Una Questione Di Fede
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Appena visibile nel freddo buio che precede il sorgere del sole, la pioggia cadeva dolcemente sulle strade mentre le prime luci dell'alba minacciavano di splendere sul quartiere abbandonato. I lampioni bruciati una volta brillavano vivacemente in questo posto un tempo pieno di famiglie e amici, ma solo i parassiti e coloro che sono considerati più miseri dei parassiti risiedono qui ora. Durante questa tetra ora a metà tra il giorno e la notte, un uomo pallido barcollò in un edificio lì vicino, un telo logoro a stento ricopriva la sua esile figura come protezione dalla tempesta. Al passante occasionale sarebbe sembrato nient'altro che un vagabondo senzatetto, fermatosi in cerca di un posto per riposare (o forse per impegnarsi in attività meno salubri, a seconda del cinismo dell'osservatore). Ma quell'edificio non era stato scelto a caso. Questo straniero aveva uno scopo.

La pesante porta di legno scricchiolò rumorosamente mentre l'uomo entrava e crollava a terra, completamente esausto dal suo viaggio. Questo vecchio edificio decrepito una volta era una biblioteca, un'orgogliosa istituzione dell'apprendimento aperta a tutti. Ma il tempo e i vandali si erano impadroniti del posto: i libri erano stati sparsi dappertutto e fatti a pezzi; gli scaffali erano stati rovesciati e le pareti erano state imbrattate con la vernice spray o distrutte. Un leggero bagliore tremolante illuminava una stanza sul retro dell'edificio, l'unico segno di civiltà in quel guscio altrimenti emaciato della società. L'uomo tirò un sospiro di sollievo mentre si alzava e gettava via il suo cappotto di fortuna, rivelando un corpo che sembrava implorare di ricevere cure. I capelli neri arruffati caddero selvaggiamente su una faccia scarna e non rasata, e il suo corpo sottile coperto solo da una canottiera e dei jeans sporchi pareva debole e fragile, ad eccezione del suo braccio destro, che sembrava essere un congegno particolarmente complesso formato da meccanismi e ingranaggi creato per assomigliare a un braccio che si estendeva appena oltre la spalla. Dopo essersi ricomposto, l'uomo si diresse lentamente verso la stanza sul retro ed entrò.

A differenza del resto della struttura, questa stanza era pulita, anche se un po' umida per via delle crepe nel soffitto. Delle candele situate in ciascuno degli angoli forniva luce per l'edificio (la città aveva tolto la corrente da quella zona anni fa), e gli scaffali una volta utilizzati per i libri erano stati fatti a pezzi per creare letti di fortuna per i viaggiatori stanchi, su cui un uomo più povero dello straniero giaceva. Al centro della stanza si trovava una ciotola di ottone, ora vuota, su un piedistallo ornato con immagini di martelli e ingranaggi. Nell'angolo più a sinistra della stanza, un gentiluomo anziano stava leggendo un libro seduto alla scrivania di un bibliotecario, l'unico mobile originario del posto ben curato. Non volendo disturbare la persona dormiente nell'angolo opposto, lo straniero chiamò debolmente: "P-Padre Williams…?"

Il vecchio uomo staccò la testa dal suo libro e guardò da sopra i suoi occhiali a mezza montatura per vedere chi aveva chiamato il suo nome. Con un sorriso caloroso, fece cenno allo straniero di avvicinarsi alla sua scrivania e rispose, "Alex! Vieni, siediti pure! Sei sempre il benvenuto qui!". Mentre Alex si dirigeva verso la sua scrivania, Padre Williams notò come i suoi occhi fossero gonfi e rossi, come se avesse appena pianto. Dentro di sé, Padre Williams sospirò tristemente. Sentì di sapere per cosa Alex fosse venuto da lui.

Alex prese una sedia dal lato opposto della scrivania di Padre Williams e si sedette. "Padre, io…io…"
fu tutto quello che fu in grado di mormorare prima di scoppiare a piangere e singhiozzare. Padre Williams aspettò pazientemente che Alex finisse, ma interiormente non fu sorpreso. Alex era venuto da loro in un brutto momento della sua vita: niente amici, niente famiglia, niente casa e vicino alla morte. Padre Williams ricordava il giorno in cui Alex fu portato nella loro chiesa improvvisata, come la sua curiosità e la sua paura scomparvero quando fu illuminato dalle scritture del loro Signore Frantumato. Padre Williams sapeva che lo spirito di Alex era forte, ma anche le anime più indurite vengono paralizzate dalla Ricostruzione, e persino dopo mesi la mente di Alex si stava ancora riprendendo dal suo battesimo.

Alex tirò su con il naso e si ricompose, asciugandosi gli occhi con le mani. Fece un respiro profondo prima di tentare di parlare di nuovo. "Padre Williams, ho bisogno di parlarle. Ho trasgredito contro nostro Signore, e ho avuto pensieri eretici che non voglio più avere. La prego, mi aiuti."

Padre Williams si fermò un momento a riflettere, poi parlò. "Alex, tu sei uno dei parrocchiani più fedeli che io abbia mai conosciuto durante il mio tempo trascorso come prete di nostro Signore. Perdona la mia incredulità, ma trovo improbabile che tu abbia fatto qualcosa volto ad offendere Egli."

"Io-io lo so, Padre, e più di ogni altra cosa voglio crederci. È solo che…io…questi pensieri…io…"

Padre Williams allungò la mano per interrompere con calma le balbuzie del giovane. "Capisco, Alex. Per favore, dimmi che cosa ti turba."

Alex fece un respiro profondo. "Padre, mi sono sentito più a casa in questa chiesa che in qualsiasi altro luogo in cui sia stato in tutta la mia vita. Il pensiero che nostro Signore mi ami è un conforto diverso da qualsiasi cosa abbia mai provato prima. Nostro Signore Dio ha fatto tanto per me…" Alex fece silenzio e guardò in basso, vergognandosi. Prima che Padre Williams potesse rispondere, Alex parlò di nuovo. "Ecco perché ora vengo da lei, Padre. So che i testi dicono che Lui mi ama, ma…ma perché? Perché Egli dovrebbe amarmi? Sono solo un inutile straccione che non è riuscito nemmeno a sostenere la Ricostruzione, quindi perché…" La voce di Alex si ridusse ad un mormorio, "…Perché mai dovrebbe volermi?".

Dopo un momento di silenzio, Padre Williams capì come convincere Alex una volta per tutte. "Mostrami il tuo braccio, Alex." Disse con gentilezza, allungando la mano per prendere il braccio del ragazzo. Confuso, il giovane allungò il braccio destro. Padre Williams sorrise mentre diceva, "No, Alex. Il tuo altro braccio."

Alex posò delicatamente il suo braccio meccanico sulla scrivania e Padre Williams esaminò attentamente l'arto di ottone. Un testamento splendidamente realizzato per il Signore, era facile dimenticare che quella fosse una volta un'appendice malata, appena funzionante, usata solo per per essere imbevuta di sostanze chimiche tossiche in un inutile tentativo di cercare conforto dalla vita quotidiana. Alex era impuro, aveva bisogno di purificarsi e quel braccio era stato la porta d'ingresso per il peccato. Anche in quel momento, l'olio divino usato per Ricostruire il braccio di Alex (così come le appendici in setticemia per l'altro devoto) era tenuto al sicuro nascosto nella scrivania di Padre Williams, pronto a fluire nel bacino sacro al centro della chiesa per purificare le malattie.

Padre Williams esaminò attentamente il braccio per un momento, poi con attenzione rimosse uno degli ingranaggi più esterni. "Ecco fatto. Per favore, prova a muovere il braccio, Alex."

Le ruote dentate nella parte superiore del braccio si muovevano come sempre, ma gli ingranaggi sotto il gomito rimanevano perfettamente immobili e il braccio si rifiutava di muoversi. Alex iniziò a farsi prendere dal panico mentre cercava disperatamente di sollevare il braccio, con gli ingranaggi che giravano alla follia nel tentativo di produrre un effetto.

"Ti prego, Alex, calmati." Disse dolcemente il prete. Alex guardò di nuovo Padre Williams, il quale fissava l'ingranaggio rimosso. "È interessante, non è vero? Come qualcosa di così piccolo possa influenzare così tanto?"

Padre Williams rivolse nuovamente la sua attenzione ad Alex. "Quando lodiamo nostro Signore, non stiamo semplicemente adorando una macchina senza cervello che non sa o non si preoccupa di noi, nonostante ciò che gli eretici potrebbero pensare. Le nostre anime, quel che ci rende ciò che siamo, questo è ciò che diamo al nostro Dio. Egli non è chiamato 'Il Dio Frantumato' perché Egli è un qualche robot che ha bisogno di riparazione fisica. Si chiama 'Il Dio Frantumato' perché ognuno di noi, le nostre anime, sono un pezzo mancante di Lui."

"E questo, Alex, è il motivo per cui non devi temere di perdere il favore di nostro Signore, perché proprio come tu hai bisogno di lui, Lui ha bisogno di te. Egli ti ama perché tu e Lui siete uguali nello spirito. Proprio come Egli ha bisogno di me, e ha bisogno di ognuno di noi. Non perderai mai l'amore di nostro Signore, perché proprio come per questo ingranaggio e il tuo braccio, Egli non può esistere senza di te. Dunque, quando sei da solo e temi di non aver nulla da offrire a nostro Signore, ricordati una cosa:" Padre Williams guardò giù e rimise l'ingranaggio mancante a posto nella cavità, poi guardò di nuovo verso Alex. "Anche qualcosa di piccolo è necessario per rendere il tutto completo."

Alex tentò ancora una volta di sollevare il braccio e questa volta esso si mosse come se non gli fosse successo nulla. Alex guardò Padre Williams per un momento, poi sorrise. "La ringrazio, Padre. Mi sento molto meglio ora." Alex si alzò, strinse la mano a padre Williams e se ne andò, questa volta con una ritrovata leggerezza nel suo passo. Padre Williams ridacchiò mentre volgeva nuovamente la sua attenzione al suo libro, un testo di una religione arcaica che tuttavia aveva molte buone selezioni che evocavano in lui pensieri riguardanti il suo Signore. Quel giovane ricordava a Padre Williams se stesso quando era un ragazzo. Forse la prossima volta che Alex verrà a visitarlo, dovrebbe parlare della possibilità di unirsi al clero della loro Chiesa. Nel suo libro il vecchio uomo trovò il suo passaggio preferito, che mormorò ad alta voce tra sé e sé.

"Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi."

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