5700 Anni Dopo
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La Stella d'Odio non si ricordava più da quanto tempo essi avevano smesso di osservarla e, francamente, non gliene importava. Che provassero pure ad ignorarla, a tenerla "contenuta" in una rete di silenzio: non li avrebbe aiutati quando la fine sarebbe giunta. E infatti giunse. Mentre la Stella smembrava pigramente e con violenza Plutone, notò con dispetto che la Terra non era più abitata. Non si era presa la briga di controllare fino ad adesso, ma così era. Il proprio entusiasmo considerevolmente scemato, la Stella si mosse verso il Sole, distruggendo allegramente i pianeti per strada. Si fermò vicino al pianeta, imbrigliandolo con linee di forza per impedire che il piccolo mondo venisse fatto a pezzi dal suo pozzo gravitazionale. Quando fu sicura che non sarebbe stata disturbata, la Stella iniziò a esaminare la pallina di terra. Fece l'equivalente astrale di un sospiro di delusione. La piccola palla di fango non se la stava cavando tanto bene; non erano soltanto le stazioni orbitali a pezzi che orbitavano intorno al pianeta, ormai alla deriva, come un alone confusionario: avevano prosciugato anche gli oceani, le città erano crateri radioattivi, alcune ancora fumavano di energia di atomi scissi.

"Che diavolo hai fatto, Razza Umana? Voglio dire, sapevo che ti piacesse distruggere il tuo stesso nido, ma questo è semplicemente disgustoso." Pulsò tra sé, guardando più da vicino. Ah. Beh, questo era strano. Avevano rilasciato tutti gli SCP. Ne avevano perso il controllo, più probabilmente. Quei sempliciotti troppo sicuri di sé della Fondazione avevano finalmente avuto ciò che si meritavano. La Pozza Rossa era grande quanto il Madagascar. E sì, era 682 quello che vagava per la distesa di sabbia bruciata che un tempo era stata l'Australia. La lucertola guardò in alto come la mente della Stella passò sopra di esso. La Stella lo ridusse con disprezzo in vapore, quindi continuò a cercare, passando con la sua coscienza sopra le poche città rimaste e scavando profondamente nella terra, in cerca dei Siti a lungo dimenticati. Vide 173, la statua che ora si muoveva tanto veloce da non essere osservabile mentre vagava impazzita per i corridoi di un impianto di contenimento distrutto.

La Stella si fermò brevemente in quello che una volta era il sito di contenimento più massicciamente rinforzato, quello che conteneva il sarcofago di 076. La pietra nera era spezzata e distrutta, vicino alla base qualcuno aveva scritto un breve messaggio con della vernice spray bianca.

"'Ora siamo apposto'. Altezzoso e infantile. Sono proprio delusa."

La struttura svanì in un'eruzione di energia, e la Stella andò avanti. Si fermò un'ultima volta su ciò che era stato l'Oceano Pacifico, vedendo qualcosa di inusuale nel fondale bruciato. Una tavola di pietra, un semplice quadrato di un chilometro, con scritte intagliate sopra la superficie in una dozzina di lingue. Prima, una serie di coordinate stellari nel sistema primitivo a cui gli umani erano così affezionati, poi un breve messaggio: Osserva, poi distruggi questo segnale.

La Stella si allontanò dalla Terra, gettando esasperatamente la sua mente nel vuoto.
Cosa, esattamente, avrebbe dovuto osservare?

"Quando vi trovo…"

E li trovò. Una gamma di emissioni di energia sottilissima, così spostata verso il rosso da essere praticamente invisibile. Un'enorme flotta di immense navi si allontanava a una velocità che-

"Col cazzo. NO!"

La Stella d'Odio dilaniò il segnale, rivelando un secondo messaggio- lettere di calcestruzzo, sepolte nella sabbia sottostante.

EINSTEIN AVEVA TORTO. PRENDICI SE CI RIESCI.

Una fine.

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