci confuse degli altri candidati, prendo il visore e controllo che funzioni ancora. Fortunatamente si è solo ammaccato un po' sul bordo, ma per il resto funziona bene. Almeno non dovrò fare rapporto, anche se sono certo che Quinto ha già visto tutto attraverso la telecamera. Sono quasi dispiaciuto per il povero Raia. Quasi.

"Il prossimo! Raini Monica, entri pure."

Si sentono dei borbottii all'esterno, poi la porta si apre; Raini entra timidamente, probabilmente spaventata dal trambusto precedente. Ad essere onesti, è un bel cambiamento rispetto all'idiota di prima: occhi verdi brillanti, capelli castani tagliati appena sotto la mandibola, lineamenti dolci e…

Un attimo. Tachicardia. Respiro accelerato. Strana sensazione di leggerezza alla testa e di pressione allo stomaco. Due sono le cose, o sto per morire (probabilmente Raia mi ha lanciato il malocchio), o sono sotto l'effetto di un meme di Classe VIII. Dovrò chiedere a Quinto spiegazioni più tardi; nel frattempo, mi concentro sulla candidata che si è seduta davanti a me, guardandomi praticamente in preda al terrore. La sensazione allo stomaco aumenta, divenendo quasi fastidiosa: che sia lei la causa? Non vedo glifi sul suo volto, forse sugli abiti? Basta, al momento ho ben altro a cui pensare.

"La prego di non farsi innervosire da quello che è appena successo; noi del Dipartimento non siamo proprio amati, per cui le persone tendono a reagire male quando interagiscono con noi. Col tempo ci si abitua." Sorrido leggermente. Lei annuisce, ma non sembra convinta. "Ora, mi passi pure la sua tessera."

Unless otherwise stated, the content of this page is licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 License